L’Ue in breve

La Svezia eredita la presidenza di turno UeÈ fissato per il 1° luglio l’incontro tra nuova presidenza di turno del Consiglio europeo, che nella seconda metà del 2009 spetta alla Svezia, e la Commissione Ue. In vista dell’assunzione dell’incarico, Fredrik Reinfeldt, premier svedese, ha presentato al Parlamento di Stoccolma il programma della presidenza, concentrandosi su alcuni punti, fra cui la crisi economica e il cambiamento climatico. “La Svezia assume la presidenza in circostanze particolari”, ha affermato nella sede parlamentare di Stoccolma, e ricordando gli effetti della recessione sull’occupazione nonché la necessità “di contrastare il cambiamento climatico”, tenuto conto dell’impegno dei 27 a raggiungere una posizione condivisa per il vertice di Copenaghen del prossimo dicembre. Il premier ha sottolineato i “cambiamenti istituzionali che interverranno in questi mesi”, fra cui l’insediamento dell’Europarlamento, la scelta della futura Commissione, “la mancanza di certezza attorno al Trattato di Lisbona”.Bilanci in rosso per colpa della crisiLa crisi economica si misura anche con il “deteriorarsi dei conti pubblici” dei paesi membri dell’Unione europea. “Le situazioni di bilancio vanno peggiorando considerevolmente, riflettendo la recessione in atto e le misure di rilancio economico adottate” a livello nazionale entro il quadro d’azione Ue. La Commissione ha reso noto nei giorni scorsi di aver esaminato i programmi di stabilità e di convergenza di alcuni paesi, proponendo – in base al Trattato Ue – l’apertura di procedure per deficit eccessivi nei confronti di Ungheria, Lituania, Malta, Polonia e Romania. “Le posizioni dei bilanci statali nell’Ue e altrove – spiega il commissario agli affari monetari, Joaquin Almunia – si sono degradate nel corso dell’anno passato e peggiorano ulteriormente quest’anno, tenuto conto della crisi e delle misure di rilancio messe giustamente in campo” dagli Stati. Ma Almunia afferma che “è essenziale che i governi definiscano subito una traiettoria di aggiustamento” “con la quale impegnarsi a correggere i loro deficit eccessivi appena la situazione economica generale comincerà a migliorare, ciò che dovrebbe accadere progressivamente a partire dal 2010″. Le raccomandazioni inoltrate oggi dalla Commissione saranno oggetto del Consiglio Ecofin del mese di luglio.Europa-Africa, partnership sui trasporti”L’Africa è il continente in cui i costi dei trasporti sono i più elevati al mondo”, quasi quattro volte rispetto ai paesi industrializzati. “Negli Stati africani senza sbocco al mare come il Malawi o il Ciad si registra una situazione ancora più grave, con un costo dei trasporti che può raggiungere il 50%”. A ciò si aggiunge una serie di carenze che continuano a caratterizzare il sistema dei trasporti nel continente: “La densità stradale resta limitata; la rete ferroviaria è poco interconnessa e una quindicina di paesi non dispone per nulla di ferrovie”; solo tre aeroporti figurano fra i primi 150 scali mondiali in termini di passeggeri; “la flotta è vetusta”. Sulla base di questi dati, la Commissione europea ha proposto il 24 giugno un “partenariato strategico”. Il commissario Antonio Tajani ha infatti presentato una “comunicazione” che intende rafforzare la cooperazione fra l’Europa e l’Africa in tale settore. “L’obiettivo è l’interconnessione delle reti transeuropee e africane”. La Commissione “metterà a disposizione l’esperienza acquisita nel campo della politica dei trasporti per contribuire all’introduzione di sistemi più efficienti, essenziali per uno sviluppo del continente africano”. “Con infrastrutture adeguate e servizi di qualità i trasporti diventeranno uno dei motori dello sviluppo del continente”, contribuendo “a stabilizzare i flussi migratori”.CdE: migrazioni verso il “Vecchio Continente””Le migrazioni costruiscono l’Europa” e contribuiscono alla “sua prosperità economica e sociale”: Patrick Taran, dell’Organizzazione internazionale del lavoro, è uno degli autori del volume “Migrazioni economiche, coesione sociale e sviluppo: verso un approccio integrato”, pubblicato dal Consiglio d’Europa. L’opera intende offrire “una veduta d’insieme delle migrazioni” nel vecchio continente, “delle loro conseguenze, dei vantaggi, dell’ampiezza e del costo delle azioni” che occorrono per gestire il fenomeno “nell’interesse dei paesi d’origine e di quelli destinatari”. Dal volume si evince che “oltre 45 milioni di persone vivono” nei 47 Stati membri CdE provenendo da paesi terzi. “Circa la metà, ossia 22 milioni di tali immigrati, lavorano come salariati o per conto proprio, contribuendo allo sviluppo economico e alla prosperità” dell’Europa. Il volume pone attenzione ai problemi che si riconducono ai fenomeni migratori e ne sottolinea i vantaggi, suggerendo varie linee di intervento agli Stati CdE (economiche, giuridiche, sociali) per “assicurare la protezione dei diritti dei migranti e la coesione sociale” in Europa. Informazioni sul volume nel sito www.coe.int.