FRANCIA
Una Chiesa viva e in ripresa: assemblea dei vescovi a Lourdes
Si è aperta il 4 novembre a Lourdes con la prolusione del cardinale presidente André Vingt-Trois, la 47ma Assemblea plenaria dei vescovi francesi. Partecipano ai lavori 112 vescovi diocesani, 17 vescovi emeriti, tre vescovi dei territori d’oltre mare e il nunzio apostolico. All’Assemblea – che si concluderà domenica 9 novembre – i vescovi rifletteranno su tre principali argomenti, che sono stati al centro di altrettanti gruppi di lavoro: “L’indifferenza religiosa e la visibilità della Chiesa”, la bioetica e “Far vivere le nostre Chiese”. In programma anche una riflessione sui “fondamenti del dialogo interreligioso”. Nella prolusione – pronunciata questa mattina – il card. Vingt-Trois ha evocato il viaggio apostolico di papa Benedetto XVI in Francia, che – ha detto l’arcivescovo – ha rappresentato “un grande momento della vita della nostra Chiesa”. Ed ha aggiunto: “Gli incontri di Parigi e Lourdes hanno dimostrato agli osservatori attenti ed imparziali che l’immagine data troppo spesso di una Chiesa in decadenza e priva di futuro, non corrisponde alla realtà. Abbiamo visto una Chiesa dove hanno un posto centrale i giovani, gli adolescenti, gli studenti, i giovani professionisti e le giovani famiglie con i loro figli”. Bene pure “gli echi positivi” del viaggio apostolico registrati “ben oltre gli ambienti ecclesiali”. Crisi finanziaria. La Chiesa non ha “competenza né mandato” per proporre soluzioni finanziarie tecniche ma la crisi dell’economia chiede alla Chiesa di dar voce alle implicazioni etiche del sistema economico. Ha parlato anche di crisi finanziaria il card. Vingt-Trois, in apertura della Assemblea plenaria. “Le turbolenze finanziarie, che hanno caratterizzato questo periodo – ha detto l’arcivescovo -, sono cariche di conseguenze e di minacce, non solo per i ricavi dei grandi istituti finanziari e per i piccoli risparmiatori, ma anche per tutti coloro la cui vita e lavoro dipendono dalla vitalità e dalla produttività delle imprese, qualunque sia la loro dimensione. Il forte e rapido intervento dei governi europei ha forse evitato il peggio. Ha dimostrato in ogni caso la volontà di affrontare insieme un momento di crisi. Di fronte al lavoro precario e al calo dei redditi di molti, siamo tutti invitati a sviluppare una riflessione sulla organizzazione della vita economica e sociale. Naturalmente, la Chiesa non ha né il mandato né la competenza per fornire soluzioni a questi problemi. Ma ha la missione e la competenza per aiutare i nostri cittadini a vivere umanamente nel contesto economico e misurarne le implicazioni morali”.Riposo domenicale e questione bioetica. Nella prolusione anche un forte richiamo al valore del riposo domenicale. “Guadagnare di più – ha chiesto l’arcivescovo – deve davvero diventare il principale scopo dell’esistenza? Che i cristiani non siano a favore di una proroga del lavoro alla domenica, non sorprende nessuno. Per loro, il Giorno del Signore non è un giorno di ferie come gli altri”. È “il Giorno della Resurrezione” ma anche un giorno da dedicare alla “vita familiare”. Estendere pertanto l’orario lavorativo anche alla domenica “sarebbe un ulteriore passo nella disintegrazione della nostra vita collettiva e ciò coinvolgerebbe non solo i cristiani”. Riguardo invece alla questione bioetica in vista di una revisione della legge che la regolamenta, il cardinale ha posto questo interroghativo: “la ricerca scientifica e le applicazioni mediche che sono per il bene dell’uomo”. Il cardinale ha quindi messo in guardia sulla “corsa sfrenata ai brevetti” e sul tentativo di “strumentalizzare e commercializzare l’essere umano senza alcuna misura e limite”. Alle radici della tradizione ortodossa russaContinuare i contatti bilaterali e approfondire la cooperazione tra le due Chiese. Con queste due priorità si è concluso il viaggio che il card. André Vingt.Trois, arcivescovo di Parigi nonché presidente della Conferenza episcopale, ha fatto a Mosca dal 26 al 30 ottobre a guida di una delegazione che comprendeva anche i vescovi di Montpellier e di Pontoise. La delegazione francese è stata ricevuta il 29 ottobre dal Patriarca Alessio II ed ha visitato – nell’ambito di un programma fitto di appuntamenti – anche il monastero di Solovski, che si trova nell’isola in cui furono imprigionati e ammazzati moltissimi membri della Chiesa russa ortodossa: vescovi, preti, monaci e laici. “È – ha detto il cardinale -un simbolo delle persecuzioni perpetrate contro la Chiesa del XX secolo ma anche una testimonianza della forza della fede che supera tutte le prove”. Parlando delle prospettive di dialogo bilaterale tra le due Chiese, l’arcivescovo ha dichiarato: “Cercheremo di sviluppare le nostre relazioni e di rendere sempre più fruttuose”.