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Alcide de Gasperi e l’Europa nelle parole di Benedetto XVI
Nel discorso pronunciato il 20 giugno davanti ai membri del Consiglio della Fondazione Alcide de Gasperi, Benedetto XVI ha reso omaggio allo statista italiano che è giustamente considerato uno dei padri fondatori dell’Unione europea. In particolare, il Santo Padre ha sottolineato il radicamento della persona e dell’uomo politico nella fede della Chiesa. “Spiritualità e politica furono, in effetti, due dimensioni che convissero nella sua persona e ne caratterizzarono l’impegno sociale e spirituale”. Questa è la sorgente da cui scaturirono la forza e la lungimiranza che fecero divenire Alcide de Gasperi una personalità che in tempi difficili per l’Italia e per l’Europa si fece carico della propria responsabilità e fu in grado di prendere decisioni giuste e rivolte al futuro, prima superando il passato di distruzione e successivamente dando forma concreta ad un futuro di pace e prosperità. La forza d’animo indispensabile per svolgere questo compito, unita alla credibilità e alle doti di leader erano il frutto di un’educazione che, come dice il Papa, De Gasperi aveva ricevuto alla “scuola del Vangelo”, in cui la famiglia, “dove l’amore per Cristo costituiva pane quotidiano e riferimento di ogni scelta”, ha giocato un ruolo importante.Nell’evidenziare in questo modo una personalità politica della storia recente, Benedetto XVI ne onora l’esemplarità come modello da seguire: primariamente dai politici per via della loro particolare responsabilità, ma anche da ciascuno di noi. Fu una benedizione che Alcide de Gasperi trovasse in Robert Schuman e Konrad Adenauer interlocutori con le stesse intenzioni per portare avanti gli sforzi per l’unione dell’Europa: anche loro erano cresciuti alla “Scuola del Vangelo” ed erano profondamente radicati nella fede. Anche loro sono esempi, sia di vita cristiana che di metodi e contenuti di un lavoro politico concreto costellato da successi positivi che rimasero nel tempo.Nella ricostruzione materiale e morale, così come nel consolidamento della democrazia nei propri Paesi, i tre statisti non erano soli nel lavoro di fondazione dell’unione europea che avviarono insieme e con reciproca fiducia, nonostante le resistenze che dovettero affrontare. Essi poterono contare su un gran numero di persone che li aiutarono a tutti i livelli, consentendo il coronamento dei loro sforzi. Si trattava soprattutto di persone appartenenti ai partiti cristiano-democratici, sorti in tutta l’Europa occidentale nel periodo post-bellico. Anche queste persone avevano frequentato la “Scuola del Vangelo”. Avevano appreso la socializzazione nelle parrocchie e nelle associazioni e istituzioni ecclesiali, che avevano trasmesso loro non solo l’educazione religiosa ma anche le basi intellettuali. In tal modo, essi furono in grado di avere le idee chiare sulla sostanza degli obiettivi da perseguire e dei compiti loro affidati, e al contempo un orientamento verso soluzioni giuste e adeguate. Per l’opera di unificazione europea vennero impiegate come linee-guida i principi della dottrina sociale della Chiesa, che ancora oggi possiamo considerare nell’insieme l’etica riconosciuta della politica di unificazione europea: si tratta innanzitutto dei principi di sussidiarietà e solidarietà, della preferenza per un ordinamento federale dell’Europa, la difesa della pace e della libertà, la ricerca del benessere e della giustizia sociale. Questo era il programma della Democrazia Cristiana, che vedeva nei suoi esponenti più significativi Alcide de Gasperi, così come Robert Schuman e Konrad Adenauer. Oggi, la Democrazia Cristiana quale forma organizzativa politica incontra difficoltà ad affermarsi e ad esercitare l’influsso cui l’Europa deve così tanto e di cui ha ancora bisogno. Ciò dipende anche dal fatto che negli ultimi decenni, le parrocchie e le istituzioni e associazioni della Chiesa hanno progressivamente perso la capacità di reperire e formare nuove leve per una presenza cattolica competente ed efficace nei Paesi europei e nelle Istituzioni europee.Le parole del Santo Padre ricordano l’obbligo di formare giovani credenti, dotandoli della necessaria competenza sociale, affinché possano seguire l’esempio di Alcide de Gasperi e assumersi la responsabilità politica nei propri Paesi e per l’Europa.