ALLARGAMENTO (7)
Repubblica Ceca
Riprende dopo la pausa estiva il viaggio nei Paesi dell’Allargamento (per i servizi già pubblicati sui Paesi dell’allargamento cfr SIR Europa 19-23-34-37-41-45/2008). È la volta della Repubblica Ceca, la cui capitale Praga rappresenta ancor oggi un simbolo della repressione dell’ex Unione Sovietica. Per analizzare i cambiamenti in atto ed indagare sulle aspettative future, SIR Europa ha intervistato Ondřej Beneík, Presidente della Commissione Affari europei del Consiglio regionale di Zlin e membro del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea.Sono trascorsi quasi cinque anni da quando la Repubblica Ceca è entrata a far parte dell’Unione europea: come descriverebbe l’influenza che questo fatto sta avendo sulla vita sociale ed economica del paese?“Dal mio punto di vista, gli effetti economici sono molto positivi. Si aveva il timore che l’aumento della concorrenza con l’Europa aperta potesse avere un impatto negativo sulle nostre aziende, ma alla fine la maggior parte di esse si è rivelata ben preparata ad affrontare le nuove condizioni e ha tratto vantaggio dall’ingresso nell’Unione europea. I finanziamenti europei a disposizione della Repubblica Ceca hanno contribuito significativamente allo sviluppo generale. Per quanto riguarda la vita sociale, anche in questo caso vedo alcuni aspetti positivi nel far parte dell’Unione europea; per esempio, sempre più cittadini della Repubblica Ceca non si vedono più come europei di serie B, e l’accettazione delle regole europee ha contribuito ad affrancarci dal retaggio comunista”. Quali sono i settori nei quali la Repubblica Ceca intende migliorare e quali sono le vostre aspettative riguardo ai futuri sviluppi interni?“La chiave per gli sviluppi futuri sono le infrastrutture di trasporto, specialmente la rete autostradale, che è piuttosto arretrata nella Repubblica Ceca. Altrettanto importante è l’istruzione, che è strettamente collegata allo sviluppo della conoscenza nella società e alla creazione di condizioni favorevoli per la ricerca e l’innovazione. Questi sono, secondo me, i due settori più importanti, che hanno un’influenza critica sulla performance economica del paese. Gli investimenti in istruzione, ricerca e innovazione sono vitali per consentire alla Repubblica Ceca di migliorare la propria posizione economica, non soltanto all’interno dell’Unione europea, ma a livello globale”. Il nuovo scenario internazionale e la presenza del vostro paese nella maggior parte delle organizzazioni internazionali permetterà di dare maggior voce ai cittadini cechi e ai loro problemi?“È una domanda a cui è molto difficile dare una risposta. Immagino che la nostra presenza e la nostra rappresentanza nelle organizzazioni internazionali sia più o meno collegata alla nostra importanza come Paese. La questione è se siamo in grado di sfruttare questa influenza al massimo e nel modo migliore possibile. Sono convinto che possiamo migliorare molto nell’uso della nostra quota di potere, sia a livello internazionale che europeo”. SchedaNata il 1° gennaio 1993 assieme alla Slovacchia a seguito della pacifica dissoluzione della Cecoslovacchia, la Repubblica Ceca ha aderito alla Nato nel 1999 ed all’Unione europea nel maggio 2004. I quasi 10 milioni e mezzo di abitanti godono di un reddito annuo pro capite di 10.000 euro. Il Paese è composto da due grandi Regioni storiche: la Boemia ad Ovest e la Moravia ad Est, oltre che da una parte della Slesia. Il 94% della popolazione è di etnia ceca: le minoranze più significative sono di etnia slovacca (2%), rom (1,5%), polacca (0,5%) e tedesca (0,4%). Per quanto concerne la religione, la Repubblica Ceca condivide con l’Estonia il primato della religiosità più bassa: la percentuale di agnostici ed atei raggiunge il 60%, i cattolici di rito romano sono il 26,8% ed i protestanti il 2,5%. Secondo un sondaggio Eurobarometro del 2005, solo il 19% dei cechi crede “nell’esistenza di un Dio”, il 50% crede “nell’esistenza di qualche sorta di spirito o di forza vitale” mentre il 30% “non crede in alcuna sorta di spirito, Dio o forza vitale”. A Bruxelles la Repubblica Ceca è rappresentata dal Commissario responsabile dell’occupazione e degli affari sociali Vladimir Spidla, e da 24 Parlamentari europei (14 aderenti al Partito popolare, 6 alla Sinistra europea, 2 al Partito socialista, 1 ai non iscritti ed un indipendente).