DROGA
Ue: strategia comune contro un male che mina e distrugge milioni di vite
Lotta alla droga, una strada sempre in salita. Gli Stati membri dell’Ue cercano nuove misure di contrasto a un fenomeno che “è per sua natura mutevole e dinamico”; i trattati comunitari riconoscono altresì la necessità di regolare il problema anche a livello continentale, specialmente per quanto riguarda gli ambiti della salute pubblica e della giustizia e sicurezza. Ma i dati continuamente forniti dalle autorità nazionali e dall’Osservatorio europeo delle droghe e tossicodipendenze, diretto da Wolfgang Götz, confermano una realtà preoccupante.Consumi e narcocriminalità. “Potenziare la cooperazione in materia di lotta alla narcocriminalità” e “ridurre le ripercussioni del consumo di stupefacenti”: sono i due principali obiettivi del piano d’azione quadriennale (2009-2012) contro la droga adottato la scorsa dalla Commissione. Si tratta della seconda parte della “strategia antidroga” che il Consiglio europeo aveva varato nel 2004 per tutto il periodo 2005/2012, a sua volta inserita nel Programma dell’Aia (giustizia, libertà, sicurezza). Prima di prospettare il nuovo piano quadriennale, che sarà ora preso in esame dal Consiglio dei 27 per essere adottato entro fine anno, la Commissione ha tracciato un bilancio di quanto realizzato finora. Alcuni obiettivi sono stati raggiunti – stando ai documenti presentati dall’Esecutivo -, compresa una “maggiore convergenza delle politiche degli Stati in materia di droga”. Ancora troppi morti. Impressionanti, invece, i numeri presentati dal vicepresidente Jacques Barrot, commissario per giustizia, libertà e sicurezza. “Nell’Ue si stima che il numero totale dei consumatori regolari o occasionali di droghe ammonti a 70 milioni per la cannabis, a 12 milioni per la cocaina, a 9,5 milioni per l’ecstasy e a 11 milioni per le anfetamine”. Sono “almeno mezzo milione” i cittadini, di età compresa tra i 16 e i 65 anni, che ricevono “ufficialmente” un trattamento sostitutivo al consumo di droghe. Le persone che hanno “seri problemi di tossicodipendenza” sono 2 milioni mentre 7.500 sono i morti per overdose ogni anno. Barrot sottolinea la necessità di “sensibilizzare i gruppi vulnerabili, i giovani in particolare, sui rischi legati alla droga”. Cinque obiettivi principali. L’approccio della strategia Ue contro la droga, puntualizza Barrot, è “inteso a ridurre la domanda e l’offerta di stupefacenti”. Il piano d’azione delineato dall’Esecutivo persegue cinque “priorità principali”: ridurre la domanda di stupefacenti; sensibilizzare l’opinione pubblica; mobilitare i cittadini in chiave preventiva; migliorare la cooperazione internazionale; facilitare una maggiore comprensione del fenomeno-droga. “Tra le azioni proposte figurano misure intese a migliorare la qualità, la disponibilità e la copertura dei programmi di trattamento e riduzione dei danni rivolti ai consumatori di droghe e il varo di operazioni doganali e di polizia improntate sull’intelligence per contrastare gruppi criminali che operano su ampia scala”, sia nell’Ue che lungo le rotte del narcotraffico, dal Mediterraneo all’Afganistan fino all’America Latina. L’Osservatorio di Lisbona. L’Unione europea ha avviato, quindici anno or sono, una propria agenzia su questo fronte: a Lisbona ha infatti sede l’ Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Emcdda). Il ruolo dell’Osservatorio consiste “nella raccolta, nell’analisi e nella divulgazione di informazioni obiettive e comparabili sulle droghe, così da disporre di un quadro unitario del fenomeno a livello europeo”. Esso opera dunque per fornire alle autorità nazionali ed europee conoscenze e strumenti (statistiche, analisi, proposte) finalizzati alla predisposizione di leggi e politiche di contrasto e prevenzione. “Altri destinatari – spiegano all’Emcdda – sono i professionisti e i ricercatori e, più in generale, i mezzi di comunicazione e l’opinione pubblica”. L’Osservatorio sta predisponendo una conferenza internazionale sul problema delle tossicodipendenze che si dovrebbe svolgere a Lisbona nella primavera del 2009. Seminario a Tolone. È stato invece organizzato dalla presidenza di turno del Consiglio Ue, dal 24 al 26 settembre a Tolone, un seminario sulla lotta contro i traffici di droga nel Mediterraneo. L’iniziativa era stata decisa sin dal mese di aprile, quando a Parigi si erano riuniti i responsabili della lotta contro il traffico di droga attraverso il Mediterraneo provenienti da numerosi paesi (Algeria, Francia, Italia, Libia, Malta, Marocco, Mauritania, Regno Unito, Spagna, Tunisia) e da istituzioni quali Europol, Interpol, Commissione europea. Dai lavori era emersa la proposta di realizzare un “centro operativo”, con sede proprio a Tolone, per “l’analisi delle informazioni marittime relative agli stupefacenti nel Mediterraneo”, iniziativa tramite la quale “si potranno rafforzare i legami operativi e lo scambio di informazioni tra i paesi partner”.