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Austria: migliori politiche familiariUn pacchetto di richieste alla politica per sostenere le giovani famiglie è stato presentato il 2 novembre a Vienna dall’Associazione delle famiglie cattoliche austriache (Kfo). Il programma degli interventi proposti si basa principalmente su un incremento annuale costante delle prestazioni finanziarie alla famiglia, sgravi fiscali e miglioramenti per quanto riguarda i fondi per l’assistenza ai bambini, il diritto previdenziale e le strutture di assistenza per i bambini. “Occorre incoraggiare nuovamente i giovani a fare famiglie”, ha sottolineato Clemens Steindl, presidente della Kfo, durante la conferenza stampa di presentazione. “Tuttavia, ciò è possibile solo se esistono le condizioni materiali. Per questo motivo occorre una valorizzazione annua delle prestazioni per la famiglia, il che di per sé dovrebbe essere una cosa ovvia”, ha osservato. L’associazioni chiede inoltre un “controllo di compatibilità famigliare” per le leggi e i provvedimenti amministrativi. Tra le diverse proposte vi è anche un anno di asilo gratuito e il diritto a ferie retribuite in caso di degenza ospedaliera del bambino. Il mantenimento della domenica senza lavoro e la tutela complessa della vita umana dal concepimento alla morte sono altri principi difesi dal Kfo. Durante la conferenza stampa, Steindl ha fatto riferimento a numerosi sondaggi e studi che hanno evidenziato come la famiglia rappresenti un valore molto elevato per i giovani. “Ma l’ingresso nella vita professionale potrebbe cambiare questa prospettiva”, ha obiettato. “Perciò ci vogliono misure per impedire che la famiglia e il lavoro non si escludano a vicenda”. “Dobbiamo passare da un mondo famigliare orientato al lavoro ad un mondo del lavoro orientato alla famiglia”, ha concluso Steindl. Italia: Cei, un progetto culturale per i giovani”Non si tratta di trasmettere tecnicamente al mondo la notizia che Gesù è morto e risorto, ma di prendere in mano il mondo e accompagnarlo in questa scoperta”. Con queste parole don Nicolò Anselmi, direttore del Servizio Cei per la pastorale giovanile (Snpg), anticipa alcuni dei contenuti del progetto culturale giovani che verrà presentato nel corso del seminario per operatori di pastorale giovanile e referenti del progetto culturale, “Il progetto culturale giovani – Pensare e comunicare la fede nelle agorà di oggi”, che si apre oggi a Roma, (fino al 9 novembre), su iniziativa del Snpg. “Si tratta di aiutare i responsabili della pastorale giovanile a prendere consapevolezza della dimensione culturale della fede, a crescere nella capacità di comunicare la vita ecclesiale e di operare criticamente nella cultura mediatica di oggi”. “Alcune delle idee portanti del progetto – aggiunge – riprendono il Convegno ecclesiale di Verona del 2006: una rinnovata pastorale integrata, capace di ascoltare il mondo di oggi proponendo la ricchezza della vita vissuta alla luce del Vangelo. Obiettivo è affrontare la questione della testimonianza cristiana, personale e comunitaria. Per far ciò è necessario insistere anche sulla preghiera, dalla quale deriva la forza per stare accanto ai poveri, agli emarginati, per testimoniare il Vangelo in tutti gli ambienti sociali e culturali”. Relazioni di esperti, laboratori e dibattiti caratterizzeranno l’incontro che sarà chiuso dal card. Camillo Ruini, presidente del comitato per il progetto culturale.Irlanda: una chiesa per quattroUna chiesa sarà al centro della prima nuova città irlandese costruita dal nulla, Adamstown, e per la prima volta nella storia della Repubblica irlandese la chiesa verrà condivisa dalle quattro più importanti fedi cristiane del paese, la cattolica, la anglicana “Church of Ireland”, la Chiesa presbiteriana e quella metodista. A riferirlo è il settimanale cattolico inglese “The Universe” secondo il quale il nuovo esperimento è possibile per gli ottimi rapporti ecumenici che esistono in questo quartiere nella parte occidentale di Dublino dove vivono molti immigrati. Secondo don John Hassett, responsabile della parrocchia di Esker/Dodsboro della quale Adamstown fa parte e che si occuperà dei servizi pastorali della nuova città, “si tratta di un nuovo modello di sviluppo urbano che garantisce lo spazio alle quattro denominazioni per vedere come possiamo integrarci, collaborare e dare una testimonianza comune”. Nella parrocchia di Esker esiste già una chiesa cattolica con ottocento posti. La città è in via di costruzione dal 2005 e vi sono in progetto diecimila nuove case per una popolazione che dovrebbe essere di trentamila persone. La nuova chiesa avrà 220 posti a sedere, un oratorio e stanze per incontri pastorali e un ufficio. Mentre le funzioni religiose delle quattro denominazioni rimarranno separate le Chiese lavoreranno insieme su temi condivisi come la giustizia sociale o per funzioni liturgiche di taglio ecumenico come quelle ispirate alla preghiera di Taizè.