L’Ue in breve

Trattato di Lisbona: verso il rinvio?Non è servito a far maggiore chiarezza sul futuro del Trattato di Lisbona l’incontro del 1° ottobre tra il presidente di turno Ue, il francese Nicolas Sarkozy, e il premier di Dublino Brian Cowen. L’appuntamento guardava al Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, fissato dai 27 proprio per trovare una soluzione all’impasse creata dal “no” al Trattato pronunciato dagli elettori irlandesi con il referendum del giugno scorso. Cowen ha ribadito che nel corso del summit presenterà “il risultato dell’analisi approfondita richiesta dal governo irlandese sulle ragioni che hanno condotto al risultato del referendum del 12 giugno, nonché le conclusioni che se ne possono trarre”. Sarkozy dal canto suo ha affermato “che il processo di ratifica del Trattato di Lisbona deve continuare e che l’obiettivo della presidenza francese è quello di giungere a un accordo dei 27 in occasione del Consiglio europeo di dicembre, relativamente a un cammino comune da seguire volto al rispetto delle scadenze previste per il 2009”, ovvero le elezioni dal Parlamento europeo e il rinnovo della Commissione. Si conferma così che la data a suo tempo stabilita per l’entrata in vigore dell’articolato, ovvero il 1° gennaio 2009, certamente non sarà rispettata. Mentre va rafforzandosi l’ipotesi che si possa votare per il futuro Europarlamento ancora con le vecchie regole del Trattato di Nizza. “Gruppo di esperti” anti-discriminazioneLa proposta di direttiva adottata dalla Commissione Ue nel luglio scorso, intesa a “migliorare la protezione giuridica delle persone vittime di discriminazione”, ha avuto il sostegno esplicito del Summit dell’uguaglianza, svoltosi il 29 e 30 settembre a Parigi. Nel documento finale dell’incontro, cui hanno preso parte 400 esperti e politici dei 27 Stati membri, si sostiene che “l’adozione di tale testo rafforzerebbe considerevolmente l’impegno dell’Unione in favore dell’uguaglianza e dei diritti fondamentali”. La proposta dell’Esecutivo, inserita nella cosiddetta Agenda sociale europea, prevede tutele per contrastare ogni discriminazione per ragioni di età, religione, handicap, razza, orientamento sessuale. Il summit ha posto l’accento sulle forme di “discriminazione multipla”, effettuate cioè contro persone che sommano più di un carattere di “specificità” o di “diversità”. I partecipanti hanno poi accolto favorevolmente la proposta di creare un gruppo europeo di esperti che dovrà riflettere su due temi principali: le discriminazioni multiple e l’integrazione delle questioni di uguaglianza nelle politiche pubbliche (mainstreaming).Crisi alimentare: “Occorre far presto”Un’azione più rapida ed efficace contro la crisi alimentare. L’orientamento dei ministri dello sviluppo Ue, riuniti a fine settembre assieme a esponenti della Commissione e dell’Europarlamento, è quello di “un’azione immediata per aiutare i più vulnerabili, affinché vengano preservati i raccolti degli anni a venire e affinché vengano apportati dei miglioramenti sostenibili nella produzione agricola futura, indispensabili per far fronte all’aumento della popolazione e del consumo”. L’incontro al vertice ha ribadito la preoccupazione per la situazione emersa negli ultimi mesi, in cui alla crisi finanziaria e alla recessione in occidente, si aggiungono l’aumento dei prezzi dei beni alimentari e dell’energia e la possibilità di una contrazione degli scambi commerciali a livello internazionale. È dunque “necessario definire delle strategie collettive di lungo termine per combattere le cause profonde della crisi, rilanciare l’agricoltura alimentare e familiare, sostenere gli investimenti del settore privato” e aiutare i paesi in via di sviluppo “a essere meno vulnerabili alla volatilità dei prezzi e alla penuria alimentare”. L’Ue intende definire entro dicembre una strategia, da condividere con Onu, Unione Africana, Banca Mondiale, Banca europea degli investimenti, “nell’ambito del partenariato mondiale per l’agricoltura e l’alimentazione”, lanciato dalla Fao e appoggiato dall’Ue.Cresce la disoccupazione nella zona euroIl livello di disoccupazione più elevato si registra in Spagna (11,3%), seguita da Slovacchia (9,9) e Francia (8,0). La situazione opposta, e virtuosa, è invece quella dei Paesi Bassi (2,6%). Eurostat fotografa la situazione del mercato del lavoro nell’Unione europea e mostra come “nella zona euro il tasso medio di disoccupazione si è stabilito in agosto 2008 al 7,5%, contro il 7,4% del mese precedente”. Lo stesso dato del 7,4% risaliva al luglio 2007. Nell’Ue27, invece, il dato è fermo al 6,9%, esattamente come a luglio. Secondo le stime dell’ufficio statistico della Commissione, “16 milioni e mezzo di uomini e donne erano alla ricerca di un impiego ad agosto” nell’intera Europa comunitaria, 11,5 milioni dei quali nella sola zona euro (15 Stati). Sempre ad agosto 2008 la disoccupazione giovanile, riferita cioè agli under 25, si è elevata fino al 14,9% sia nella zona euro che nell’Ue27.