LIBERTÀ RELIGIOSA
Rapporto 2008 di “Aiuto alla Chiesa che soffre”
Rispetto alle notevoli difficoltà, che arrivano fino alle persecuzioni sistematiche in India, Iraq, Cina, Arabia e altri paesi, i cristiani dei vari paesi europei sperimentano una sostanziale libertà di coscienza, di culto, di professione pubblica della loro fede. È quanto emerge dal Rapporto 2008 dell’Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs, www.kirche-in-not.org) dal titolo “Libertà religiosa nel mondo”, pubblicato nei giorni scorsi in varie lingue e presentato contestualmente nelle quattro capitali di Italia, Spagna, Francia e Germania. L’opera di diritto pontificio, nata nel dopoguerra per portare aiuto ai cristiani perseguitati al di là della cortina di ferro, ha esteso in questi ultimi anni la sua attività e i suoi studi e ricerche alla condizione della libertà religiosa nel mondo. Il Rapporto che viene curato da una équipe internazionale testimonia come molto ci sia da fare ancora per arrivare a un vero rispetto delle coscienze e delle libertà fondamentali, tra cui quella appunto di vivere la propria fede. Ecco alcuni elementi sintetici riferiti ai Paesi europei, tratti dal “Rapporto 2008”. Albania: una buona situazione per questo paese ex-comunista, dove è prevista la libertà religiosa e la parità di trattamento delle varie religioni da parte dello Stato. Registrati pochi casi di intolleranza: in particolare si cita l’abbattimento di una croce nell’Albania settentrionale probabilmente ad opera di facinorosi di un insediamento islamico.Austria: esiste un Concordato con la Chiesa cattolica e apposite leggi regolano i rapporti dello Stato con le altre confessioni. Tre gli status riconosciuti: “società religiosa riconosciuta” (almeno il 2% della popolazione), “comunità confessionale” (almeno 300 membri), “associazione” religiosa (regolata dalla legge sulle associazioni).Belgio: libertà religiosa e insegnamento pubblico “neutro” con possibilità di avere lezioni sulle religioni riconosciute oppure sulla “morale non confessionale”. Nel 2007 è stata riconosciuta anche la Comunità Buddista e contemporaneamente il Forum Indù del Belgio ha avviato le pratiche per ottenere il riconoscimento statale per l’Induismo.Bielorussia: i cristiani sono il 70,3% della popolazione e vige una formale “libertà religiosa”, tuttavia appesantita da controlli e vincoli eccessivi. Ortodossi, cattolici e protestanti hanno avviato insieme una raccolta di firme per cambiare lo stato di cose.Bosnia – Erzegovina: formalmente vige la libertà religiosa, ma nei fatti musulmani, cattolici e serbo-ortodossi subiscono reciproche forme di violenza e intolleranza. Un concordato tra Santa Sede e governo è stato firmato nell’aprile 2007.Bulgaria: con l’81% di cristiani e il 12% di musulmani, Bibbia, Corano e altro materiale religioso è liberamente stampato o importato. Resta il problema della restituzione integrale delle proprietà confiscate sotto il comunismo.Croazia: buone le relazioni tra Chiesa cattolica e Stato. Anche in questo caso problemi per le restituzioni di beni ecclesiastici confiscati sotto il comunismo. Qualche difficoltà nei rapporti interreligiosi con ebrei e musulmani.Danimarca: permane la norma che stabilisce che la Chiesa evangelica luterana è “Chiesa nazionale danese” con una serie di privilegi e dotazioni particolari. Le altre confessioni cristiane e altre religioni sono comunque riconosciute. Controversi i rapporti con l’Islam anche a seguito della pubblicazione delle “vignette” su Maometto nel 2005.Estonia: piena libertà religiosa, non può esistere una “Chiesa di Stato”. Nelle scuole private si possono tenere lezioni di religione, in quelle pubbliche si offrono corsi di formazione ecumenica.Finlandia: sono riconosciute “Chiese di Stato” la Chiesa luterana evangelica e la Chiesa ortodossa. Le altre confessioni e gruppi religiosi sono comunque liberi di diffondere la propria fede.Francia: non ancora risolte del tutto alcune questioni tra Stato e Chiesa cattolica circa la confisca di beni ecclesiastici. Permane una forte presenza di mentalità laicista e anche di logge massoniche che ostacolano forme di riconoscimento della Stato verso le Chiese. Sono stati rilevati alcuni episodi di tensione nei confronti dell’Islam per minacce espresse verso intellettuali e giornalisti che avevano evidenziato rischi di fondamentalismo nel Paese.Germania: ampio riconoscimento delle libertà religiose sia a livello federale sia da parte dei Lander. Favoriti gli accordi per l’insegnamento delle religioni nelle scuole per facilitare l’integrazione degli appartenenti alle varie religioni (compresa l’Islamica).Grecia: garantita alla Chiesa greco-ortodossa la qualifica di “confessione prevalente” con ostacoli di natura amministrativa e legale per le altre confessioni.Irlanda: ampio e pubblico riconoscimento, a partire dalla Costituzione, del ruolo della religione cristiana per la storia del popolo irlandese. Non ci sono discriminazioni verso le altre confessioni religiose. Proibita la poligamia dal codice penale irlandese.Islanda: la Chiesa Evangelica Luterana è “Chiesa di Stato” e usufruisce di particolari proventi. Non esistono restrizioni alla libertà religiosa per i seguaci di altre religioni.Italia: piena libertà per le confessioni e religioni diverse dalla cattolica che è nettamente prevalente. Sono previste e già attuate diverse “Intese” tra lo Stato e tali confessioni, mentre per quanto riguarda la Chiesa cattolica il riferimento è costituito dal Concordato.Lettonia: ampia libertà religiosa e di culto. I problemi delle singole Chiese o religioni sono affrontati da un apposito “Consiglio Ecclesiastico”.Liechtenstein: la Chiesa cattolica è “Chiesa nazionale” e beneficia di piena protezione da parte dello stato. Anche le altre comunità religiose sono tuttavia riconosciute e sostenute.Lituania: piena libertà religiosa con riconoscimento per tutte quelle chiese e confessioni presenti nel paese da almeno trecento anni.Lussemburgo: oltre alla Chiesa cattolica, sono riconosciuti anche la Confessione israelitica, le Chiese protestanti e la Chiesa ortodossa greco-russa i cui ministri sono stipendiati dallo Stato.Macedonia: la Costituzione del 1991 stabilisce la piena libertà religiosa, generalmente rispettata. Registrata qualche tensione tra maggioranza Ortodossa e minoranze Cattolica e Greco-cattolica.Malta: la cattolica è “Religione della Repubblica” ma vige una piena libertà religiosa.Moldavia: benché sia prevista la piena libertà religiosa, la Chiesa ortodossa gode di maggiori privilegi rispetto alle altre religioni. Generalmente amichevoli le relazioni tra le diverse chiese e confessioni.Norvegia: la Chiesa Evangelica Luterana è “religione di Stato” ma esiste la piena libertà per gli altri culti. Registrate alcune tensioni con islamici ed ebrei.Olanda: nonostante una affermata libertà religiosa si registrano “pressioni culturali” nei confronti dei cristiani che si traducono in “discriminazione legale”. Ad esempio, mancata assunzione di medici obiettori contro l’aborto. Tensioni con gli islamici a seguito dell’omicidio del regista Theo Van Gogh.Polonia: piena libertà religiosa.Portogallo: ampia libertà religiosa. Lo Stato può finanziare la costruzione di chiese o altri templi non cattolici (rari). Insoddisfazione dei vescovi per limitazioni nell’assistenza religiosa in ospedali e carceri e sui mass-media.Principato di Monaco: la religione cattolica è “religione di Stato”. Piena libertà per tutte le religioni.Regno Unito: la Chiesa Anglicana è Chiesa ufficiale d’Inghilterra. Le altre comunità religiose sono indipendenti dallo Stato e non ricevono finanziamenti. Permane una latente diffidenza delle istituzioni nazionali verso la religione cattolica romana. Problemi anche con gli islamici per via del rischio di presenze estremistiche (attentati recenti a Londra).Repubblica ceca: 63% di cristiani, 37% di agnostici. È la situazione nella Repubblica ceca dove vige piena libertà religiosa anche se permangono problemi sulla restituzione di beni delle chiese. Lungo e macchinoso l’iter di riconoscimento pubblico di scuole fondate da parte di comunità religiose.Repubblica slovacca: lo Stato è aconfessionale e vige la libertà religiosa, compresa quella di presenza di missionari stranieri.Romania: diritto alla libertà religiosa. Nel 2007 scoppiato il caso della cattedrale cattolica a rischio di crollo per un grattacielo in costruzione nei suoi pressi. Permangono controversie sulla restituzione di beni confiscati alle chiese sotto il comunismo.Russia: la religione Ortodossa è prevalente e sostenuta dalla Stato sotto vari forme anche se si proclama la libertà religiosa. Procedono gli sforzi per un dialogo ecumenico e interreligioso più ampio e proficuo anche se si registrano restrizioni e vincoli burocratici e normativi per clero, religiosi e missionari di altre confessioni per l’accesso e la permanenza nel paese.San Marino: libertà religiosa costituzionalmente garantita.Serbia-Montenegro-Kosovo: ampia libertà religiosa costituzionalmente prevista, anche se la maggioranza serbo-ortodossa gode di una considerazione particolare da parte delle autorità. Permangono i problemi con le minoranze rispettive nei diversi territori (specie con gli albanesi del Kosovo che invocano l’indipendenza).Slovenia: ampia libertà religiosa. Per registrarsi le comunità debbono avere almeno cento membri e essere attive nel paese da almeno dieci anni.Spagna: vige piena libertà religiosa anche se permangono tensioni tra il governo e la Chiesa cattolica dopo la legalizzazione dei matrimoni omosessuali. Problemi anche con le comunità islamiche.Svezia: ampia libertà di culto ma permanenza di un controllo ideologico di tipo laicista circa la libertà di insegnamento e di educazione ai valori religiosi. Situazione di privilegio per la Chiesa luterana di Svezia cui deve aderire il Re.Svizzera: riconosciuta la libertà religiosa. Ogni Cantone regola i rapporti con le varie confessioni presenti.Turchia: la Costituzione assicura libertà di coscienza e di credo, anche se lo Stato pone la religione musulmana sotto la sua tutela. Varie forme di discriminazioni e difficoltà normative e burocratiche nei fatti mettono in difficoltà i culti diversi da quello musulmano. Esistono anche aperte discriminazioni nei confronti dei credenti che si professano cristiani, quali la non assunzione in cariche e funzioni pubbliche ecc. Numerosi i casi di attentati, minacce e anche intimidazioni violente, fino all’omicidio, nei confronti dei cristiani di varie denominazioni.Ucraina: da tre anni varate norme sulla libertà religiosa e di organizzazione del ministero religioso, con facilitazioni per l’uso di terreni e strutture in quanto organizzazioni non-profit. Difficoltà permangono in varie comunità cattoliche e ortodosse a seguito di episodi di violenza, ostilità, divisioneUngheria: diritto alla libertà religiosa e accordi particolari dello Stato con le Chiese cattolica, luterana, riformata ed ebrei.