GMG

La fede che unisce

Giovani europei con Benedetto XVI in Australia

Melbourne vive adagiata sulle sponde del fiume Yarra ed è considerata una città di grande fascino, grazie anche alla contrapposizione di elementi architettonici vecchi e nuovi, alle numerose vie eleganti e alle diverse comunità etniche che la compongono. Capitale dello Stato di Victoria, Melbourne è la seconda città più grande del Paese, ed è stata anche la capitale dell’Australia dal 1901 al 1927. In questi giorni la città è invasa da circa 25 mila giovani che l’hanno scelta per passarvi i Giorni nelle diocesi, ovvero quel tempo di scambio e di gemellaggio che precede il programma ufficiale della Gmg di Sydney (15-20 luglio).Una rassegna di colori. Avvolti nelle loro bandiere nazionali, con cappelli, sciarpe e giacche colorate, i giovani sciamano nelle vie dei quartieri del centro cantando e ballando. Non mancano tocchi di creatività, come i 20 giovani della diocesi inglese di Nottingham, che vanno in giro vestiti da Robin Hood, come se fossero nella foresta di Sherwood, oppure i francesi della diocesi di Bourges e Tours dotati di mini bandiere tricolori agitate a tempo di Marsigliese, il 14 luglio è in fondo vicino. Campioni di striscioni sono i polacchi, un centinaio, che si muovono dietro uno lungo diversi metri, con su la scritta Poznan.La fede, una risorsa. “Giovanni Paolo II ci ha indicato la strada – dice Jakub Bielawsky, studente di Poznan (Polonia) – che adesso continuiamo con Benedetto XVI che abbiamo voluto seguire fino a qui, agli estremi confini della Terra. In questo cammino è fondamentale condividere le prove e la fede. Questa non deve essere confinata nella sfera personale, come alcuni vorrebbero in Europa e non solo, perchè la fede è una risorsa che cambia faccia all’uomo, alla sua vita e alla società”. Lo studente non si nasconde le difficoltà: “certamente la più grande è l’eredità del regime comunista che ha azzerato ogni valore religioso con l’ateismo imperante fino al 1989. Oggi però viviamo nella situazione opposta, prima non potevamo esprimere la nostra fede oggi si ha quasi paura, ci si vergogna di mostrarla. La Gmg ci aiuta ad acquire il coraggio della testimonianza”.Urgenza di radici. Gli fa eco Craig Fitpatrick , da Sheffield (Inghilterra) per il quale la Gmg “aiuta a riscoprire la fiducia nella fede e nella testimonianza. Essa ci ricorda che facciamo parte di una Chiesa”. Un altro aiuto viene anche dal dialogo ecumenico, “nel quale la fede tende ad unire invece che a separare anche nella sfera sociale. L’Europa ha urgenza di riscoprire le radici della propria fede per potere recuperare quella identità che sta smarrendo”. Per David Coudriau, 20 anni di Tours e Marie Marteau di Angers (Francia), “esperienze di fede come la Giornata della Gioventù vanno condivise con gli altri perchè donano la fiducia nella testimonianza e la consapevolezza di appartenere alla Chiesa. Nel rispetto delle idee di ognuno la laicità, correttamente intesa, favorisce questo dialogo e non lo nega. È l’individualismo e il liberalismo spinto che lo rendono difficile. In Francia – aggiungono – sono sempre di meno le persone che vanno in Chiesa e lo stesso vale per i giovani. Quelli che lo fanno vengono guardati male da una parte dei loro coetanei che li giudicano ingenui e fuori dal tempo. Momenti come questo e ricordiamo la Gmg di Parigi possono incoraggiare a vivere la fede come atto di testimonianza e missione utile non solo alla Chiesa ma anche alla società”. A fare questa esperienza di comunione anche i giovani svizzeri, giunti a Melbourne in 80, da tutti e quattro i cantoni del Paese: “ritrovarci insieme significa ri-scoprirci attraverso la fede nell’unico Dio”.