DIALOGO INTERRELIGIOSO

Anglicani, Conferenza di Madrid, Islam

Anglicani: iniziata la Lambeth conference 2008650 vescovi anglicani di tutto il mondo sono giunti a Canterbury per partecipare alla 14ma “Lambeth Conference” del 2008 che ha avuto inizio ufficiale mercoledì 16 pomeriggio con la prima sessione plenaria di benvenuto. Secondo una nota diffusa dal servizio informativo della Comunione anglicana, “più del 75% dei vescovi anglicani di tutto il mondo si sono registrati per la Conference, in rappresentanza di 36 delle 38 province che costituiscono la Comunione anglicana nel mondo”. Nel 1998, all’ultima Lambeth Conference presieduta dall’arcivescovo George Carey i vescovi partecipanti erano 749. In contemporanea alla Conferenza dei vescovi, si svolge l’incontro delle “mogli” che saranno accolte sempre a Canterbury dalla consorte dell’arcivescovo, Jane Williams. Fatto singolare è che tra le 550 partecipanti ci saranno anche 10 mariti, segno della presenza alla Conferenza di Lambeth di altrettante donne-vescovo, ammesse dunque all’episcopato in alcune province della Comunione anglicana. Dieci anni fa, all’ultima Lambeth Conference del 1998, le donne-vescovo erano 11. Ordinazione episcopale delle donne (dopo l’ultimo sì detto dalla Chiesa di Inghilterra) e di vescovi dichiaratamente gay e benedizione delle unioni omosessuali. Su questi temi il mondo anglicano sta rischiando uno scisma in seguito anche ad una Conference “alternativa” che si è svolta alla fine di giugno a Gerusalemme. “La Lambeth Conference di quest’anno – si legge nella nota – ha due obiettivi chiave: rafforzare il senso di una condivisa identità anglicana tra vescovi di tutto il mondo e aiutare i vescovi a svolgere il loro ruolo come leader nella missione”. Dalla nota, si evince che scopo primario della Lambeth Conference, secondo l’impostazione data dall’arcivescovo Rowan William, è incrementare il senso di “comunione tra i vescovi” favorendo una “maggiore conoscenza e apprezzamento della vita” vissuta nella Comunione anglicana e dei vescovi tra loro. La Conferenza inizierà con una tre-giorni” di ritiro. Poi inizieranno i lavori in assemblea e in piccoli gruppi.Madrid: una conferenza interreligiosa Si è svolta a Madrid un’importante Conferenza interreligiosa che dal 14 al 18 luglio ha riunito circa 200 autorità religiose musulmane, ebraiche e cristiane. Alla conferenza – promossa dalla Lega mondiale musulmana per iniziativa del re dell’Arabia Saudita, Abdallah – è intervenuto anche il card. Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso che ha portato la “benedizione” di papa Benedetto XVI sulla iniziativa. “Il Papa – ha detto il cardinale prendendo la parola – è convinto che un dialogo fondato sull’amore e sulla verità tra i seguaci dell’ebraismo, del cristianesimo e dell’Islam è il modo migliore per contribuire a fare di tutti i popoli della terra una sola famiglia”. “Ebrei, cristiani e musulmani condividono una comune eredità nonostante nel passato ci siano stati in alcuni capitoli della loro comune storia incomprensioni, polemiche, persecuzioni e anche conflitti armati. Ma oggi possiamo dire che il dialogo abraimico esiste. Ancora di più, possiamo dire che il futuro dell’Europa, del Medio Oriente e dell’intero mondo negli anni che verranno dipenderà dalla capacità che ebrei, cristiani e musulmani avranno di vivere come fratelli”. Islam: la risposta di Williams ai musulmani Anche l’Arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, risponde ai 138 leader religiosi e teologi musulmani autori della lettera “A common Word” inviata ad ottobre a tutte le massime autorità religiose del mondo. La “risposta” di Williams – si legge in un comunicato diffuso dall’ufficio stampa dell’arcivescovo di Canterbury – dal titolo “Una parola comune per il bene comune”, “arriva dopo un lungo periodo di consultazione mondiale all’interno della Comunione anglicana”. Sulla “risposta” da dare ai leader musulmani l’arcivescovo di Canterbury aveva anche consultato a Londra lo scorso mese esperti e studiosi. Williams ha quindi annunciato che “in collaborazione con l’Università di Cambridge, inviterà un gruppo di leader cristiani e musulmani a partecipare ad una conferenza in ottobre, che segnerà l’anniversario della pubblicazione di ‘A common word’. In un contesto di impegno culturale, l’incontro cercherà di avviare un programma di traguardi pratici per approfondire la comprensione, l’azione e l’amicizia reciproche”. Nella lettera, Williams scrive di aver “apprezzato” l’iniziativa presa dai leader musulmani perché rappresenta “un significativo sviluppo nelle relazioni tra cristiani e musulmani” ed una “piattaforma” sulla quale cristiani e musulmani possono impegnarsi per rispondere ai “più profondi bisogni del nostro mondo e della nostra comune umanità”.