Portogallo: il Vangelo digitaleIl Segretariato nazionale delle Comunicazioni sociali della Chiesa portoghese ha deciso di promuovere per il 25 e il 26 settembre le Giornate nazionali della Comunicazione sociale, rivolte a tutti i professionisti del settore e dedicate al tema “Il Vangelo digitale”. Nella lettera d’invito, il presidente della Commissione episcopale, responsabile dell’area comunicativa, mons. Manuel Clemente ha affermato che “sebbene l’uomo religioso debba essere sempre attento e aperto a nuove prospettive, coloro che lavorano nel campo dei mezzi di comunicazione sociale d’ispirazione cristiana troveranno in quest’appuntamento un’abbondante materiale d’approfondimento delle tecniche digitali”. “Considerando infatti il digitale come l’ambito privilegiato del nostro tempo – ha aggiunto – le Giornate potranno contare su di un’ampia partecipazione di esperti nel campo della formazione e dell’esperienza concreta della rete Internet di cui i partecipanti potranno avvalersi per accrescere le loro conoscenze in materia”. Il programma includerà un’introduzione al panorama attuale del digitale portoghese (giornali, radio, televisioni), una tavola rotonda sul tema: “Il religioso trasmesso via Internet”, una conferenza di “InternEtica-Un codice morale in Internet”, ed un’analisi generale della presenza della Chiesa nel mezzo elettronico. Riferendosi al messaggio del Papa nella Giornata mondiale delle Comunicazioni 2008, mons. Clemente ha ricordato che “i nuovi mezzi di comunicazione sociale, in particolare i cellulari e la rete Internet, stanno modificando la stessa fisionomia dei rapporti tra le persone, e occorre cogliere questa preziosa occasione per ridisegnare, o meglio, per rendere maggiormente visibili i tratti essenziali ed irrinunciabili della verità sulla persona umana”. Le iscrizioni alle Giornate sono possibili online: www.ecclesia.pt/jornadas08. Irlanda: laici a tempo pieno per la diocesi di DublinoL’arcidiocesi di Dublino sarà arricchita da un nuovo gruppo di laici uomini e donne che lavoreranno per le parrocchie a tempo pieno in un ministero simile a quello sacerdotale. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin nella cattedrale della città durante la funzione di ordinazione di tre nuovi sacerdoti. Nei primi giorni di quest’anno la diocesi ha per la prima volta diffuso annunci di lavoro nei quali si cercavano laici per lavorare a tempo pieno nelle parrocchie e i primi candidati per il diaconato permanente verranno scelti il prossimo settembre. “Tutto questo capita in un contesto di rinnovamento più fondamentale che coinvolge tanti fedeli cattolici disposti ad assumere ruoli di rinnovamento personale, di guida e di servizio in modi diversi che riflettano la varietà dei ministeri”, ha spiegato l’arcivescovo di Dublino. Il numero dei sacerdoti nella diocesi irlandese è in calo e le ordinazioni sacerdotali presiedute dall’arcivescovo Martin qualche giorno fa sono le prime in due anni. L’arcivescovo ha anche promesso di non chiudere nessuna chiesa senza prima consultare i consigli pastorali. “Dobbiamo considerare nuovi modi con i quali possiamo raggruppare parrocchie in unità pastorali più ampie, all’interno delle quali ciascuna parrocchia manterrà la propria identità ma dove gruppi di parrocchie saranno servite da un unico team pastorale composto di sacerdoti, diaconi, ministri religiosi e laici in un modo più coordinato sempre diretto al rinnovamento e all’evangelizzazione. Questo significherà cambiamento e sfida per molti a partire dai sacerdoti”.Inghilterra: difficile operare nella sanità britannicaIl servizio sanitario nazionale britannico rende sempre più difficile per i cappellani cattolici rispondere ai bisogni spirituali dei pazienti. Lo ha detto il card. Murphy-O’Connor, primate della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles a un convegno per operatori sanitari dedicato al tema “Fede nella salute” organizzato dalla Conferenza episcopale. “Dobbiamo fare tutto il possibile per assicurarci che la dimensione religiosa sia riconosciuta per quello che è e non distorta in qualcosa d’altro”, ha spiegato il cardinale sottolineando che ai cappellani è stato dato un nuovo nome “spiritual care givers”, ovvero “erogatori di cure spirituali”. “Spiritualità” può significare qualsiasi cosa, fa notare Murphy-O’Connor difendendo i valori cattolici all’interno di un servizio sanitario guidato da una logica secolarizzata. “Credo che in questa congiuntura della storia – ha detto il cardinale – il riconoscimento esplicito dell’impegno religioso di molti che lavorano nel servizio sanitario nazionale aiuterebbe a promuovere i necessari cambiamenti culturali a tutti i livelli”.