UE
Irlanda, Medio Oriente, Sud Africa, rapporti con Ucraina e Serbia dopo l’arresto di Karadzic, politica estera comune
L’arresto dell’ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic, con i possibili riflessi sulla situazione balcanica e sui rapporti tra Ue e Serbia, ha surriscaldato la settimana di lavoro a Bruxelles, che fra l’altro vedeva riunito il Consiglio affari esteri dei 27 (22-23 luglio). La presidenza francese aveva inoltre programmato una trasferta a Dublino, svoltasi il 21 luglio, intesa a verificare assieme al governo irlandese le possibili mosse per superare lo stallo determinato dal “no” degli elettori al Trattato di Lisbona. Il Consiglio cultura si era invece dato appuntamento a Versailles per discutere della tutela del “patrimonio europeo”, del “pacchetto Telecom” e del traffico illecito di beni culturali. Altro appuntamento importante in agenda il summit Ue-Sud Africa (25 luglio), a Bordeaux, per un confronto su tre temi prioritari: le questioni globali, ossia cambiamento climatico, migrazioni e sicurezza alimentare; le questioni economiche; la sfida della sicurezza, specialmente nelle regioni “calde” dell’Africa e dell’Asia.Per Sarkozy visita in Irlanda. La visita del presidente francese Nicolas Sarkozy in Irlanda ha costituito – significativamente – il suo primo viaggio in qualità di presidente di turno del Consiglio europeo. L’incontro con il premier Brian Cowen si è incentrato su diversi argomenti, ma certamente il primo e più importante è stato il Trattato di Lisbona e il recente referendum irlandese. Il governo di Dublino rischia in questo caso di trovarsi isolato nell’Ue27, intralciando il cammino dell’intera Europa comunitaria. Il primo ministro Brian Cowen ha affermato che “lo scopo del governo irlandese sarà ora quello di comprendere meglio le preoccupazioni che hanno influito sull’esito del referendum, tappa indispensabile per poter prendere decisioni sul da farsi”. Cowen ha aggiunto che “sono previste delle consultazioni approfondite, sia sul piano interno che con i partner europei, in vista della riunione del Consiglio europeo che si terrà a metà ottobre”. Dal canto suo Nicolas Sarkozy, che ha il compito di accompagnare il processo di ratifica del Trattato e di condurre l’Unione europea a una decisione unanime entro la fine di quest’anno, ha “confermato il suo rispetto per il risultato del referendum irlandese”, ma si è anche “rallegrato nel constatare che il processo di ratifica prosegue negli altri Stati membri”. Ha quindi espresso la propria fiducia nel Trattato di riforma, riaffermando la necessità di sbloccare la “questione istituzionale” per procedere con “l’Europa dei risultati a vantaggio dei cittadini europei”.La riunione dei ministri degli esteri. Il Consiglio affari generali e relazioni esterne dell’Ue, riunito a Bruxelles, fra i vari temi affrontati ha “salutato la formazione di un nuovo governo in Serbia, caratterizzato da un progetto europeo chiaro” e “ha accolto positivamente la notizia dell’arresto di Karadzic, che costituisce un testimonianza dell’impegno del governo di Belgrado alla pace e alla stabilità nella regione balcanica”. I capi delle diplomazie dell’Ue, presieduti dal francese Bernard Kouchner, hanno dedicato ampio spazio alla sicurezza e difesa comune europea. Durante la riunione è stato discusso “il futuro delle relazioni tra Ue e Ucraina, in vista del vertice di Evian del 9 settembre prossimo, che dovrebbe fare il punto sulle negoziazioni in corso per un accordo rafforzato” con l’Unione. I 27 ministri degli esteri hanno toccato la situazione in Medio Oriente e hanno affrontato “in particolare i rischi che i blocchi fanno pesare sul processo di pace”. Tale dibattito è avvenuto in presenza di Tony Blair, inviato speciale del Quartetto. In agenda c’erano inoltre le situazioni in Zimbabwe, Somalia, Ciad, Iran e Georgia. Tutti in treno fino ad Avignone. Lo stesso Kouchner ha poi invitato i suoi omologhi, l’Alto rappresentante per la politica estera Javier Solana e i membri della Commissione interessati, a una riunione informale, denominata Gymnich nel gergo comunitario, che si svolgerà ad Avignone il 5 e 6 settembre prossimi. Le Gymnich si tengono una volta per semestre e devono il loro nome al castello tedesco in cui si svolse, nel 1974, il primo di questi incontri dei capi delle diplomazie della Comunità. Si tratta di una riunione che consente uno scambio libero e approfondito tra i partecipanti su un numero limitato di argomenti, spesso legati alla cronaca internazionale, utile per preparare le successive mosse dell’Ue. L’ordine del giorno dell’incontro verrà fissato solo nella seconda metà di agosto, ma certo non mancheranno il Medio Oriente, l’Iran, i rapporti con l’Africa, i prezzi dei prodotti petroliferi e alimentari, i Balcani occidentali, i temi ambientali nel dopo-Kyoto. “La riunione – spiega una nota della presidenza Ue – si terrà principalmente sul sito monumentale del Palazzo dei Papi e nel piccolo Palazzo”. Non manca una curiosità: “I ministri e le loro delegazioni sono invitati da Bernard Kouchner a recarsi ad Avignone a bordo di un Tgv speciale in partenza da Parigi. Questo viaggio consentirà di organizzare le discussioni informali dei ministri e farà parte integrante della riunione”.