ECUMENISMO
Anglicani e cattolici, pellegrini insieme a Lourdes
Un pellegrinaggio senza precedenti nella storia del movimento ecumenico. Su invito del vescovo di Tarbes e Lourdes, mons. Jacques Perrier, l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, leader della Comunione anglicana, si è recato dal 22 al 24 settebmre al Santuario di Lourde, insieme ad un folto gruppi di vescovi, sacerdoti e laici della Chiesa anglicana di Inghilterra – per celebrare il 150° anniversario delle apparizioni della Madonna a santa Bernadette. Ad accoglierlo a Lourdes c’era anche il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione del’unità dei cristiani. Ripercorriamo le tappe più importanti di questo pellegrinaggio ecumenico. La missione di Maria. Il pellegrinaggio mariano è cominciato con la celebrazione di una messa internazionale presieduta dal card. Kasper. Il sermone è stato predicato dall’arcivescovo di Canterbury che ha offerto ai presenti una meditazione su Maria. “Maria ci appare qui come la prima missionaria” e “ci ricorda che la missione non inizia con la trasmissione di un messaggio fatto di parole, ma con un viaggio verso un’altra persona con Gesù nel nostro cuore”. “il nostro primo e principale compito è portare Gesù con noi, con gratitudine e fede, in ogni nostra azione”. L’arcivescovo ha sottolineato anche il rischio di vivere la missione cristiana come “qualcosa da compiere allo stesso modo con cui facciamo altre cose, dove tutto dipende dalla programmazione e dalla valutazione di come stiamo procedendo”. Di fronte a questo rischio, ammonisce l’arcivescovo Williams, “la missione di Maria ci dice che esiste sempre una dimensione più profonda, radicata in Cristo che è all’opera, sconosciuto e silenzioso, andando oltre nel profondo del cuore di ognuno”; “vivendo con fede nel cuore della Chiesa, in mezzo ai suoi disastri, tradimenti e confusioni, continuando a dare se stesso senza riserve”. “Tutto ciò che chiamiamo missione – ha ammonito il primate – dipende da questo”. “La vera missione – ha aggiunto – è pronta a lasciarsi sorprendere da Dio” come Elisabetta che pur conoscendo tutta la storia di Israele “è rimasta sorpresa quando il bambino le è sussultato in grembo”. La speranza di Maria. Kasper e Williams si sono poi confrontati sulla spiritualità mariana nel corso di una conferenza pubblica. “Lourdes – ha esordito il cardinale è conosciuta per i suoi miracoli, oggi anche noi siamo testimoni di un miracolo particolare”. “Chi avrebbe potuto immaginare – solo venti o trenta anni fa che, come sta accadendo oggi, cattolici e anglicani avrebbero intrapreso un pellegrinaggio insieme”?. “Per coloro che sono consapevoli delle controversie e delle polemiche che ci sono state in passato su Maria tra cattolici e cristiani non cattolici, per chi conosce le riserve nel mondo non cattolico riguardo ai pellegrinaggi ai luoghi mariani come Lourdes, per tutte queste persone questo evento senza precedenti, di oggi, è una sorta di miracolo. Sì, in effetti, potremmo anche dire che tutto il movimento ecumenico può essere classificato tra i miracoli. Dopo secoli di divisione e spesso di inimicizia tra i cristiani di molte denominazioni, i nostri tempi moderni hanno segnato l’inizio di un comune pellegrinaggio verso l’unità per la quale Gesù ha pregato alla vigilia della sua morte”. Nel ricordare alla fine che “Maria è la donna della speranza benedetta”, il cardinale ha concluso. “Questa speranza – fondata non su un ottimismo superfiale ma sulla fedeltà a Dio – è ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro pellegrinaggio ecumenico. Non possiamo scappare e arrenderci quando sorgono difficoltà e quando l’immediato successo non è a portata di mano. Nell’ecumenismo così come nella vita di tutta la Chiesa si deve spesso passare per il tunnel dell’oscurità per raggiungere la luce della Pasqua. Abbiamo quindi bisogno della speranza di Maria. Abbiamo bisogno di speranza anche in questo nostro mondo di oggi”. SchedaIl dialogo tra cattolici e anglicani su Maria ha portato nel 2005 alla elaborazione di un importante documento congiunto dal titolo “Maria: grazia e speranza in Cristo”. Il testo è frutto di 5 anni di lavoro (dal 1999 al 2004) ed è stato realizzato dalla Commissione internazionale di dialogo tra la Chiesa cattolica e le Chiese della Comunione Anglicana (Arcic) che fu costituita nel 1970 da papa Paolo VI e dall’allora arcivescovo di Canterbury, Michael Ramsey, ed è oggi lo strumento ufficiale del dialogo teologico tra cattolici e anglicani. Nel testo cattolici e anglicani riconoscono “Maria come modello di santità, di fede e di obbedienza per tutti i cristiani ” ed affermano che “Maria può essere vista come una figura profetica della Chiesa”. Nel documento si affrontano (pur senza risolverli completamente) i nodi controversi relativi ai dogmi mariani dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione e della devozione mariana all’interno della Chiesa Cattolica. Ma nella conclusione si esprime l’auspicio che l’accordo raggiunto orienti cattolici e anglicani “verso la possibilità di un’ulteriore riconciliazione, nella quale i punti che riguardano la dottrina e la devozione verso Maria non debbano più essere visti come divisivi della comunione o come ostacolo a un nuovo passo nella crescita verso la koinonia visibile”.