DIALOGO INTERRELIGIOSO E PACE
Ramadan: gli auguri dei vescovi Gli auguri dei vescovi cattolici di Francia, Algeria e Belgio per i fratelli musulmani che in base all’osservazione della luna, sono entrati dal 1° settembre nel mese sacro del Ramadan che terminerà con la grande festa dell’Aid el Fitr (la rottura del digiuno) tra il 30 settembre e il 1° ottobre. L’arcivescovo di Lione, il card. Philipe Barbarin, ha assicurato alla comunità musulmana della diocesi la sua preghiera nel chiedere a Dio “di fare di ciascuno di noi degli operatori della pace e dell’amore”. Il Servizio diocesano per le relazioni con l’Islam della diocesi di Nanterre ha invece preparato una cartolina di auguri da inviare ad amici musulmani per la festa di fine Ramadan, “gesto sempre molto apprezzato dai musulmani”. Infine il messaggio di mons. Claude Rault, vescovo di Laghouat-Ghardaia (Sahara algerino). “A nome dei membri della comunità cattolica del Sahara algerino – scrive il vescovo – presento i miei migliori auguri per questo tempi santo e propizio di prossimità con Dio, con i vicini, le famiglie e gli amici. Possiamo immaginare cosa rappresenta questo sforzo di digiuno… Dio è Colui che sonda i cuori e noi lo preghiamo perché questo sforzo sia offerto per la sua gloria e per una più grande solidarietà con i più poveri. Buon e Santo Ramadan ai nostri amici musulmani, e che Dio l’Altissimo accolga questo tempo benedetto”. Una Carovana di donne per la paceSta per concludersi la lunga e planetaria “Carovana delle donne per la pace”, una iniziativa straordinaria delle Chiese protestanti partita un anno fa in Marocco e che ha percorso migliaia di chilometri dall’Africa all’Oceano Indiano, dal Pacifico all’America Latina. Ovunque le donne protagoniste dell’iniziativa hanno portato attraverso incontri interconfessionali e interreligiosi la loro testimonianza di impegno per la pace e la riconciliazione. Scopo del viaggio, “portare semi di pace, di guarigione e riconciliazione” e suscitare nelle chiese locali “la voglia e il desiderio di essere luoghi di speranza e diffondere una cultura della pace”. La Carovana – fa sapere anche un lancio della Conferenza episcopale francese – è arrivata in Francia il 31 agosto sbarcando a Marsiglia e sarà accolta in tutto il paese (da Ollieres a Strasburgo) da una serie di appuntamenti ecumenici e conferenze. Il 21 settembre – Giornata mondiale della pace – la carovana terminerà il suo lungo viaggio in Svizzera. Caucaso: una delegazione del Wcc Una delegazione del Consiglio mondiale delle chiese si recherà n Russia e Georgia dal 3 al 7 settembre ed avrà una serie di incontri con i membri delle Chiese membro del Wcc. Scopo del viaggio – si legge in un comunicato – “incoraggiare gli sforzi di pace, visitare i profughi e assicurarsi dello svolgimento dei programmi di aiuto delle Chiese nella regione”. “Speriamo – afferma Eleonora Giddings Ivory – che questa visita incoraggi i cristiani dei due paesi a mantenere relazioni e a pregare vicendevolmente gli uni per gli altri. Se i cristiani di Georgia e Russia riusciranno a evitare che il fossato tra i loro Paesi non si separi, potranno aiutare i loro governi a dirigersi verso una soluzione pacifica del conflitto”. La delegazione prevede di incontrare i responsabili della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa ortodossa di Georgia. Scopo del viaggio è verificare anche l’andamento degli aiuti umanitari messi in atto dall’organismo internazionale del Wcc “Act”. Capo della delegazione è il metropolita Nifon de Targoviste della Chiesa ortodossa di Romania. Fa parte del gruppo anche Jean Arnold De Clermont, presidente della Conferenza delle Chiese europee. Orissa: l’appello dell’arcivescovo WilliamsL’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, ha espresso “profonda tristezza per la violenza estrema che è scoppiata ad Orissa in seguito all’uccisione del leader indù Swami Lakshmananda Saraswati. In una lettera inviata al moderatore anglicano della regione del Nord dell’India, Williams ha lanciato un appello per la fine di ogni violenza ad Orissa ed un invito a tutti i cristiani del mondo alla preghiera per “queste chiese che soffrono”. “Spero – ha detto l’arcivescovo – che i cristiani e le persone di fede di tutto il mondo facciano sentire il loro orrore per queste violenze, il loro supporto per ricostruire le vite, le chiese, gli orfanatrofi e le scuole distrutte e il loro sostegno per un futuro di riconciliazione nel Paese”.