Italia: nuovo segretario generale della CeiIl 25 settembre Benedetto XVI ha nominato, per il prossimo quinquennio, mons. Mariano Crociata nuovo Segretario generale della Conferenza episcopale italiana (Cei). Nel dare la notizia al personale della Cei, presenti anche i vescovi del Consiglio episcopale permanente (Cep), il card. Bagnasco ha dichiarato che “il profilo intellettuale e spirituale di mons. Crociata, avvalorato dall’esperienza pastorale maturata nel governo della diocesi di Noto e prima ancora come Vicario generale della diocesi di Mazara del Vallo, costituisce la migliore garanzia per l’importante incarico a lui affidato per il servizio alle Chiese che sono in Italia. La riconoscenza nei suoi confronti si fa particolarmente intensa nella consapevolezza della testimonianza di obbedienza manifestata con la disponibilità a lasciare la cura della propria diocesi che ha avuto in lui un pastore amato e apprezzato”. Mons. Crociata è nato a Castelvetrano (Trapani) il 16 marzo del 1953. Ordinato vescovo il 6 ottobre 2007, è membro del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani. Il neo-segretario generale prende il posto di mons. Giuseppe Betori, nominato arcivescovo metropolita di Firenze. Mons. Crociata assumerà il nuovo ufficio il prossimo 20 ottobre. Inghilterra: in aumento le vocazioni Aumentano le vocazioni al sacerdozio in Inghilterra e Galles: un trend emerso negli ultimi anni e confermato dai recenti dati che hanno visto Allen Hall, il seminario della diocesi di Westminster e il seminario di St. John’s a Wonersh nel Surrey registrare 12 nuovi studenti ciascuno. Allen Hall conta così 43 seminaristi rispetto ai 32 del 2005. Secondo le statistiche del National Catholic Office for Vocations, l’ufficio che si occupa di vocazioni per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, nel 1982 i seminaristi erano 144 per arrivare a 39 nel 2001. Nel 2006 e nel 2007 gli iscritti ai seminari sono stati 44. “Possiamo confermare una ripresa nelle vocazioni”, dichiara al Sir Judith Eydmann, portavoce del “National Catholic Office for Vocations. “C’è un nuovo interesse per la vita cattolica al quale hanno contribuito la morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Benedetto XVI. Movimenti giovanili come Youth 2000 producono una nuova generazione di giovani attaccati a una spiritualità più autentica. Anche i cosiddetti ‘discernment groups’, gruppi di preghiera e sostegno per chi è interessato alla vita religiosa ma è troppo giovane per entrare in seminario, hanno contribuito a mantenere vivo un interesse che prima si perdeva”, conclude Eydmann.Austria: reddito base per la coesione socialeUn reddito di base indipendentemente dal lavoro non rafforzerebbe solo la coesione sociale e per ciò esistono anche buoni motivi teologico-biblici: lo ha affermato Markus Schlagnitweit, direttore della Katholische Sozialakademie (Ksoe – Accademia sociale cattolica). Intervistato dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, Schlagnitweit ha affermato che nonostante alcune riserve al riguardo anche la Ksoe si impegna per compiere “passi cauti di realizzazione” nei confronti del reddito di base incondizionato (BGE): esso “è in piena armonia con i principi fondamentali della dottrina sociale cattolica a con l’immagine cristiana dell’uomo. Rispetto alla Caritas e alla Conferenza per la povertà, così come al partito socialista SPÖ e ai Verdi, che propugnano un “motivo o un’assicurazione minima orientata alla necessità”, la ksoe ipotizza il reddito di base come risorsa finanziaria di un importo finalizzato ad assicurare l’esistenza, che spetti di diritto ad ogni persona residente stabilmente in Austria, indipendentemente da eventuali redditi, lavori o modi di vivere. Tale reddito di base dovrebbe comprendere anche l’assistenza sanitaria. Questa formula non è “realizzabile dall’oggi al domani”, ha ammesso realisticamente Schlagnitweit. “Tuttavia, la ksoe difende questo progetto come orientamento politico”, che rappresenta un “obiettivo ragionevole e degno di essere perseguito”. L’affermazione di chi sostiene che con un reddito minimo di base nessuno vorrebbe più lavorare, è frutto di un'”immagine estremamente positiva della persona”, ha affermato Schlagnitweit. “Chi come cristiano sostiene che la persona non è matura per un reddito di base e che ha bisogno di controlli e altri mezzi di pressione per non agire in modo asociale”, denuncia come “politicamente irrilevante e irrealistico” anche “l’intero messaggio biblico, in particolare il messaggio del discorso della Montagna”, ha concluso.Portogallo: incontro delle chiese di lingua portogheseI presidenti delle Conferenze episcopali e i Vescovi residenti nei Paesi di lingua portoghese (Angola, Brasile, Capo Verde, Guinea, Macao, Mozambico, Portogallo, Sao Tome e Timor Est), sono riuniti dal 24 (fino al 28) settembre a Macao (Cina) per riflettere sulle “Responsabilità sociali dei cristiani nell’epoca della globalizzazione”. Secondo quanto riferisce l’agenzia Fides, questo 8 incontro delle Chiese di lingua portoghese cerca di “aumentare la conoscenza e le relazioni tra le differenti comunità ecclesiali, oltre a riflettere sulle grandi questioni che interessano la vita della Chiesa e della società”, cercando “di trovare forme di cooperazione e partecipazione per potenziare la loro azione”. Ad aprire i lavori il vescovo di Macao, mons. José Lai, con una relazione su “La Cina e la Chiesa Cattolica”. La delegazione portoghese è costituita da mons. Jorge Ortiga, presidente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), mons. Carlos Azevedo e padre José María. Secondo quanto affermato da mons. Ortiga, questi incontri “sono nati con il desiderio di condividere la nostra vita, le nostre carenze e i nostri limiti, per creare uno spirito di cooperazione”. “Le diverse Chiese hanno una responsabilità sociale – continua il Presidente della Cep – e per questo motivo vogliamo creare una circolazione effettiva di beni. La Conferenza episcopale portoghese ha istituito per questo scopo un fondo di solidarietà, che distribuisce in conformità alle richieste che riceve”. La precedente riunione dei Vescovi di lingua portoghese ebbe luogo a Fatima nell’ottobre 2006 e contò per la prima volta sulla partecipazione dei rappresentanti di Macao e Timor-est.