L’Assemblea generale delle superiore maggiori”La vita consacrata – testimonianza e collaborazione per la Chiesa e la società d’oggi. Il ruolo della superiora”. E’ stato questo il tema della XIX Assemblea generale della Conferenza romena delle superiore maggiori (Crsm), che nei giorni scorsi ha visto riunite a Cluj Napoca, 44 rappresentanti delle congregazioni femminili presenti in Romania. “In una società in cambiamento, caratterizzata da individualismo e globalizzazione, la superiora deve essere piuttosto una leader che una manager”, ha spiegato suor Hanno Rolfes msc, nel suo intervento sul ruolo della superiora nella vita religiosa. “Come il leader deve avere una visione sempre aperta verso nuovi orizzonti, di speranza, così anche la superiora deve rinnovarsi alla luce della Parola di Dio, prendendo quale modello Cristo che si è fatto servo per servire”, ha aggiunto suor Rolfes msc. “Il leader – ha spiegato ancora la suora – è chiamato ad essere accompagnatore del gruppo, attento ai segni del tempo, per realizzare la partecipazione e la corresponsabilità dei membri della comunità nella quale svolge la sua missione”. In Romania sono presenti 77 congregazioni religiose femminili che operano nell’ambito educativo, sanitario, catechistico e dell’assistenza sociale nelle diocesi di rito latino e bizantino. Ottantacinque anni fa l’ordinazione sacerdotale di Ghika”Non so cosa mi riserva il futuro”, diceva il principe romeno Vladimir Ghika un mese dopo il suo passaggio dall’ortodossia al cattolicesimo, nell’aprile del 1902. “Se Dio mi darà vita, (…) qualunque cosa diventerei, sono sicuro che sarò un Apostolo”. E lo è stato. Nato nel 1873 in una famiglia di principi, di forte tradizione ortodossa, studia filosofia e teologia a Roma (Angelicum) e in lui nasce il desiderio di diventare sacerdote della Chiesa cattolica. Nonostante l’opposizione della sua famiglia, il 7 ottobre 1923, riceverà l’ordinazione sacerdotale a Parigi, dal card. Dubois, nella chiesa San Vincenzo de Paoli. Aveva 50 anni. In occasione della sua ordinazione, Papa Pio XI gli invia un telegramma di auguri e la sua benedizione. Due giorni dopo, il 9 ottobre 1923, lo stesso Pontefice concede in via straordinaria a Vladimir Ghika il privilegio di celebrare in rito latino e rito bizantino. Diventato prete, Ghika si dedica per sei anni all’apostolato in mezzo ai poveri di Villejuif, vicino a Parigi. Anche se nel giorno della sua ordinazione aveva fatto voto di non ricevere mai una dignità ecclesiastica, nel 1931 accetta la nomina del Papa a Protonotaio apostolico, ed inizia una serie di viaggi in tutto il mondo. Partecipa, come delegato pontificio, a sei Congressi internazionali eucaristici (Sidney, Cartagine, Dublino, Buenos Aires, Manila, Budapest). Nel 1939 ritorna in Romania per dedicarsi ad un’instancabile attività religiosa, culturale, caritatevole e sociale. Alle soglie della Seconda guerra mondiale rifiutò di abbandonare la sua patria, e nel 1952 venne arrestato e accusato di spionaggio a favore del Vaticano. Il 16 maggio 1954 morì nella prigione di Jilava, all’età di 81 anni. E’ in corso la sua causa di beatificazione, aperta dall’arcidiocesi di Bucarest. Dodici frati francescani ordinati diaconi”San Francesco di Assisi, con la sua umiltà, povertà, purezza e semplicità, è per tutti noi un esempio per vivere in modo autentico l’insegnamento di Cristo”. Lo ha detto a Roman mons. Petru Gherghel, vescovo di Iasi, il 4 ottobre festa di San Francesco di Assisi, in occasione dell’ordinazione diaconale di 12 frati francescani minori conventuali della Provincia romena di “San Giuseppe”. Il vescovo Gherghel ha incoraggiato i candidati al diaconato ad ispirare la loro vita e il loro servizio all’esempio del Poverello di Assisi, per diventare “strumenti del Regno di Dio sulla terra”. La santa Messa solenne è stata celebrata da 100 sacerdoti, riuniti intorno all’altare allestito dai frati all’aperto, di fronte all’edificio dell’Istituto teologico. I francescani minori sono presenti in Romania sin dal secolo XIII. Soppresso nel 1948, insieme a tutti gli ordini religiosi della Romania, la provincia San Giuseppe venne riorganizzata dopo 1990. Attualmente, la Provincia romena conta con 17 comunità, i frati svolgendo la loro missione tanto nelle diocesi di rito latino che nelle eparchie bizantine.