RELIGIONI E CULTURE

Riflettori su Cipro

Comunità di Sant’Egidio: meeting internazionale dal 15 al 18 novembre

“Riaccendere i riflettori su Cipro”: per Marco Impagliazzo, presidente dalla Comunità di Sant’Egidio, intervistato da SIR Europa, è questo uno degli scopi non secondari della scelta dell’isola del Mediterraneo per la ventiduesima edizione dell’incontro di religioni e culture in dialogo, dal 15 al 18 novembre. Un evento organizzato insieme alla Chiesa ortodossa cipriota, che si aprirà sabato con una celebrazione euristica cattolica a cui seguirà il giorno dopo una ortodossa e poi due giorni intensi di dibattiti e tavole rotonde, che culmineranno martedì 18con l’incontro di preghiera a Nicosia. Cipro dal 2004 fa parte dell’Unione europea, ma dal 1974, anno in cui la Turchia ha invaso il Nord dell’isola, è divisa tra la parte greco-cipriota e quella turco-cipriota, che si è costituita in stato autonomo riconosciuto nel mondo solo dal governo di Ankara. Come siete arrivati alla scelta di Cipro? “Ogni nostro incontro avviene su invito della Chiesa locale: è la seconda volta che collaboriamo con gli ortodossi dopo l’esperienza in Romania nel 1998. L’anno scorso, nel corso del meeting che organizzammo a Napoli, avvenuto in coincidenza con la visita di papa Benedetto XVI, Chrysostomos II, arcivescovo di Nea Giustiniana e di tutta Cipro, rimase colpito dal nostro lavoro e ci chiese di organizzare l’incontro nell’isola. Chrysostomos è molto sensibile e impegnato sul discorso ecumenico e la Chiesa ortodossa di Cipro è uno degli sponsor del progetto «Dream», che portiamo avanti in dieci Paesi africani per la cura dell’Aids. È un raro e positivo esempio di collaborazione tra cattolici e ortodossi: tra le due Chiese esiste già un’unione profonda anche se non c’è ancora un’unità ecclesiologica”.Tra le tante personalità religiose presenti, musulmane, ebree, cristiane e indù mancano per motivi di opportunità politico-diplomatica i patriarchi di Atene e Costantinopoli: cosa vi augurate che avvenga nell’isola dopo questo incontro?“Vorremmo che la nostra presenza serva a dare una mano al processo di pace che attraversa una fase di stagnazione. Cipro è l’unico paese dell’Europa occupato militarmente e ancora diviso da un muro. Porteremo anche delle proposte concrete, come l’avvio di lavori di restauro per i luoghi di culto dei cristiani nella parte turca e dei luoghi di culto musulmani nella parte greco-ortodossa; stiamo anche cercando di realizzare una delle tavole rotonde nella zona turco-cipriota e nella celebrazione finale proporremo un gesto di riconciliazione. Questo conflitto non è religioso, è solo politico”.Quali sono le novità più importanti dell’incontro di quest’anno?“La scelta di Cipro è stata fatta anche perché vogliamo lavorare per la pace nel Mediterraneo, da cui dipende, in buona parte, anche la pace nel mondo. Per questo ci sarà una particolare attenzione alla questione Israele/Palestina, al Libano e all’Iraq. Il Mediterraneo, culla delle religioni, è anche, oggi, luogo del dolore a causa delle tragedie dell’immigrazione, un altro dei temi importanti di questo evento, insieme a quello della povertà. Non mancherà l’attenzione all’Africa, all’America Latina, all’Asia e alle donne: a presiedere l’assemblea inaugurale saranno Francoise Rivière, dell’Unesco, e Siti Musdah Mulia, giurista islamica dell’Indonesia, che si batte contro la pena di morte, mentre tra gli ospiti porterà la sua testimonianza Ingrid Betancourt”.L’arcivescovo di Cracovia, mons. Stanislaw Dziwisz, verrà a ricordare la figura di Giovanni Paolo II: qual è secondo lei l’eredità più importante di papa Wojtyla?“Questi incontri annuali che noi organizziamo sono nati sulla scia della Giornata mondiale di preghiera per la pace di Assisi, nel 1986. Noi siamo grati a Giovanni Paolo II per aver avuto all’epoca quest’intuizione, nel pieno del periodo della Guerra fredda. Fu uno dei primi a capire e sostenere che i veri nomi della religione dovevano essere pace, amore e riconciliazione e non violenza, morte e terrorismo, come invece si è rischiato di fare dal 2001 in poi, dopo l’attentato delle Torri gemelle e tutto ciò che ne è seguito”.