IRLANDA
Un piano pastorale per rafforzare le parrocchie
L’arcidiocesi di Armagh si riorganizza per far fronte al calo nel numero dei sacerdoti e alla minore frequenza alla messa. Con una lettera pastorale diffusa in tutte le parrocchie e una conferenza stampa, il 3 novembre, nella cattedrale di Armagh il card. Sean Brady, Primate di tutta Irlanda, ha spiegato che diverse chiese verranno raggruppate così che possano condividere strutture e sacerdoti e che la Messa possa essere garantita in ogni parrocchia. Un primo passo verso la nascita di vere e proprie unità pastorali. “Una crisi che è anche una opportunità. Se è vero che la nostra epoca è stata descritta come un periodo di crisi di vocazioni sacerdotali, essa può essere anche raccontata come un momento di opportunità e di occasione per coinvolgere più profondamente nella missione di Cristo e della Chiesa tutti i battezzati” ha detto Brady ai fedeli della sua diocesi.Diminuiscono i sacerdoti. “Non vi è dubbio – secondo il cardinale – che vi è stato un declino, negli ultimi vent’anni, del numero dei sacerdoti nel mondo occidentale e in Irlanda. Nel 1964 avevamo 186 sacerdoti diocesani mentre oggi ne abbiamo 138, 26 dei quali sono in pensione. Se proiettiamo queste cifre per i prossimi dieci o quindici anni possiamo aspettarci che questo numero scenda ancora”. Come fare i conti col problema? “È importante coinvolgere in modo positivo ogni membro della parrocchia nella missione della propria chiesa e decidere quanti sacerdoti serviranno in ogni parrocchia. Abbiamo l’opportunità di far fruttare il seme piantato dai Vescovi della Chiesa quando si sono incontrati durante il Concilio Vaticano II a Roma negli anni ’60”.Un nuovo ruolo per i laici. “Nella Chiesa dei primi secoli vi erano molti doni e servizi e molti battezzati vivevano al servizio della comunità e della società – ha ricordato l’arcivescovo di Armagh – col passare dei secoli questo ruolo di servizio unico è andato perduto ed è stato sostituito con l’idea che soltanto coloro che sono stati ordinati hanno i doni necessari per occuparsi della comunità. Il Concilio Vaticano II sarà ricordato soprattutto per aver recuperato la visione che, per mezzo del Battesimo, siamo chiamati ad usare i nostri doni occupandoci degli altri, della comunità parrocchiale e della società”.Raggruppate ma non fuse. Nella lettera alla diocesi Brady è entrato nei dettagli del nuovo piano spiegando che, “tra il novembre 2008 e il giugno 2009 diverse parrocchie verranno raggruppate, ma non fuse, allo scopo di condividere risorse. Occorrerà, all’inizio, decidere quali e quante parrocchie apparterranno alla stessa unità pastorale e la risposta a questa domanda verrà dalla consultazione con una rappresentanza di ogni parrocchia che comprenderà sacerdoti, consigli pastorali, membri delle commissioni responsabili delle scuole e persone coinvolte nel ministero parrocchiale”. Sarà dunque possibile per ogni parrocchiano far conoscere il proprio parere e, una volta messa a punto una prima stesura della mappa, un incontro in ogni parrocchia fissato nella Quaresima 2009 darà a ciascuno la possibilità di dire che cosa pensa. In un secondo momento – ha spiegato il cardinale – occorrerà affrontare il problema dei cambiamenti dovuti al calo nel numero dei sacerdoti. Vi saranno novità negli orari delle Messe e nella presenza dei sacerdoti in alcune parrocchie. Toccherà alle parrocchie di una stessa unità decidere il numero dei sacerdoti, quali risorse verranno allocate per il coinvolgimento dei laici, il numero di Messe che verranno celebrate nel fine settimana e nei giorni feriali in ogni chiesa dell’unità pastorale. Tutte le decisioni assunte in queste due fasi, e solo dopo l’approvazione dell’arcivescovo, entreranno in vigore nel settembre 2010. Nella terza fase verranno sviluppate e messe a punto nuove strutture parrocchiali e nuovi ministeri che permetteranno alle parrocchie, in ogni unità, di crescere come comunità di fede e testimonianza. I laici potrebbero venire impiegati in ruoli amministrativi e pastorali e un coordinamento pastorale per ciascun gruppo potrebbe essere avviata.Comunione di comunità. Citando le parole di Giovanni Paolo II sulla spiritualità di comunione il cardinale ha concluso dicendo che “l’arcidiocesi di Armagh è una comunione di comunità di fede che si impegnano a sostenersi a vicenda. Mentre avviamo questo processo di rinnovamento delle nostre strutture conteremo su questa spiritualità di comunione per rafforzare le nostre parrocchie come vibranti comunità di fede nel ventunesimo secolo”. SchedaSecondo l’ultima edizione dell'”Annuario statistico della Chiesa” (2006), l’87.4% dei 4.339.000 abitanti della Repubblica d’Irlanda è cattolica. Il resto della popolazione è costituito da un 4.2% di protestanti, 4.2% di atei o non religiosi, 0.5% ortodossi, 0.8% di musulmani e 2.9% di altre confessioni cristiane e religioni. Si registra, dalla metà degli anni ’90, un crescente flusso di immigrati.Un’unica Conferenza episcopale (www.catholicbishops.ie) rappresenta le 26 diocesi la cui cura è affidata a 2 cardinali, 7 arcivescovi e 36 vescovi.I sacerdoti diocesani sono 6.202, distribuiti tra le 1.366 parrocchie e 46 sedi pastorali. Gli istituti di istruzione gestiti dalla Chiesa cattolica sono 4.405 per un totale di 796.464 alunni; gli istituti superiori e le università cattoliche contano 26.821 iscritti. Gli istituti di assistenza e beneficienza cattolici sono 360 tra cui: 52 ospedali, 25 ambulatori, 93 case di cura, 16 orfanotrofi, 34 giardini d’infanzia, 80 consultori matrimoniali e 50 centri specialistici e di rieducazione e 10 altri istituti.