Anno Paolino: lettera dell’arcivescovo di Cracovia”Al giorno di oggi sono molte le persone che non conoscono ancora Cristo e tante altre si sono allontanate da Lui”. Lo scrive l’arcivescovo di Cracovia, il card. Stanislaw Dziwisz, nella lettera pastorale in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Paolino. “Nei dibattiti dei politici e delle autorità che riguardano questioni importanti della nostra vita, la visione cristiana dell’uomo e della famiglia – secondo il cardinale – non ha diritto di parola”. In Polonia, afferma, sono tanti quelli che non osano dichiarare pubblicamente le proprie convinzioni religiose, per evitare di essere considerati intolleranti o all’antica, e molti non reagiscono quando le verità della fede e i principi morali vengono derisi. “Ci stanno convincendo – aggiunge il card. Dziwisz – che la religione è una cosa privata che non deve intromettersi nella vita sociale, economica e politica”. E gli effetti di questa politica si risentono già: il numero delle famiglie che divorziano è in continuo aumento, e scade la premura dei genitori per la formazione religiosa dei loro figli. Giornata del Papa: famiglia, giovani e pace”A tutti noi sta a cuore la felicità delle famiglie, l’educazione dei giovani e la pace nel mondo”. Lo ha detto l’arcivescovo di Varsavia, mons. Kazimierz Nycz, il 30 giugno, durante la messa solenne in occasione della “Giornata del Papa”. Invitando tutti a collaborare con la Chiesa per risolvere le questioni più importanti, l’arcivescovo di Varsavia ha ricordato che le forti parole di Giovanni Paolo II “Non abbiate paura!” sono ripetute oggi con una particolare convinzione dal sorriso di Benedetto XVI. “La Chiesa – ha spiegato l’arcivescovo di Varsavia – capisce i timori e le paure di chi stenta ad accogliere il Vangelo, ed è proprio per questo che, con paziente comprensione, continua ad annunciare con tenacia la Buona Novella”. La “Giornata del Papa” è stata istituita dalla Conferenza episcopale polacca tre anni fa, per sottolineare l’unità della Chiesa locale con il Successore di Pietro. Quest’anno, perché coincideva con l’inaugurazione dell’Anno Paolino, la celebrazione è stata spostata al 30 giugno. La Messa solenne nella Basilica di Santa Croce di Varsavia è stata presieduta dal nunzio apostolico in Polonia, mons. Jozef Kowalczyk, alla presenza del card. Jozef Glemp e dei rappresentanti dell’episcopato, delle autorità governative e del corpo diplomatico. La rinascita della comunità ebraica”La comunità ebraica della Polonia è in piena ricostruzione oggi, a 60 anni dalla Seconda Guerra Mondiale, quando la catena storica è stata spezzata dai nazisti e dall’Olocausto”. Lo ha detto il rabbino Shalom Ber Stambler, direttore della Yeshiva Chabad Lubavitch di Varsavia (scuola fondata nel 2005), in occasione della cerimonia di conferimento del diploma in studi rabbinici ai dieci studenti lo scorso 29 giugno. “Fino a qualche anno fa ero l’unico rabbino in Polonia, mentre adesso siamo in sette”, ha fatto notare Michael Schudrich, capo rabbino della comunità ebrea in Polonia. Presente alla cerimonia, l’ex-ambasciatore dello Stato di Israele in Polonia, Shevach Weiss, ha ricordato la ricostituzione, nel mese di febbraio, del Consiglio rabbinico della Polonia. Il Consiglio rabbinico venne messo fuori legge nel 1945 dal regime comunista, insieme alle comunità ebraiche, che furono sostituite da cosiddette congregazioni controllate dai servizi segreti e prive di personalità giuridica. Commentando il rapporto sui casi di antisemitismo pubblicato nel 2006 dal Congresso ebraico europeo, il rabbino Michael Schudrich ha fatto notare che “gli stereotipi riguardanti l’antisemitismo sono completamente falsi”. “I Paesi indicati come antisemiti, tra cui anche la Polonia, non lo sono affatto”, ha detto il rabbino, aggiungendo che i comportamenti antisemiti sono più frequenti in Occidente, considerato liberale e libero. Infatti, nell’ultimo rapporto del Congresso ebraico europeo sulle relazioni tra gli ebrei e i non ebrei in Europa nel biennio 2005-2007, viene citato un solo caso di atteggiamento antisemita in Polonia (in una trasmissione della radio Maryja), mentre risultano più numerosi simili casi nel Regno Unito, in Russia e in Ucraina. Proprio nei giorni scorsi si è svolta in Polonia una delle più grandi manifestazioni culturali del mondo ebraico, il Festival ebraico di Cracovia (27 giugno – 6 luglio). Arrivato alla 18ma edizione, il Festival include cento eventi tra spettacoli, concerti, mostre e dibattiti.