ECUMENISMO
Siro-ortodossi: il dialogo continuaIl dialogo con la Chiesa siro-ortodossa continua: questo il bilancio positivo, tracciato il 23 giugno da mons. Gerhard Feige, presidente del gruppo di lavoro “Chiese dell’Est” della Conferenza episcopale tedesca. Mons. Feige, intervenuto ad una cerimonia svoltasi a Warburg in commemorazione della Dichiarazione comune sulle sfide pastorali, siglata 25 anni fa da Giovanni Paolo II e il capo della Chiesa siro-ortodossa, Patriarca Ignazio Zakka I Iwas, ha sottolineato che “ora è il momento di elaborare le questioni teologiche ancora aperte nel dialogo”, soprattutto “la questione dell’ecclesiologia. Siamo riconoscenti del fatto che da cinque anni esista una commissione internazionale per il dialogo teologico tra Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse orientali”, ha detto Feige, constatando inoltre “un ampio accordo circa la sostanza e la missione della Chiesa”. Poiché la Germania è divenuta la patria di molti cristiani di rito siriano, profughi della Turchia sudorientale e dell’Iraq settentrionale, “è imprescindibile che accanto al dialogo teologico i siro-ortodossi e i cattolici imparino a conoscersi meglio. Nelle scorse settimane, una delle preoccupazioni maggiori delle nostre sorelle e dei nostri fratelli siro-ortodossi è stata la disputa giuridica sul monastero di Mor Gabriel in Tur Abdin” (Turchia). “A questo proposito, all’inizio dello scorso febbraio, la Conferenza episcopale aveva espresso una posizione netta tramite il proprio segretario, p. Hans Landendörfer SJ, facendosi portavoce degli interessi della nostra Chiesa sorella ortodossa”. Secondo il vescovo, “il futuro dell’ecumenismo dipende sostanzialmente dall’immagine dell’altro che saremo in grado di trasmettere alle generazioni più giovani”. Mons. Feige ha auspicato per il futuro “una cooperazione ancora maggiore nella formazione teologica dei sacerdoti e degli insegnanti di religione”.Chiese tedesche: la domenica è un bene culturaleLa domenica: un bene culturale per l’intera società. Questa la posizione delle Chiese tedesche che hanno sollevato il dubbio dell’incostituzionalità della nuova legge per l’apertura domenicale dei negozi a Berlino. Il 23 giugno, il card. Sterzkinsky, arcivescovo di Berlino ha partecipato a Karlsruhe all’udienza della Corte Costituzionale che dovrà deliberare sull’istanza presentata dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa protestante. Il cardinale ha evidenziato come la tutela della domenica non debba essere circoscritta all’orario delle funzioni, ma riguarda l’intera giornata. Nel corso dell’udienza, l’arcivescovo di Berlino ha ricordato che la domenica non è caratterizzata solo dalle funzioni religiose “ma anche da una serie di svariate attività sociali e famigliari, tra cui anche quelle a sfondo religioso. Il lavoro domenicale rende più difficile ai lavoratori e in parte anche ai loro famigliari partecipare a queste attività, comportando anche che si rinunci ad esse. Il fatto che un altro giorno feriale sia libero non serve”. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, inoltre il card. Sterzinsky ha sottolineato che “le disposizioni” introdotte “minano la tutela della domenica e delle festività in modo insopportabile”. Il cardinale ha fatto riferimento in particolare al periodo dell’Avvento, dichiarando che “Chi consente il lavoro domenicale senza che vi siano importanti ragioni, non solo agisce contro i diritti religiosi ma anche contro il significato socio-culturale della domenica”. Anche il Presidente del consiglio della Chiesa evangelica tedesca (Ekd), il vescovo Wolfgang Huber, ha definito la domenica “un importante elemento della cultura esistenziale della Repubblica federale” e “il giorno dell’interruzione collettiva del lavoro”.Anglicani: crisi economica al centro del sinodo Crisi economica, possibile riduzione del numero di sacerdoti e vescovi, stato dei rapporti con la Chiesa Cattolica, situazione dell’infanzia in Gran Bretagna. Questi gli argomenti più importanti che verranno discussi dal sinodo della “Chiesa di Inghilterra” quando si riunirà all’università’ di York dal 10 al 13 luglio. La crisi economica e la recessione offriranno l’opportunità per un dibattito sul concetto di “amministrazione cristiana”, l’idea che l’uomo è incaricato da Dio di prendersi cura del creato. Il Sinodo discuterà anche l’idea che i membri di una chiesa donino il 5% del loro reddito alla loro parrocchia. Una mozione dal sinodo diocesano di Bradford invita il sinodo generale a chiedere all'”Archbishops’ Council”, uno degli altri organi di controllo della Chiesa di Inghilterra, di formulare proposte per la riduzione nel numero di posti per pastori e vescovi. Il Sinodo discuterà anche il rapporto “A good childhood”, pubblicato lo scorso febbraio, che denunciava le difficili condizioni dell’infanzia oggi in Gran Bretagna a causa dell’alto tasso di divorzi e dell’edonismo prevalente nella società. Ci sarà anche una presentazione e un lavoro di gruppo per gli appartenenti al Sinodo su un rapporto del “Council for Christian Unity and the Faith and Order Advisory Group” su una relazione della commissione per il dialogo tra la Chiesa cattolica e quella anglicana Arcic. La discussione darà al Sinodo l’opportunità di fare il punto sullo stato dei rapporti con la Chiesa Cattolica e sulle prospettive del dialogo ecumenico.