Polonia

Religiosità: primo rapporto sui polacchi e la fedeUn gruppo di ricercatori dell’Istituto di analisi sociologiche e di dialogo sotto l’egida del noto mensile cattolico “Wiez” ha pubblicato di recente il primo rapporto sulla religiosità dei polacchi. La relazione riassume le opinioni di diversi studiosi, religiosi e laici, elaborati con il metodo Swot (Strenghts – Weaknesses -Opportunities – Threats), riguardanti la Chiesa in Polonia. Il tratto distintivo e saliente della religiosità polacca risulta essere il forte radicamento nella tradizione, nella storia e nella cultura del Paese. I polacchi, soprattutto rispetto ad abitanti di Paesi confinanti, appartenenti anch’essi al blocco sovietico, ma anche rispetto a tutto il resto dell’Europa, hanno una forte tradizione religiosa con un’alta percentuale di gente che partecipa alla messa domenicale, e quella quotidiana. In Polonia è inoltre molto frequente l’abitudine alla preghiera del breviario, spesso dimenticata in altri Paesi europei. Potendo usufruire del servizio di numerosi sacerdoti, i polacchi godono di un facile accesso ai sacramenti soprattutto al sacramento della penitenza, dimostrando in tal modo la consapevolezza generale del peccato. La religiosità a carattere popolare manifestata in numerose occasioni indica, secondo gli studiosi, la volontà di rispondere alla chiamata di Dio e di vivere la fede in modo comunitario. Inoltre, i problemi di religione e di fede sono molto presenti nei media, sia pubblici che privati. L’interessamento del pubblico a tali problematiche dimostra un forte legame del popolo con la Chiesa. Misericordia: congresso internazionale”Scuola della misericordia di Santa Faustina e di Giovanni Paolo II”. E’ stato il tema del terzo congresso internazionale della misericordia che si è svolto a Cracovia dal 2 al 4 ottobre, alla vigilia del 70° anniversario della morte di suor Faustina, commemorato solennemente domenica 5 ottobre. Al congresso hanno partecipato numerosi rappresentanti dell’apostolato della misericordia, provenienti da oltre 40 Paesi. Il tema del congresso ha indotto i relatori a focalizzare la loro attenzione sul servire misericordioso a livello delle relazioni umane, guardando come modello di testimonianza a Giovanni Paolo II. Il congresso si è svolto ad una settimana dalla beatificazione di Michal Sopocko, confessore di santa Faustina, celebrata a Bialystok il 28 settembre alla presenza – come legato pontificio – del Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, mons. Angelo Amato. “Affinché la verità sulla Misericordia Divina arrivi all’umanità del XX secolo – ha detto nell’omelia il card. Stanislaw Dziwisz -, la Provvidenza si è servita di un umile sacerdote che ha saputo cogliere nelle visioni di una semplice suora il messaggio destinato al mondo intero”.In ricordo di Giovanni Paolo II”I frutti del grande pontificato” è titolo della lettera dell’episcopato polacco in occasione del 30° anniversario dell’elezione di Karol Wojtyla al soglio pontificio. I vescovi ricordano che, trent’anni fa, la patria del Papa “venuto da lontano”, era un Paese che “dopo un breve periodo dell’indipendenza (1918-1939), e la terribile esperienza della seconda guerra mondiale, liberato dell’incubo del nazifascismo hitleriano è diventato succube dell’empio regime comunista. Tale regime per oltre quarant’anni ha contrastato ogni anelito verso la libertà e la democrazia, ha depravato le coscienze, sostituendo alla verità le menzogne, basandosi su paura e violenza”. I vescovi osservano “le ferite profonde dalle quali non abbiamo saputo proteggerci efficacemente non si sono ancora rimarginate del tutto” ma rilevano che nonostante tutte le difficoltà “la Chiesa ha continuato a dare annuncio di Gesù Cristo e ha difendere la dignità dell’uomo”. L’elezione di Giovanni Paolo II ha dato prova, scrivono i vescovi “che tutta la nostra difficile esperienza polacca ha acquisito un nuovo e più profondo significato. È diventata più profonda la consapevolezza che nonostante la cortina di ferro apparteniamo alla grande comunità della Chiesa universale, è diventata più sensata la nostra lotta per la presenza di Dio nella vita personale e dell’intera società”. Oltre all’opera di Giovanni Paolo II, i vescovi polacchi sottolineano l’importanza del “contributo di Giovanni Paolo II nei cambiamenti socio-politici che sono avvenuti nella nostra parte del mondo, dominata da un’ideologia totalitaria”. Osservano anche: “Giovanni Paolo II non aveva delle ambizioni politiche. Le sue ambizioni volavano molto più in alto. Le ha espresse, senza nulla nascondere, il giorno dell’inaugurazione del pontificato con le parole ‘Non abbiate paura aprite le porte a Cristo'”. L’anniversario del pontificato di Giovanni Paolo II è stato ricordato anche nel messaggio conclusivo del 3° Congresso di cultura cristiana, svoltosi a Lublin dal 25 al 28 settembre. I partecipanti alla riunione affermano di cercare “nel magistero del pontefice l’ispirazione alla soluzione delle difficili questioni riguardanti il patrimonio religioso, umano e sociale del nostro continente”.