Inghilterra, Scozia, Portogallo

Inghilterra: Giornata nazionale dell’evangelizzazione”Il lavoro di una vita: preparare le parrocchie per una missione in casa”: è questo il tema dell’edizione 2008 della “Home Mission Sunday”, la domenica dedicata alla missione e alla evangelizzazione, che si celebrerà in Inghilterra e Galles il 21 settembre. Nel messaggio per l’evento mons. Malcolm McMahon, vescovo responsabile dell’evangelizzazione e della catechesi per la Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles scrive: “come cristiani non siamo chiamati ad essere ostili al mondo nel quale viviamo ma obbligati a testimoniare il tesoro del Vangelo che ci è stato affidato. Se sperimentiamo opposizione, fraintendimento e se veniamo emarginati per il modo in cui viviamo e condividiamo la fede vuol dire che siamo sulla strada giusta perché c’è un contrasto tra il modo di Dio di fare le cose e quello che viene naturale agli esseri umani”. Insieme al messaggio alle parrocchie è stato consegnato anche un dvd della “Catholic Evangelisation Services”, agenzia che produce sussidi pastorali per la Chiesa, intitolato “Vivi in Cristo. Rendere la missione una realtà nella tua parrocchia”. Nel sussidio si individuano possibili luoghi e spazi dove si può annunciare il Vangelo, dentro e fuori la parrocchia. Viene anche offerta la possibilità di formazione con l’invito alle parrocchie a mandare rappresentanti a corsi di training all’evangelizzazione che si terranno tra gennaio e aprile del prossimo anno.Scozia: contro il suicidio per aiutare i più deboliSuicidi in crescita in Scozia: dopo sette anni di calo, infatti, si è registrato un aumento del numero delle persone che si sono tolte la vita. Alla base di questo dato allarmante c’è, secondo gli esperti, la crisi economica con l’aumento della disoccupazione, il rincaro dei prezzi e la difficoltà a pagare i mutui. Da sempre la Scozia ha il tasso di suicidi più alto nel Regno Unito e uno fra i più alti del mondo occidentale e per questo motivo suor Mary Ross, religiosa scozzese, specializzata in psicologia ed educazione dei giovani, ha invitato i sacerdoti a parlare del tema del suicidio nel corso dei loro incontri in parrocchia e anche nelle omelie. Per la religiosa, infatti, la Chiesa cattolica ha un ruolo importante nell’aiutare persone a rischio di suicidio. “Come primo passo i sacerdoti potrebbero parlare di depressione dal pulpito”, ha detto la suora “perché potrebbero raggiungere qualcuno che sta pensando di togliersi la vita. Se i sacerdoti possono spiegare i segnali di pericolo forse qualcuno nella congregazione può riconoscerli in qualcuno che conoscono. Come società e come Chiesa dobbiamo pensare a cosa possiamo fare per aiutare i soggetti a rischio. Può sembrare strano ma se si chiede a qualcuno se sta pensando al suicidio, questo potrebbe essere il modo di aiutarlo”. Secondo la religiosa molti giovani lasciano la scuola senza la speranza di un lavoro e questo motivo, insieme a costi di vita più alti, è un’altra delle ragioni dell’aumento dei suicidi. Portogallo: Concordato, soddisfazione dei vescoviA seguito della riunione del Consiglio permanente, svoltasi nei giorni scorsi a Fatima, il segretario della Conferenza episcopale portoghese (Cep), mons. Carlos Azevedo, ha reso pubblica “la soddisfazione dei vescovi per lo stato di avanzamento della regolamentazione del Concordato, e per la buona volontà dimostrata dal governo portoghese di terminare al più presto il confronto sulle diverse problematiche ancora in discussione”. “Le maggiori difficoltà si sono avute sulle norme riguardanti la nomina dei cappellani delle prigioni – ha specificato – ma anche per ciò che riguarda l’assistenza ospedaliera è già stato redatto un testo di accordo da parte della Commissione della Libertà religiosa”. Per ciò che concerne le Istituzioni private di solidarietà sociale cattoliche (Ipss), mons. Azevedo ha poi auspicato che “il controllo e l’intervento dello Stato possa divenire sempre meno accentuato, affinché esse possano raggiungere una maggiore libertà ed autonomia”. Il Consiglio ha anche manifestato la propria preoccupazione per l’ondata di episodi violenti che negli ultimi tempi hanno segnato la cronaca: “Speriamo che si tratti di una situazione passeggera, dovuta al reale peggioramento delle condizioni sociali di vita, – ha aggiunto il portavoce della Cep – ma occorre fare molta attenzione, e interrogarsi se tali fatti non riflettano una più profonda crisi dei principi della vita e della convivenza civile”. I vescovi portoghesi hanno inoltre fatto riferimento alla “delicatezza” con la quale deve essere progettata la nuova legge sul divorzio in discussione, “perché non sia reso ancor più fragile il fondamentale vincolo matrimoniale”. Infine, mons. Azevedo ha annunciato che, nella prossima riunione del Consiglio permanente, previsto per il mese di novembre: “saranno dibattuti ed elaborati dai vescovi due documenti: il primo concernente la scuola; il secondo riguardante la condizione infantile”.