DROGA
L’Unione europea in prima linea nella lotta alla droga
L’Europa deve fare i conti con un potente business criminale. La lunga mano nera del traffico e dello spaccio di droga ha travalicato i confini nazionali e geografici, caratterizzandosi sempre di più come un fenomeno complesso e sfaccettato. I mercanti di morte, che vendono momenti di piacere effimero, in cambio della vita, sono sempre più globali. L’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt, www.emcdda.europa.eu) si occupa di monitorare questo mercato, fornendo dati, piste di ricerca e linee di azione. Dalle indagini compiute negli anni dall’Osservatorio (l’ultima è stata presentata a Lisbona il 6 novembre), è emerso, con sempre maggior forza, il fatto che: “il problema della droga in Europa fa parte di un fenomeno globale di più ampie dimensioni e che i modelli di consumo degli stupefacenti nel nostro continente sono influenzati e al tempo stesso influenzano gli aspetti di questo fenomeno anche altrove”. Serve, perciò, a detta dell’Osservatorio, un’efficace politica di coordinamento europeo tra gli Stati, sostenendo nel contempo programmi volti a ridurre la domanda e l’offerta di stupefacenti nei paesi vicini e nei paesi produttori. Su questo fronte l’Europa investe risorse significative nelle azioni di sostegno internazionali. Facciamo il punto su quanto l’Europa fa per combattere il fenomeno droga. Domanda e offerta. Recentemente la Commissione europea ha fatto sapere che l’Ue sta finanziando misure di riduzione della domanda e dell’offerta di stupefacenti nei paesi terzi per almeno 750 milioni di euro. È indubbio, anche, che negli ultimi 10 anni, come risulta dalle ricerche dell’Oedt, gli Stati membri hanno sviluppato meccanismi di coordinamento a livello europeo e nazionale sempre più completi, migliorando anche le informazioni disponibili sul traffico e i tipi di stupefacenti presenti sul mercato. Tutto questo però non basta perché la guerra è difficile e lontana dall’esser vinta. Nell’ultimo anno hanno assunto Cannabis circa 23 milioni di europei adulti; preso Cocaina, sempre nell’ultimo anno, circa 4,5 milioni di europei adulti; assunto Ecstasy, sempre nello stesso periodo, 3 milioni di persone. È bene precisare che queste sono delle stime e quindi non rappresentano la fotografia esatta del fenomeno ma permettono di farsi un idea dell’enorme giro d’affari che sta dietro al commercio delle droghe e quante persone ne sono vittime.L’inferno del carcere. Un altro complesso problema è quello della gestione dei tossicodipendenti nelle carceri dell’Ue. A commentare questa drammatica realtà è sempre l’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze. Nelle case circondariali di tutta Europa l’offerta di servizi di ogni genere continua ad essere scarsa. Nonostante alcuni Stati abbiano introdotto programmi per indirizzare i responsabili di reati con problemi di droga verso il trattamento, in alternativa alle sanzioni, i tossicodipendenti continuano ad essere una porzione significativa della popolazione dei detenuti in tutti i paesi. Il principio secondo cui i detenuti devono poter accedere alle stesse opzioni terapeutiche disponibili per tutti gli altri cittadini spesso non è rispettato nel caso dei tossicodipendenti. Non solo, molte persone che entrano in carcere hanno problemi con la droga, ma il consumo di stupefacenti spesso continua anche in carcere. L’assenza di servizi per i tossicodipendenti fa pensare che non si tratti soltanto di un’opportunità d’intervento persa per ridurre il consumo di droghe e le condotte criminose, bensì anche che i vantaggi per la salute ottenuti altrove possano essere vanificati. Creare economie alternative a quella della droga. Sconfiggere il mercato della droga? Forse si può, ma come? Creando forme di guadagno lecite e sistemi economici alternativi nei Paesi produttori di stupefacenti. È ciò che si sta tentando di fare in Afghanistan. Purtroppo però, nonostante gli sforzi della comunità internazionale le stime riferite al 2006 rivelano che la produzione è cresciuta del 43% in conseguenza di un incremento della superficie coltivata. Solo nelle zone dove l’aumento del costo del lavoro e l’abbattimento dei prezzi hanno ridotto le rendite dovute alla produzione di papavero da oppio e la popolazione guadagna di più dedicandosi ad attività alternative, in particolare nelle zone in cui esistono opportunità di reddito diverse dall’agricoltura, si intravede un piccolo spiraglio di cambiamento. Queste opportunità di lecito guadagno, tuttavia, non sono accessibili a tutti e in molte aree del Paese gli agricoltori hanno poche possibilità di scelta a causa degli elevati costi di trasporto, di una rete viaria ancora fatiscente e dei problemi derivanti da una situazione d’insicurezza ed proprio su questi punti deboli che la corruzione agisce riducendo le opportunità per la popolazione locale di commercializzare prodotti leciti.Un paio d’indirizzi utili: www.emcdda.europa.eu/themes/research, www.emcdda.europa.eu/publications/selected-issues forniscono un quadro ampio e generale entro cui viene condotta la ricerca sulle droghe nei Paesi europei.