ECUMENISMO

Protestanti-Ortodossi, Anglicani-Cattolici, Chiesa ortodossa serba

Protestanti-Ortodossi: conferenza sul battesimoTeologi e vescovi protestanti ed ortodossi si sono riuniti a Vienna dal 30 ottobre al 1° novembre per una consultazione sul “Battesimo nella vita delle nostre Chiese”. L’incontro – di cui dà notizia un comunicato finale diffuso il 7 novembre – è stato organizzato congiuntamente dalla Conferenza delle Chiese europee (Kek) e dalla Comunità delle Chiese protestanti in Europa (Cpce). La Consultazione di Vienna è la quarta tappa di un percorso teologico iniziato nel 2002 all’Accademia di Creta e continuato a Wittemberg nel 2004 e a Istanbul nel 2006. I lavori sono iniziati con una panoramica sui principali risultati emersi sul tema del battesimo nei dialoghi ecumenici bilaterali e multilaterali. I due co-presidenti della conferenza, il metropolita Gennadios di Sassima (patriarcato di Costantinopoli) e Michael Beintker (per il Cpce), hanno poi presentato il battesimo secondo la prospettiva ortodossa e protestante. “L’importanza del tema – si legge nel comunicato -, e cioè che il battesimo è di centrale importanza per la vita della Chiesa, è stato confermato nella consultazione. Entrambe le parti hanno ancora una volta approvato l’opinione secondo la quale il battesimo con l’acqua nel nome del Padre, del Figlio e del Santo Spirito non può essere ripetuto. C’è accordo tra le due tradizioni circa la natura del battesimo. Allo stesso modo è stata approvata l’affermazione secondo la quale il battesimo deve essere amministrato da persone ordinate”. Sul consenso invece relativo agli elementi essenziali della celebrazione del battesimo, ortodossi e protestanti hanno affermato che si “potrebbe lavorare in modo più chiaro”. Questi elementi sono “il credo, le domande battesimali, la rinuncia del male, l’impegno per la vita in conformità con il battesimo, la parola di benedizione”. Ortodossi e protestanti aggiungono che “la ricca diversità delle forme liturgiche non separa le Chiese, ma può essere un arricchimento. Vi è anche unanimità sul fatto che il battesimo deve essere celebrato in presenza della comunità”. Entrambi le tradizioni hanno presentato “buone argomentazioni per il riconoscimento reciproco del battesimo” ed hanno affermato nel comunicato che “indipendentemente da tutte le differenze che ancora esistono, le nostre Chiese dovrebbero compiere passi verso un reciproco riconoscimento del battesimo, se questo non è ancora avvenuto”. Poi si conclude: “Tenuto conto delle differenze esistenti, siamo consapevoli che le questioni ecclesiologiche sulle quali siamo chiamati ancora a lavorare sono vincolanti per un fondamentale accordo sul battesimo e il suo riconoscimento reciproco”. Anglicani-Cattolici: una traduzione in lingua “urdu”Una traduzione in lingua “urdu” del documento di accordo raggiunto nel 2007 dalla Commissione internazionale cattolico-anglicana per l’unità e la missione dal titolo “Crescere insieme nell’unità e nella missione”. Il testo è stato presentato nella cattedrale della Resurrezione a latore, in Pakistan. Durante la cerimonia, il vescovo di Lahore e moderatore della Chiesa anglicana del Pakistan, rev. dr Alexander John Malik, e il rappresentante della Chiesa cattolica, Emmanuel Asi, hanno consegnato una copia della pubblicazione al segretario dell’arcivescovo di Canterbury per le relazioni internazionali ed interreligiose, rev. Canon Anthony Ball. “Speriamo – ha detto il coordinatore del progetto, il reverendo anglicano Rana Youab Khan – che la traduzione in urdu del testo possa servire a dare un impeto al dialogo e alla cooperazione tra la Chiesa del Pakistan e la Chiesa cattolica in Pakistan e tra le Chiese di entrambe le tradizioni nel mondo”.Serbia: il Patriarca Pavle ancora “al timone”I vescovi della Chiesa ortodossa serba riuniti in Assemblea a Belgrado hanno deciso che il Patriarca Pavle resterà al suo posto di guida della Chiesa serba nonostante lo stesso Pavle avesse chiesto ai vescovi di essere sollevato dall’incarico, a causa delle sua cattive condizioni di salute. Pavle, 94 anni, guida la Chiesa ortodossa serba dal 1990 e dallo scorso novembre è ricoverato nell’ospedale militare di Belgrado in seguito ad un’infezione polmonare. Sebbene lo stato della sua salute sia migliorato, il Patriarca è rimasto in ospedale. Fa le sue veci il metropolita del Montenegro Amfilohije, che è il membro più anziano del Sinodo della Chiesa serbo-ortodossa. Ad ottobre, lo stesso Patriarca aveva chiesto ai vescovi di approvare “il suo ritiro dal servizio attivo” e di pregare per lui. I vescovi – con la decisione presa in assemblea – hanno invece dichiarato che “nonostante le ragioni” presentate, il Patriarca rimane ancora al timone della Chiesa ortodossa serba.