Giustizia e sicurezza: Stoccolma è la nuova tappa “Promuovere i diritti fondamentali”; “facilitare la vita dei cittadini mediante un’Europa della giustizia”; “proteggere i cittadini dalla criminalità organizzata e dal terrorismo”; “creare una società integrata e solidale con un’azione concertata nei settori dell’immigrazione e dell’asilo”. Sono i “quattro ambiziosi pilastri” che il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, indica per una rinnovata strategia Ue sul versante della giustizia, libertà e sicurezza. L’Ue27 sta definendo il “programma di Stoccolma” (il quale si ricollega ai precedenti programmi di Tampere e dell’Aia) che dovrebbe completarsi sotto presidenza svedese nel dicembre 2009. L’Esecutivo ha stilato una proposta, comprendente principi-base e iniziative operative, che dovrà ora essere valutata dal Parlamento e dal Consiglio. Le azioni si concentrano attorno al rafforzamento della protezione dei dati personali, alla condivisione delle informazioni a disposizione degli organi giudiziari e di polizia, al controllo delle frontiere, all’accoglienza dei rifugiati e all’integrazione dei migranti regolari. Secondo il vicepresidente Jacques Barrot “in questo modo si pongono al centro dell’azione i cittadini che sono interessati quotidianamente da questi temi”.Area baltica: le proposte dell’EsecutivoSul Mar Baltico si affacciano otto Paesi comunitari, oltre alla Russia, e vi abitano 100 milioni di cittadini Ue. Si tratta di una macroregione “periferica” che sta “attraversando sfide di grande portata”, economiche, ambientali, infrastrutturali, le cui ricadute interessano gli Stati che si affacciano sul mare “e tutta l’Unione”. Per questa ragione la Commissione europea ha presentato in settimana una strategia complessiva che vorrebbe affrontare, fra l’altro, “il deterioramento delle condizioni del Mar Baltico, le carenze nei collegamenti dei trasporti, gli ostacoli agli scambi e i problemi di forniture energetiche”. Danuta Hübner ha spiegato: “La condizione del mare si sta deteriorando a causa dell’importante afflusso di nitrati e fosfati con conseguente rischio per la biodiversità. Si deve anche assicurare una migliore interconnessione tra le economie. La regione è poi svantaggiata a causa delle lunghe distanze, sia al suo interno che con il resto d’Europa: occorrono 36 ore di treno per raggiungere Tallinn partendo da Varsavia. Un’altra problematica è costituita dall’isolamento di Lituania, Lettonia ed Estonia in termini di forniture energetiche”. Inoltre, “con il crescente numero di petroliere che solcano il mare, il rischio di incidenti è sempre presente”. Sono circa 80 i progetti operativi presentati dall’Esecutivo. Fra questi si prevede che in tutti gli Stati membri siano rimossi dai detersivi i fosfati per ridurre l’eutrofizzazione del mare; si realizzerà un piano d’interconnessione del mercato energetico del Baltico per collegare Lettonia, Lituania ed Estonia alle reti europee; la linea ferroviaria Rail Baltica entro il 2013 collegherà Varsavia con Tallinn “con l’obiettivo di raggiungere una velocità di circolazione di 120 chilometri l’ora”; si istituirà un apposito fondo comune per l’innovazione.Dieci sigle ambientaliste bocciano la CommissioneProviene da dieci conosciute organizzazioni ambientaliste (fra cui Wwf, Greenpeace, BirdLife, Friends of the Earth) una “netta bocciatura” per la Commissione Barroso. Un documento di 15 pagine diffuso il 10 giugno analizza dodici settori di azione comunitaria e mostra infine una “pagella” in cui le organizzazioni assegnano altrettanti voti all’Esecutivo. Fra questi, in una scala da uno a dieci: agricoltura 4; biodiversità 4; clima 7; energia 6; salute 5; risorse naturali 3; sviluppo sostenibile 2, trasporti 6. Varie le sottolineature dei rappresentanti ecologisti: alla squadra-Barroso si imputa uno “scarso impegno sul versante dell’applicazione delle regole ambientali”, una visione politica che “mette in opposizione lo sviluppo economico con la tutela ambientale”, atteggiamenti contrastanti in materia di energia, ogm, ecosistemi, salute. Le dieci sigle – che non mancano di riconoscere alcuni risultati a Barroso – avanzano quindi una settantina di proposte alla futura Commissione che entrerà in carica in autunno, basate su tre capitoli principali esplicitati dal direttore di Wwf Europa Tony Long. Il primo riguarda la definizione delle prospettive finanziarie per il 2014-2020: il budget Ue dovrebbe in sostanza essere completamente rivisto rispetto agli impegni che l’Unione si è assunta in materia ambientale (riduzione emissioni di gas a effetto serra, efficienza e risparmio energetico, fonti alternative). In secondo luogo si chiede una legislazione che “promuova l’innovazione e le energie pulite”, ad esempio per quanto attiene la riduzione delle emissioni delle auto e il contrasto all’inquinamento derivante dalle centrali energetiche (le 10 sigle sono tutte contrarie al nucleare). Infine emerge il capitolo della “leadership globale” che l’Ue dovrebbe assumere per definire il dopo-Kyoto.