Austria, Francia

Austria: colloquio con Benedetto XVI “Un colloquio molto cordiale, molto fraterno; non siamo stati ‘convocati’ a Roma, ma ci è stato chiesto un confronto sulla situazione della Chiesa in Austria e più in particolare nella diocesi di Linz”. Così il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, in un’intervista al programma in lingua tedesca della Radio Vaticana ha sintetizzato i due giorni di incontri (15 e 16 giugno) avuti in Vaticano con Benedetto XVI e i massimi esponenti della Curia romana. Ad accompagnare l’arcivescovo di Vienna, il vescovo di Linz, il vicepresidente della Conferenza episcopale austriaca e il metropolita di Salisburgo. La riunione si è svolta quattro mesi dopo la crisi provocata dalla nomina di mons. Wagner a vescovo ausiliare di Linz, conclusasi con la sua rinuncia dopo accese controversie. Tra i temi affrontati, riferisce il card. Schönborn, il seminario diocesano, la facoltà teologica, la condizione dei laici, le domande relative al Magistero e alla disciplina ecclesiastica. Il cardinale fa sapere di avere consegnato al prefetto della Congregazione per il clero, card. Claudio Hummes, pur non condividendone alcune conclusioni, il Memorandum della cosiddetta ”Iniziativa dei laici”, accompagnandolo con una sua lettera. “Lo ho pregato” spiega Schönborn, “di leggere il documento con attenzione – anche se io personalmente non sono d’accordo con alcune conclusioni di questa iniziativa, cosa che ho detto apertamente – perché credo che sia importante che a Roma si conosca la posizione di una parte dei nostri laici in merito ad alcune preoccupazioni della Chiesa”. Ribadita con forza dal Papa l’importanza del celibato dei preti che, prosegue l’arcivescovo di Vienna, “in Austria e in particolare nell’Austria del Nord”, è “un argomento discusso con grande fervore. Il Papa ha detto: in definitiva la questione è: noi crediamo che sia possibile, che sia ragionevole impostare la propria vita interamente su questo unico fondamento che è Dio?”. “Il Santo Padre – riferisce ancora Schönborn – ci ha parlato dell’Anno sacerdotale (che si apre oggi 19 giugno, ndr) e ci ha mostrato come il punto nodale sia proprio questo: l’esempio del Santo Curato d’Ars, patrono dei parroci, e poi anche patrono dei sacerdoti, quale sarà proclamato quest’anno”. Secondo il Papa, la “forza irradiante e persuasiva” della vita “del parroco di Ars, vissuta tutta nella dedizione a Dio, nella preghiera e nell’Eucaristia” è stata “per tanti uomini un dono incredibile … Ecco, questo – conclude l’arcivescovo di Vienna – è l’esempio da seguire”.Francia: la Chiesa e il dibattito sulla bioeticaGli “stati generali sulla bioetica”, lanciati nello scorso febbraio dall’Eliseo in vista della revisione della legge in materia, in agenda tra la fine del 2009 e il primo trimestre 2010 (cfr SIR Europa 17/2009), si concluderanno il 23 giugno a Parigi alla presenza del presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy. L’appuntamento segue i tre grandi forum pubblici tenutisi il 9, l’11 e il 16 giugno a Marsiglia, Rennes e Strasburgo. In questi mesi la Chiesa di Francia ha seguito la riflessione con un apposito Gruppo di lavoro sulla bioetica guidato dall’arcivescovo di Rennes, mons. Pierre d’Ornellas. Il Gruppo ha realizzato il volume “Bioetica, proposta per un dialogo” sui temi oggetto di dibattito per la revisione legislativa, il Dvd “La vita in discussione. La bioetica con riferimento al Vangelo” (3mila copie), e il blog www.bioethique.catholique.fr che ha proposto ogni settimana una riflessione scritta da un esperto, sulla quale ognuno aveva la possibilità di intervenire. Oltre cinquanta gli incontri promossi nelle diverse diocesi, ai quali è intervenuto padre Thierry Magnin, vicario generale di Saint-Etienne e autore del Dvd presentato durante le riunioni alle quali, racconta, “ha preso parte un pubblico molto diversificato: cattolici, professionisti della sanità, membri di altre confessioni religiose, atei”. “Nel documentario – spiega – presentiamo una visione cristiana del senso dell’uomo per condividerla con tutti; molti alla fine vi si ritrovano senza necessariamente essere cristiani”. “Alcuni scienziati non cristiani – prosegue padre Magnin -, hanno riconosciuto la bontà” del Dvd che “ha permesso loro di comprendere meglio il messaggio della Chiesa cattolica su questi problemi”. Tre i temi trattati – tra i più delicati affrontati dagli “stati generali”: la ricerca sugli embrioni e sulle cellule staminali, la procreazione medicalmente assistita e le diagnosi prenatali e preimpianto. Agli incontri hanno partecipato anche molti giovani ponendo domande soprattutto sulla sessualità: “con loro – spiega padre Magnin – il lavoro è soprattutto sulla relazione di coppia e la procreazione come conseguenza dell’amore che rende il rapporto saldo e stabile. Gli adulti, invece, si interrogano più sulla dignità della persona umana e sull’estensione di questo concetto all’embrione”. “In tutti – conclude il religioso – questi incontri hanno suscitato il desiderio di approfondire l’argomento”.