BALCANI

Superare i confini

Il Forum delle città sull’Adriatico a Durazzo

“Adriatico, Balcani, Europa. Sfide e opportunità nel quadro delle politiche di prossimità”: è il tema attorno al quale si è svolta il 26 e 27 settembre a Durazzo la decima sessione plenaria del Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio (www.faic1999.net). Nel comune albanese sono giunti rappresentanti di una cinquantina di enti locali e governativi, funzionari di agenzie regionali di sviluppo, docenti universitari, rappresentanti della società civile dei sette Paesi membri (Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Slovenia) e di altre nazioni (Spagna, Francia, Polonia) in cui sono avviate reti di coordinamento transfrontaliere.Adriatico, strada per l’Europa. Al centro dell’attenzione della due-giorni erano inscritti temi di interesse comune, fra i quali l’identità dell’euroregione adriatica e ionica, il percorso di integrazione degli Stati balcanici verso l’Ue, l’utilizzo dei fondi di preadesione messi a disposizione dall’Unione per i Balcani, il turismo quale opportunità di sviluppo per le città e le regioni di mare, il principio della sussidiarietà, il dialogo interculturale. “La strada che conduce all’Europa passa dall’Adriatico”, ha spiegato nell’intervento introduttivo Luciano D’Alfonso, presidente uscente del Forum. Il sindaco di Pescara (Italia) ha fatto riferimento alla comune identità storica e culturale dei paesi che si affacciano sul mare e che da anni vedono alimentarsi varie forme di collaborazione, con la nascita di istituzioni che raccolgono le aree urbane, le province, le università, le camere di commercio. Vangjush Dako, sindaco di Durazzo, neo eletto presidente del Forum per il prossimo biennio, ha affermato: “Di fronte alle sfide poste dalla globalizzazione, occorrono forme concrete di collaborazione tra le nostre città e nazioni”. “Il sostegno dell’Ue, punto di approdo per l’Albania e tutti i Balcani, potrà consentire interventi a favore dell’ambiente, dello sviluppo economico, delle dotazioni infrastrutturali, della cultura”. Molteplici esperienze. Al Forum erano giunti messaggi di sostegno dal presidente dell’Europarlamento, Hans-Gert Poettering (“il tema trattato evoca una delle priorità del Parlamento Ue”) e del segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis (“la conferenza è in linea con le attività del CdE”). Nel corso dei lavori si è parlato del “networking” come strumento di crescita regionale, di “cultura adriatica”, delle prospettive di sviluppo turistico, della valorizzazione dei territori per “un’Europa che cresce dal basso”, più vicina ai cittadini, alle comunità locali, alle imprese. Interessanti le altre esperienze di cooperazione che superano i confini degli Stati presentate nella città portuale. Maciej Lisiki , vice sindaco di Danzica (Polonia), ha ad esempio illustrato l’Unione delle città baltiche, con 105 municipi aderenti di dieci Stati, che “promuove lo sviluppo economico, la sostenibilità ambientale, lo sport, il turismo”, “in stretto rapporto con le politiche dell’Unione europea”. Joan Parpal ha invece presentato l’esperienza di Medcities, rete di città che si affacciano sul Mediterraneo con sede a Barcellona (Spagna). Il relatore si è soffermato soprattutto sui compiti inerenti “la tutela dell’ambiente marino, la qualità della vita urbana, le reti di telecomunicazione, il sostegno alle attività produttive e al lavoro” svolti da Medcities. Parpal ha insistito sulla “collaborazione tra pubblico e privato” e sulla “necessità per le amministrazioni locali di fare lobbing presso i governi nazionali e le organizzazioni internazionali”, rafforzando così la propria azione.Le parole d’ordine. Nel suo intervento Cazim Nikezic, direttore del Centro culturale di Bar (Montenegro), ha osservato che “i paesi qui rappresentati oggi sono molto vicini, ma non era così solo fino a pochi anni or sono”. La storia recente, specialmente dal secondo dopoguerra, ha marcato profonde differenze tra Europa dell’est e dell’ovest. “L’Adriatico ci appare come un grande spazio culturale – ha proseguito Nikezic – che però non ha un’unica cultura. In questo senso occorre cercare i tratti comuni pur nel rispetto delle differenze e delle specificità” di ogni terra e popolo. A Durazzo si è avuta la conferma della molteplicità delle sigle, delle reti, dei network avviati per “accorciare le distanze” tra le coste europee. Tanto che alcune voci hanno invocato una maggiore unità d’azione e qualche semplificazione delle rappresentanze. Chiare, invece, le parole d’ordine ricorrenti: identità storica; diversità e scambio culturale; sfide comuni; sviluppo; partenariato; sussidiarietà; Europa. Nella Dichiarazione approvata al termine dell’incontro si legge che il Forum delle città dell’Adriatico e dello Ionio “contribuisce alla stabilità, allo sviluppo e alla prosperità dell’Europa sud-est e dell’Europa nel suo complesso”. Esso “opera per favorire le strategie che consentano l’adesione dei Balcani occidentali all’Ue”. Al contempo le municipalità aderenti intendono coinvolgere i parlamentari nazionali ed europei a sostegno della propria azione.