Francia, Irlanda, Scozia, Repubblica Ceca

Francia: campagna di comunicazione sulle offerte”Le donazioni sono l’unica fonte di reddito per la Chiesa in Francia, perché non riceve alcuna sovvenzione statale (o dal Vaticano, contrariamente a quanto invece si crede). Donner à l’Eglise, c’est donc soutenir sa présence et son rôle dans la société et lui donner les moyens d’accomplir sa mission. Donare alla Chiesa, significa quindi sostenere la sua presenza e il ruolo che svolge nella società e darle i mezzi per compiere la sua missione”. È partita in Francia la prima campagna d’informazione sul sistema di sostentamento della Chiesa cattolica francese, che si svolgerà dal 29 settembre al 26 ottobre. La campagna si avvale di una serie di annunci pubblicitari che appariranno su stampa, tv e radio. È stato anche allestito un sito Internet (www.legs.catholic.fr) dal quale si possono scaricare tutte le informazioni utili. Ad oggi, l’insieme delle diocesi francesi – si legge nel dossier che accompagna l’iniziativa – raccoglie ogni anno circa 65 milioni di euro. La campagna pubblicitaria non si sofferma tanto sugli aspetti tecnici delle donazioni, quanto sul fatto che il futuro della missione della Chiesa dipende in gran parte anche dalle donazioni. Irlanda: i vescovi su unioni civili e crisi economica Unioni civili, crisi economica, nord Irlanda, obiettivi del millennio, Sinodo dei vescovi: questi i temi più importanti trattati dalla Conferenza episcopale irlandese che si è riunita a Maynooth, nella contea di Kildare, nei giorni scorsi. I vescovi, commentando la nuova legge sulle unioni civili, hanno osservato che essa potrebbe contraddire la posizione unitaria della legislazione sul matrimonio; nel contempo hanno espresso sostegno per la richiesta fatta dai cappellani delle prigioni affinché rifugiati e immigrati vengano trattenuti in luoghi diversi da centri di detenzione e carceri mentre attendono che venga loro concesso il diritto di entrare in modo legale in Irlanda. Circa gli obiettivi del millennio delle Nazioni Unite, tra i quali vi è quello di debellare la povertà infantile, i presuli hanno salutato con soddisfazione la dichiarazione del ministro delle Finanze Brian Lenihan che l’Irlanda è ancora impegnata, nonostante la difficile situazione economica, a raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del prodotto nazionale lordo da destinare agli obiettivi del millennio entro il 2012. I vescovi hanno poi invitato i fedeli a pregare perché il Sinodo dei vescovi di Roma, al quale parteciperanno come delegati il card. Sean Brady e l’arcivescovo Diarmuid Martin, rispettivamente presidente e vicepresidente della Conferenza episcopale, sia attento alla voce dello Spirito Santo e porti a una più forte presenza di Gesù nel mondo.Scozia: il card. O’Brien contro le testate nucleariIl card. Keith O’ Brien ha dato il proprio sostegno a una nuova campagna per trasferire l’arsenale nucleare britannico sotto il controllo del governo scozzese, secondo quanto riferisce il settimanale cattolico “Tablet”. Una mossa che porterebbe all’abolizione dei missili “Trident” che vengono lanciati da sottomarini. Il cardinale ha dato il proprio appoggio al gruppo scozzese antinucleare “Cnd”, secondo il quale un piccolo cambiamento nella legislazione scozzese renderebbe possibile il trasferimento al governo scozzese della responsabilità per l’arsenale nucleare. I sommergibili si trovano nella base di Faslane, a ovest di Glasgow, in territorio scozzese ma controllati da Westminster. Secondo sondaggi di opinione la maggior parte degli scozzesi è contraria ai missili “Trident” e lo scorso anno il cardinale ha dichiarato che gli scozzesi sono delusi perché il loro parlamento non fa di più per smantellare l’arsenale nucleare. “Vogliono che la Scozia sia un posto più sicuro per loro e per i loro figli”, ha detto O’Brien. Da sempre la Conferenza episcopale scozzese si batte contro l’arsenale nucleare, che invece il governo britannico di Gordon Brown è deciso a rinnovare.Repubblica Ceca: il pellegrinaggio a san WenceslaoSi è svolto lo scorso 27 settembre, a Stara Boleslav, il pellegrinaggio nazionale a san Wenceslao, patrono del Paese, guidato dai vescovi della Repubblica Ceca che hanno celebrato la messa insieme al nunzio apostolico, mons. Diego Causero. I partecipanti, oltre 4 mila, hanno commemorato san Wenceslao martire, il principe ceco ucciso da suo fratello Boleslav nel 924. Secondo il card. Miloslav Vlk “il pellegrinaggio è luogo dell’incontro tra la storia e il presente” e il santo “è così venerato perché ha praticato l’amore di Dio”. Durante la messa hanno preso la parola anche il presidente ceco Vaclav Klaus ed il nunzio, entrambi sottolineando la cooperazione tra Stato e Chiesa e il loro mutuo rispetto. Il pellegrinaggio rappresenta il culmine delle celebrazioni per l’anno di san Wenceslao, promosso dall’arcidiocesi di Praga e avviato lo scorso gennaio.