Irlanda: il ruolo delle scuole cattolicheIl vescovo Leo O’Reilly, responsabile per il settore educazione per la Conferenza Episcopale irlandese, è intervenuto nel dibattito in corso sulle scuole confessionali spiegando che esso è caratterizzato da un “linguaggio molto emotivo” che usa termini che andrebbero evitati come “segregazione e apartheid educativo”. In Irlanda, come è noto, la maggior parte delle scuole sono state gestite fino ad oggi dalla Chiesa Cattolica con fondi dello Stato. Negli ultimi mesi l’esclusione di alunni non cattolici da una scuola di una cittadina vicino a Dublino, provocata dall’arrivo di migliaia di famiglie di immigrati e dalla difficoltà di garantire loro un posto negli istituti scolastici, ha avviato un dibattito sulla opportunità di avere scuole confessionali. Mentre la Chiesa sostiene il diritto dei genitori ad avere figli educati in scuole cattoliche a spese dello Stato, membri dei partiti di opposizione “Labour” e “Fine Gael” hanno accusato le scuole cattoliche di discriminazione. Nella prefazione a un nuovo studio sull’educazione pubblicato dallo “Iona Institute”, un centro di studi di Dublino, mons. O’Reilly ha spiegato che non può esistere una istruzione neutra non costruita attorno a un sistema di valori. In un precedente intervento di qualche giorno fa il vescovo aveva espresso anche la preoccupazione che il Ministero dell’educazione voglia ridurre il ruolo delle scuole cattoliche. I “patrons”, ovvero i rappresentanti scelti dalla Chiesa Cattolica ai quali viene affidata la gestione delle scuole, non sono stati consultati sulle nuove scuole secondarie che il governo sta mettendo a punto e questo fa pensare che il Governo voglia rendere la nuova scuola secondaria multiconfessionale e non religiosa. Inghilterra e Galles: Lancaster, “pronti per la missione”Il vescovo di Lancaster, mons. Patrick O’Donoghue ha pubblicato un documento sullo stato della sua diocesi che è stato ripreso dai settimanali cattolici “Tablet” e “Catholic Times”. Lo studio, intitolato “Fit for mission”, ovvero “Pronti per la missione”, conclude una indagine, durata sedici mesi, che il vescovo ha condotto nelle 108 parrocchie della sua diocesi, diffondendo questionari e raccogliendo informazioni sulla partecipazione dei cattolici alla vita della parrocchia. “Fit for mission” esamina le sfide più importanti che attendono I cattolici del ventunesimo secolo. Nel documento il vescovo si chiede il perché del calo nella frequenza alla Messa dei cattolici, soprattutto quando si tratta di giovani famiglie, i motivi della scarsa preghiera in famiglia e della mancata partecipazione al Sacramento della Riconciliazione. Secondo mons. O’Donoghue la Chiesa, almeno questa è l’esperienza della sua diocesi, ha perso, almeno in parte, la propria missione evangelizzatrice, diventando una “Chiesa riunita” più che una “Chiesa missionaria”. “I ministeri liturgici laici – si legge in “Fit for Mission – sono ben sviluppati nella maggior parte delle parrocchie e c’è un’ottima collaborazione tra il clero e I laici a servizio della liturgia. Quello che manca è lo spirito di missione. La maggior parte di noi non risponde alla chiamata del Signore di uscire nella Sua missione di speranza, in particolare la missione nelle parrocchie, tra le famiglie e i giovani”. Benché il documento sia stato pensato soprattutto per essere usato nella diocesi di Lancaster, tremila copie sono state stampate per essere inviate a tutti i vescovi cattolici e presidi di scuole cattoliche di Inghilterra e Galles.Polonia: il 60% dei giovani recita il RosarioSecondo le analisi pubblicate recentemente dal settimanale cattolico Niedziela il cattolicesimo polacco è fortemente segnato dal culto mariano. Gli analisti dell’Istituto di statistica della Chiesa cattolica hanno posto ad un gruppo rappresentativo dei cattolici delle domande riguardanti le preghiere, i pellegrinaggi e altre manifestazioni della loro fede. L’82% dei cattolici porta al collo o nel portafoglio un effigie della Madonna, mentre oltre a numerose festività mariane sono percepite come tali anche il giorno dell’Annunciazione e la Festa della presentazione del Signore (la Candelora) nonostante nel calendario liturgico siano esse annoverate tra le Feste del Signore. Oltre il 75% degli intervistati dichiara di recitare le preghiere del rosario e le litanie della Vergine ma, cosa ancora più caratteristica, con il rosario pregano non solo adulti e anziani, ma addirittura il 60% dei giovani fra i 17 e i 25 anni. Il 67,5 % degli intervistati afferma di partecipare spesso alle liturgie nel mese di maggio (il mese mariano) e solo meno del 2% ha risposto di non aver mai preso parte a tali celebrazioni. Il 41% dei polacchi effettua dei pellegrinaggi verso vari santuari mariani. Meno del 15% dei cattolici in Polonia invece dichiara di non partecipare ai pellegrinaggi religiosi. La gran parte dei cattolici praticanti in modo regolare almeno una volta nella vita ha preso parte al pellegrinaggio a Jasna Gora a Czestochowa. La Madonna Nera, la cui festa è stata celebrata il 26 agosto, è meta di oltre il 62 % dei pellegrini. Quest’anno il numero totale dei pellegrini che hanno pregato a Jasna Gora ha superato di gran lunga le centomila presenze, non solo polacchi ma anche pellegrini stranieri, per i quali i frati paolini, custodi del santuario, hanno predisposto dei servizi religiosi in diverse lingue.