ANGLICANI

Non vincano le tensioni

In attesa della conferenza di Lambeth del 19 luglio

Le tensioni attualmente esistenti all’interno della Comunione Anglicana, che hanno raggiunto il vertice con la Dichiarazione di Gerusalemme emessa il 29 giugno a seguito dell’incontro dei rappresentanti della Chiesa Anglicana, da alcune parti della Comunione Anglicana, si sono progressivamente gonfiate negli ultimi cinque anni. Tali tensioni si concentrano su questioni morali ed ecclesiologiche. Le province Anglicane del Nord America inviano sempre più segnali di cambiamento nella dottrina sulla sessualità umana e sul matrimonio, con la nomina di un vescovo coinvolto in un’unione omosessuale e la tendenza diffusa in varie diocesi verso un rito di benedizione per le coppie omosessuali. Quasi 300 vescovi tra coloro che si sono riuniti la settimana scorsa a Gerusalemme per la Conferenza Mondiale sul futuro degli Anglicani (Gafcon) conducono l’opposizione a questo sviluppo interno alla Comunione Anglicana, dichiarando che tali posizioni si allontanano della dottrina tradizionale sul matrimonio e sulla sessualità umana e sono contrarie al Vangelo. Essi hanno messo in evidenza che molte delle loro province Anglicane nel Sud del mondo non sono più in comunione con i Vescovi e le Chiese che si sono allontanati da questa dottrina tradizionale e hanno espresso delusione per il fatto che gli strumenti miranti a salvaguardare l’unità e la giusta dottrina all’interno della Comunione Anglicana siano stati ignorati o non siano riusciti “ad esercitare disciplina di fronte a un’evidente eterodossia”. La proposta più articolata tra quelle contenute nella Dichiarazione di Gerusalemme invoca la creazione di un “Consiglio dei Primati”, guidato da quei primati delle province Anglicane che hanno partecipato all’incontro di Gerusalemme, il cui mandato era quello di “organizzare ed ampliare l’unione degli Anglicani osservanti”. Questa mossa volta alla creazione di una struttura ecclesiale dotata di autorità, in aggiunta all’Arcivescovo di Canterbury e agli altri strumenti Anglicani di unità, mette in gioco i legami che tengono insieme gli Anglicani. Le tensioni relative agli insegnamenti morali sono chiaramente collegate anche a questioni ecclesiologiche, in quanto i Vescovi della Comunione Anglicana non sono più in piena comunione tra loro e in quanto si mettono in gioco gli strumenti di unità all’interno dell’Anglicanesimo. La Chiesa d’Inghilterra discuterà inoltre una mozione in occasione del Sinodo Generale che si apre oggi (fino all’8 luglio) sull’ordinazione delle donne alla carica vescovile. Quattro province della Comunione Anglicana hanno attualmente vescovi donne e diversi altri hanno adottato norme che permettono la nomina di una donna alla carica vescovile. Anche questo ha creato diverse tensioni interne, in quanto un numero considerevole di sacerdoti e parrocchie della Chiesa d’Inghilterra ha dichiarato di non avere intenzione di accettare l’autorità di un vescovo donna. Anche queste divisioni interne, in aggiunta alle posizioni a favore di un cambiamento nella visione del matrimonio e della sessualità umana e alla tendenza in un sempre maggior numero di province a favore dell’ordinazione delle donne al sacerdozio e alla carica vescovile, creano gravi difficoltà alla Chiesa Cattolica nelle sue relazioni con la Comunione Anglicana. La Conferenza di Lambeth, che ogni dieci anni riunisce i vescovi Anglicani di tutto il mondo, è prevista per il 19 luglio a Canterbury. Anche se molti dei Vescovi che hanno partecipato all’incontro di Gerusalemme non saranno presenti a Lambeth, si prevede che circa il 70% dei Vescovi Anglicani di tutto il mondo si riuniranno sotto la direzione dell’Arcivescovo di Canterbury. La proposta principale da discutere è probabilmente quella che riguarda la recentissima bozza di accordo che articolerebbe in maggiore dettaglio i legami di comunione con l’Anglicanesimo, magari includendo misure per il mantenimento dell’unità della Comunione Anglicana nel mezzo di dispute interne. La Chiesa Cattolica invierà degli osservatori alla Conferenza di Lambeth e accompagna la Conferenza con le sue preghiere, affinché le tensioni attualmente esistenti all’interno della Comunione Anglicana possano presto risolversi e affinché la dottrina Anglicana si rafforzi nella fede apostolica che condividiamo.