L’Ue in breve

Vertice di Washington, la posizione UeMentre la macchina organizzativa del G20 (Washington, 15 novembre) è a pieno ritmo, si vanno definendo i temi del vertice che riunirà nella capitale statunitense i principali paesi e le istituzioni politiche ed economiche internazionali sulla crisi finanziaria. Saranno presenti i capi di Stato e di Governo di Usa, vari Stati europei, nazioni emergenti, oltre al segretario generale Onu, al direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), al presidente della Banca mondiale e a quello del Forum per la stabilità finanziaria. Tre i punti principali all’ordine del giorno: analisi delle cause macroeconomiche e finanziarie della crisi; bilancio delle misure già adottate dai paesi del G20; individuazione di “principi fondamentali comuni suscettibili di servire da base per le decisioni future”. A questo summit ne dovrebbe seguire un altro cento giorni dopo, considerando l’avvicendamento alla presidenza americana fra George Bush e il neoeletto Barack Obama. Nello stabilire la posizione dell’Unione europea per tale appuntamento, i leader dei 27 si sono riuniti il 7 novembre a Bruxelles, sostenendo che per far fronte alla instabilità dei mercati finanziari e a quella dell’economia reale, occorre rafforzare il ruolo del Fmi, mentre al contempo servono più sorveglianza e trasparenza ed è necessario vigilare sulle agenzie di rating. Bisogna quindi decidere, secondo il documento finale dell’incontro, che “nessun segmento di mercato, nessun territorio, nessuna istituzione finanziaria sfugga” alla regolamentazione. Summit Europa-Russia: situazione in Georgia “La Russia resta un vicino e partner chiave dell’Unione europea nel campo politico ed economico”: una vigilia all’insegna della diplomazia da parte delle autorità comunitarie. Il vertice bilaterale Ue-Russia, che si svolgerà a Nizza (Francia) il 14 novembre, “sarà fortemente segnato – come affermano fonti della stessa presidenza di turno Ue – dalle conseguenze della crisi in Georgia di quest’estate”. Le discussioni riguarderanno “l’applicazione delle disposizioni del piano Medvedev-Sarkozy in sei punti del 12 agosto” scorso. Fra gli altri temi in primo piano: la crisi economica e finanziaria, che sarà discussa ancora il giorno seguente durante il G20; la negoziazione del futuro “accordo rafforzato” tra i 27 e Mosca; le forniture energetiche; i temi economici e ambientali; la sicurezza; la cultura. Ricordare le guerre, operare per la pace”A distanza di 90 anni dalla fine della prima guerra mondiale, i paesi europei non solo sono in pace tra loro ma, meglio ancora, hanno costruito insieme un’Unione duratura e profonda, fondata sulla riconciliazione e sul rispetto dei diritti fondamentali. Grazie alla costruzione europea, essi hanno potuto superare ciò che li divideva realizzando insieme un futuro comune”. Nicolas Sarkozy, presidente della repubblica francese e presidente di turno del Consiglio Ue, ha commemorato l’11 novembre all’ossario nazionale di Douaumont (regione Lorena, Francia) il novantesimo anniversario dell’armistizio del 1918 che pose fine al conflitto. Sarkozy ha voluto ricordare con l’occasione la necessità della salvaguardia della pace in Europa e in tutti i continenti. Accanto al presidente Ue erano presenti il capo della Commissione Barroso, quello dell’Europarlamento Poettering e numerosi rappresentanti di governi europei. È quindi seguita una cerimonia di raccoglimento e deposizione di fiori al cimitero tedesco di Ville-devant-Chaumont. Sempre la presidenza Ue aveva organizzato nei due giorni precedenti un convegno internazionale a Mulhouse (Alsazia), altra regione segnata dai combattimenti della “grande guerra”. Il tema era: “Passare da una memoria nazionale a una memoria collettiva”. I 27 e la questione alimentare mondialeI mutamenti climatici e la realtà economica attuale aggravano la crisi alimentare e mostrano i problemi strutturali: quale ruolo può avere l’Unione europea? Il Comitato economico e sociale e la presidenza Ue organizzano per il 13 novembre a Parigi una conferenza che si articolerà attorno a due tavole rotonde: “Alimentazione e produzioni agricole, una crisi mondiale” e “Come assicurare l’accesso di tutti a un’alimentazione sufficiente e di qualità?”. Fra i partecipanti, politici, esperti dei temi dello sviluppo, rappresentanti di istituzioni internazionali e ong. L’incontro sarà aperto da Michel Barnier, ministro francese dell’Agricoltura. I promotori spiegano: “I numerosi aspetti della questione alimentare si traducono in un’equazione che resta difficile da risolvere. Da un lato, i bisogni aumentano in quantità e qualità, con l’impatto della demografia, dell’evoluzione dei comportamenti alimentari e dei nuovi vincoli sanitari; d’altro canto, i vincoli pesano anche sulla produzione di energia”, sul clima, le risorse d’acqua e l’ambiente.