ALLARGAMENTO (8)

I nuovi dodici

Polonia

Prosegue il viaggio nei Paesi dell’Allargamento (per i servizi già pubblicati sui Paesi dell’allargamento cfr SIR Europa 19-23-34-37-41-45-70/2008). È la volta della Polonia, il maggiore per superficie e popolazione, nonché per tradizioni storiche e religiose. La Polonia è senz’altro il più europeo dei Paesi dell’allargamento, e forse per questo ha costituito il motore del ricongiungimento e della lotta alla dittatura ex-sovietica: un cammino iniziato grazie al sindacato Solidarnosc ed al ruolo attivo della Chiesa cattolica già prima della caduta del muro di Berlino. Come procede il percorso di integrazione nell’Unione Europea, e con quali prospettive? SIR Europa ha intervistato Piotr Franaszek, direttore del Dipartimento per la Promozione ed il Turismo dell’Ufficio del Marshall del Voivodato di Lubelskie (Lublino).Sono trascorsi quasi cinque anni da quando la Polonia è entrata a far parte dell’Unione Europea: come descriverebbe l’influenza che tale evento sta avendo sulla vita sociale ed economica del paese?“L’ingresso della Polonia nell’Unione Europea ha completamente cambiato la nostra vita. La Polonia è diventata un paese aperto e nessuno può impedirci di avere contatti con l’Occidente. La posizione del nostro paese, che negli ultimi 200 anni è stata considerata sfortunata, ci offre ora nuove opportunità nell’Europa allargata. Per esempio, la regione di Lubelskie sta sfruttando al meglio la propria vicinanza all’Ucraina e alla Bielorussia. Quest’anno, a maggio, abbiamo organizzato il Forum Economico Polonia-Ucraina e a settembre ci siamo nuovamente riuniti in occasione di un evento analogo a Lviv”.Quali sono i settori in cui la Polonia intende migliorare e quali sono le vostre aspettative per quanto riguarda i futuri sviluppi interni?“Abbiamo cominciato a fare cambiamenti, a partire dal miglioramento delle infrastrutture – strade, ferrovie, aeroporti e molti altri investimenti per la protezione dell’ambiente. La Polonia, compresa la regione di Lubelskie, possiede un gran numero di aree naturalistiche che non sono mai state toccate dalla civiltà. Vogliamo sfruttare questo fatto per sviluppare il turismo e creare nuovi schemi ecologici di vita e di gestione. Un altro vantaggio da sfruttare nel nostro paese è la nostra cultura originale, che deriva dal ricco retaggio dell’est e dell’ovest d’Europa”.Il nuovo scenario internazionale e la presenza della Polonia nella maggior parte delle organizzazioni internazionali consentirà di dare maggior voce ai problemi del popolo polacco?“Sicuramente sì. Essendo il più grande paese tra i nuovi membri dell’Unione Europea, vorremmo partecipare attivamente alla vita dell’Unione ed esercitare una reale influenza sulla sua politica, compresi i contatti con i paesi confinanti. Siamo predestinati a farlo, sia per la nostra storia che per la nostra posizione geografica, al confine esterno dell’Unione Europea. La collaborazione attiva tra la regione di Lubelskie e le regioni occidentali dell’Ucraina e della Bielorussia nell’ambito dell’Euroregion Bug può essere un buon esempio di tale azione”. SchedaLa Polonia rappresenta il quinto Paese UE in ordine di grandezza. E’ una Repubblica di tipo parlamentare, divisa in 16 Voivodati (grandi Province). Gli abitanti sono oltre 38 milioni: con 1,7 milioni di abitanti la città più grande è la capitale Varsavia, ma l’area metropolitana maggiore è quella di Katowice che supera i 3 milioni e mezzo di abitanti. Il Pil pro capite, in costante crescita, sfiora i 10 mila Euro annui: la disoccupazione – soprattutto quella giovanile e femminile – stenta invece a diminuire. La Polonia resta lo Stato europeo con il più alto sentimento religioso: 9 Polacchi su 10 sono di religione cattolica, mentre le minoranze di ortodossi polacchi, protestanti, testimoni di Geovah ed altre confessioni comprendono circa un milione di credenti.A Bruxelles la Polonia è rappresentata dalla Commissaria per la politica regionale Danuta Hübner e da 54 Eurodeputati (15 appartenenti al gruppo popolare, 9 al gruppo socialista, 19 al gruppo Europa delle Nazioni, 6 al gruppo liberale, 3 al gruppo Indipendenza e Democrazia e 2 non iscritti).