DIALOGO INTERRELIGIOSO
G8: incontro leader religiosi a RomaLo "spirito di Assisi" soffi sul vertice del G8 che si terrà quest’anno in Italia, a L’Aquila dall’8 al 10 luglio e che affronterà temi di interesse umanitario come quello della crisi economica e finanziaria, della pace e della sicurezza, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici. Con questa "immagine" mons. Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei ha presentato la "finalità" del IV Incontro dei leader religiosi che si è aperta il 16 giugno con "un pellegrinaggio" a L’Aquila, la città italiana colpita dal sisma del 6 aprile, per rendere omaggio alle popolazioni. Sono 129 i delegati che partecipano alla Conferenza, in rappresentanza di tutte le denominazioni religiose: cristiane (cattolici, ortodossi, protestanti), del mondo ebraico, islamico, buddista, zoroastriani, induisti. Per il Vaticano, è presente ai lavori, il card. Jean-Luois Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Al termine della Conferenza (17 giugno) è stato diffuso un documento finale che i leader religiosi consegneranno al premier italiano perché lo porti ai capi politici del g8. L’intento del testo è quello di "dare un’anima" ai temi che verranno trattati nel G8. "Un messaggio ha aggiunto mons. Paglia che possa colpire il cuore e la mente dei nostri leader politici". Nel dossier dato alla stampa, i promotori dell’evento spiegano che "il ruolo dei rappresentanti religiosi non è tanto quello di fornire soluzioni economiche o politiche alle grandi questioni in esame, quanto piuttosto quello di affrontare i temi da un punto di vista etico e fornire quel prezioso supporto spirituale così utile per affrontare con speranza ogni questione speciale, nell’autentica e genuina prospettiva della ricerca comune".Ortodossi: Conferenza di ChambesySi è svolta dal 7 al 13 giugno la Quarta Conferenza panortodossa preconciliare nel centro ortodosso di Chambésy, vicino a Ginevra. Alla Conferenza hanno partecipato i rappresentanti delle Chiese ortodosse fuori dai territori canonici accompagnati da membri delle Chiese madri. Erano presenti delegati da Cipro, Bulgaria, Romania, Polonia, Grecia, Georgia. La delegazione del Patriarcato di Mosca è stata guidata dall’arcivescovo Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne. La Conferenza si è svolta sotto la presidenza di Sua Eminenza il metropolita Giovanni di Pergamo (Zizioulas) con il contributo del Segretario per la preparazione del Santo e Gran Concilio della Chiesa Ortodossa, Sua Eminenza il Metropolita Jeremie di Svizzera. I primati delle Chiese ortodosse locali hanno accolto i partecipanti alla Conferenza con messaggi di auguri e i membri della conferenza hanno inviato lettere a tutti i Primati delle chiese locali, chiedendo la loro preghiera e la benedizione per il compimento delle loro funzioni. La Conferenza si legge in un comunicato finale scritto dal metropolita Giovanni di Pergamo "ha espresso la volontà comune delle Chiese ortodosse di risolvere il problema dell’organizzazione della Diaspora ortodossa, in conformità con l’ecclesiologia, la tradizione, e la pratica canonica della Chiesa ortodossa". La questione rappresenta un nodo cruciale per il proseguimento della lunga fase preparatoria (risalente agli anni ’60) che dovrebbe portare all’indizione di "un santo e gran Concilio della Chiesa ortodossa". I restanti argomenti del grande e santo Concilio, vale a dire il metodo di proclamare la Autocefalia e Autonomia, saranno esaminati in futuro nelle riunioni delle Commissioni interortodosse e verranno presentati alle prossime Conferenze panortodosse preconciliari. Austria: visita del Patriarca Daniel Si è conclusa il 16 giugno la visita del patriarca rumeno ortodosso Daniele I (Ciobotea) in Austria. L’occasione ufficiale della visita iniziata il 12 giugno scorso è stata l’inaugurazione di una chiesa di rito rumeno ortodosso a Salisburgo ma il viaggio ha avuto anche altri importanti risvolti: "Si tratta soprattutto di un gesto ecumenico", ha sottolineato Nicolae Dura, vicario del vescovo rumeno ortodosso, nel corso di un’intervista all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. "Sono particolarmente lieto per il fatto che a Salisburgo una Chiesa secondo il nostro modello sia stata costruita da austriaci", ha dichiarato il Patriarca il 12 giugno durante la cerimonia ecumenica svoltasi presso il centro culturale di S. Virgil a Salisburgo. "Questa costruzione è un simbolo di ecumenismo e un luogo di dialogo. Ringrazio questo Paese e la Chiesa cattolica per tutto ciò che fa per il popolo rumeno", ha aggiunto Daniele I, lodando il clima ecumenico in Austria. Da parte sua mons. Alois Kothgasser, arcivescovo di Salisburgo, ha riconosciuto l’attività del Patriarca in ambito ecumenico, ringraziandolo per il sostegno personale finora dimostrato. Anche Hans Katschthaler, l’attuale Presidente di "Pro Oriente", fondazione istituita nel 1964 dal card. Franz König, ha ricordato la profonda conoscenza del Patriarca anche della teologia cattolica ed evangelica: tra i suoi insegnanti è infatti annoverato anche l’attuale card. Karl Lehmann, ex Presidente della Conferenza episcopale tedesca.