COMMISSIONE UE
Elezioni 2009: pensare il futuro e valutare il passato
Costruire il futuro facendo tesoro del passato. Con questo spirito la Commissione europea ha segnato la scorsa settimana due tappe importanti, entrando di fatto nel suo ultimo anno di attività: il mandato quinquennale scadrà infatti nel novembre 2009. Così il presidente José Manuel Barroso ha presentato il programma di lavoro per i prossimi dodici mesi e ha al contempo ricordato con una cerimonia solenne il mezzo secolo di attività dell’Esecutivo.Verso la conclusione del mandato. Nell’anno a venire la Commissione dovrà rendere operative le decisioni che si stanno assumendo per fronteggiare la crisi economica e finanziaria oltre a “consolidare i risultati ottenuti negli ultimi quattro anni, non perdendo di vista l’obiettivo di ottenere risultati dei quali possano beneficiare i cittadini e le imprese”. Barroso ha parlato di un “calendario di lavoro ambizioso”, che passerà al vaglio di Europarlamento e Consiglio. Ha quindi puntualizzato: “La Commissione si adopererà anzitutto per reagire alla crisi finanziaria e ai problemi che preoccupano i cittadini europei, quali il mutamento climatico, l’immigrazione e lo sviluppo, affinché l’Europa sia in grado di mantenere sotto controllo gli effetti della globalizzazione”. Secondo il politico portoghese – che non ha mai smentito l’ambizione ad ottenere un secondo mandato – il 2009 “sarà un anno particolare, in quanto a giugno si terranno le elezioni europee”. Mentre resta ancora in alto mare la questione dell’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che fra l’altro prevede che il collegio si riduca dagli attuali 27 componenti a 18, dovendo avere un numero di commissari pari ai due terzi degli Stati aderenti.Le priorità e i quattro pilastri. Per Barroso “il programma di lavoro è equilibrato e si prefigge obiettivi precisi attraverso 12 iniziative strategiche, 37 iniziative prioritarie, 33 proposte di semplificazione e 20 ritiri di proposte”. Vengono quindi indicate le “priorità” operative che si articolano attorno a quattro “pilastri”. Nel campo della crescita e dell’occupazione, la Commissione “si concentrerà sulle riforme economiche e sulle misure specifiche volte a stimolare la fiducia” di operatori e consumatori. Barroso ha spiegato: “Occorre aiutare l’Europa ad affrontare la crisi” imminente, “tramite le iniziative della strategia di Lisbona rinnovata e del piano di ripresa” avanzato alcuni giorni or sono. Questo capitolo è naturalmente legato al coordinamento degli interventi fra Ue e Stati membri (se ne riparlerà al summit di dicembre) e alle eventuali “regole” che potrebbero emergere dal G20 di Washington del 15 novembre o da analoghi vertici internazionali. Su tutto questo settore sta riflettendo il gruppo di esperti promosso dallo stesso Esecutivo e presieduto da Jacques de Larosière. In materia di mutamento climatico e sviluppo sostenibile, invece, “sarà fondamentale concludere un accordo globale nel vertice di Copenaghen. La capacità dell’Unione di svolgere un ruolo trainante passa per un consenso sul pacchetto Ue per energia e mutamento climatico: se a dicembre verrà concluso l’accordo”, nei mesi seguenti si passerà alla fase attuativa.Stati Uniti, Georgia, bilancio. Anche quando Barroso tratta dell'”impegno della Commissione per privilegiare interventi a diretto beneficio dei cittadini” (Europa dei risultati) torna a parlare di economia e di promozione dei consumi, ma non trascura nemmeno le “novità che saranno introdotte in materia di libertà, sicurezza e giustizia”, volte alla lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata. A livello internazionale – ed è il quarto pilastro – la Commissione dovrà affrontare una serie di problemi, che vanno dall’assistenza alla ricostruzione e al processo di riforma in Georgia all’adeguamento delle relazioni transatlantiche dopo l’insediamento della nuova amministrazione statunitense guidata da Barack Obama. Punti essenziali dell’attività a venire rimarranno inoltre l’allargamento e la politica di vicinato. Sempre nel 2009 è previsto il riesame del bilancio comunitario, “che costituisce un importante contributo al dibattito sulle future priorità dell’Unione e sul loro finanziamento” e la semplificazione del quadro normativo Ue.Il “motore” dell’integrazione. La cerimonia per i 50 anni della Commissione (insediatasi nel 1958 sotto presidenza del tedesco Walter Hallstein) ha visto presenti il 7 novembre al palazzo Berlaymont anche il presidente di turno del Consiglio Ue Nicolas Sarkozy e quello del Parlamento Hans-Gert Poettering. Nella storica sede dell’Esecutivo è stata intestata una sala a Jean Monnet, uno dei “padri” dell’integrazione comunitaria. Barroso ha poi pronunciato un discorso nel quale ha ripercorso le tappe fondamentali di questa istituzione, la quale “appare come l’identificazione stessa dell’Unione e del suo progetto”. La Commissione è, come ha ribadito l’oratore, il “custode” dei Trattati e il “motore” dell’Ue: una vocazione storica cui Barroso ha affermato di voler rimanere fedele.