Ccee, porre fine ai viaggi della morte”I governi dell’Europa e dell’Africa devono impiegare tutti i mezzi legittimi per porre fine ai rischiosi viaggi verso l’Europa, che per molti migranti africani finisce con la morte. A prescindere da come questi siano arrivati in Europa, devono sempre essere trattati come esseri umani”. E’ la raccomandazione che i direttori nazionali per la pastorale dei migranti di 21 Paesi europei hanno lanciato al termine del loro incontro che si è tenuto dal 12 al 14 settembre 2008 a Vienna, sotto la presidenza di mons. José Sanchez, vescovo di Sigüenza-Guadalajara e presidente della Commissione per la pastorale dei migranti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). Il tema principale dell’incontro è stato “migranti africani in Europa e nella Chiesa – la responsabilità pastorale”. A spingere molti migranti ad intraprendere tali viaggi, secondo i direttori, “è la situazione di molti Paesi africani con la conseguente povertà, il sottosviluppo e la drammatica disperazione”. Da qui la richiesta ai Paesi dell’Europa di una “maggiore giustizia e cooperazione nell’ambito dello sviluppo dei Paesi più poveri”. Il tema del convegno è stato presentato con due interventi, uno esposto da Jan Sterk, dell’università di Mechelen/Malines, “Il continente africano e le sue forme espressive nella storia, cultura, religione e società”, e l’altro da mons. Franz Scharl, vescovo ausiliare di Vienna, “Una riflessione teologico-pastorale in base a un’esperienza”. I lavori di gruppo si sono basati su tre testimonianze portate rispettivamente da Oliver Eitel, Direttore della Caritas della diocesi di Sigüenza-Guadalajara (Spagna), che ha presentato l’esperienza dal punto di vista dei migranti, rifugiati politici e richiedenti di asilo, da Petrus Bsteh, Rettore dell’ufficio per le religioni di Vienna, che ha mostrato la situazione dal punto di vista degli studenti e da padre Claude Musimar, rappresentante di Pro Migrantibus del Belgio, che ha illustrato la situazione dal punto di vista della pastorale. All’incontro, cui erano presenti anche i rappresentanti della Santa Sede e di organismi cattolici internazionali (Comece, Icmc, Caritas Europa), è stato deciso che nel 2010 sarà organizzato in Spagna un congresso sul tema delle migrazioni.Scandinavia: la plenaria dei vescoviLa liturgia, in particolare la traduzione svedese della Messa e dei suoi riti; l’osservanza della domenica; la preparazione al Sinodo dei vescovi sulla Parola di Dio che si terrà a Roma nel prossimo ottobre; la formazione dei candidati al sacerdozio e una possibile sfera di conflitto tra legislazione civile in Scandinavia e libertà di religione. Questi i temi al centro della sessione autunnale della Conferenza dei vescovi cattolici di Copenaghen, Oslo, Reykjavik, Stoccolma e Trondheim, che si è svolta nei giorni scorsi a Lourdes (Francia). Poiché “in Scandinavia, come in molti Paesi dell’Europa occidentale – si legge in una nota della Conferenza episcopale scandinava (Nbk) – la domenica si sta progressivamente commercializzando, somigliando sempre più ad un qualsiasi giorno della settimana, i vescovi incoraggiano i cattolici e i cristiani di ogni denominazione a mantenere” la domenica “come giornata da dedicare al culto, al riposo e alla preghiera”. E’ in programma la preparazione di una Lettera pastorale sulla santificazione della domenica. Sarà il vescovo Georg Müller a rappresentare la Conferenza al Sinodo di ottobre, al termine del quale “i vescovi presenteranno a Benedetto XVI le proprie riflessioni”. Se “per diversi decenni la libertà religiosa non ha costituito un problema per i cattolici del Nord Europa – si legge ancora nella nota – oggi vi sono dei segnali che alcune leggi”, ad esempio quelle “sui diritti delle lavoratrici”, potrebbero “entrare in conflitto con l’autocomprensione della Chiesa” mentre “si sostiene che il diritto canonico è irrilevante in materia di diritti e doveri nella Chiesa se la legge dello Stato differisce”. “Nessun Paese del Nord ha un Concordato con la Santa Sede”, fa sapere la Nbk, e “i vescovi esprimono disagio dopo che la diocesi di Oslo è stata citata in tribunale per un caso riguardante le implicazioni del voto di obbedienza di un prete”.Germania: Zdk, no a unilateralismi sul CaucasoIl presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), Hans Joachim Meyer, ha messo in guardia la Germania e l’Ue dal prendere le parti in modo unilaterale per uno dei contendenti del conflitto nel Caucaso. Durante la riunione del comitato direttivo, svoltasi a Bonn nei giorni scorsi, Meyer ha osservato che “lo scopo della Germania e dell’Unione europea deve consistere nell’esercitare in modo fermo una pressione per soluzioni pacifiche e fare di tutto per attenuare il più possibile e il prima possibile la grande sofferenza umana causata da tali conflitti in modo terribile. Gli aiuti umanitari ed economici sono urgentemente necessari”, ha sottolineato Meyer, secondo cui i conflitti attuali nel Caucaso sono per lo più di “natura etnica-nazionale e culturale-religiosa” e possono essere compresi “solo in modo molto limitato da concetti quali libertà e democrazia”, cui si aggiungono “interessi economici di Russia e dell’Occidente, particolarmente nel settore dell’energia”. Meyer ha evidenziato la necessità di “rafforzare la capacità di agire politica dell’Unione europea, sia da un punto di vista strutturale che mentale”. Sono pertanto da sostenere “gli sforzi del governo federale e dell’Unione europea per assumere un ruolo attivo di mediazione in questo conflitto e di parlare come Ue con una sola voce”, chiedendo “il rispetto del piano di sei punti dell’Ue, in particolare il ritiro completo delle truppe russe”.Slovacchia: nasce la prima tv cattolicaNel pomeriggio di lunedì 15 settembre, presso l’opera salesiana di Sastin, è stato firmato un accordo di collaborazione tra la Conferenza episcopale slovacca, i Salesiani e la “Lux communication” per la gestione di Tv Lux, la prima emittente televisiva cattolica in Slovacchia. Presente all’evento anche il Presidente della Repubblica della Slovacchia, Ivan Gasparovic. La firma dell’accordo giunge al termine di un dialogo e un periodo di sperimentazione durato quattro mesi. A siglare l’intesa sono stati don Karol Manik, ispettore dei Salesiani della Slovacchia, mons. Stanislav Zvolensky, arcivescovo di Bratislava, rappresentante della Conferenza episcopale slovacca, e Tomá Straka, della “Lux communication”. All’incontro ha presenziato anche don Filiberto Gonzalez Plasencia, consigliere per la Comunicazione sociale dei salesiani.