Svizzera: pellegrinaggio per l’unità della Chiesa”La pace sia con voi!”: Con queste parole di pacificazione, mons. Kurt Koch, presidente della Conferenza episcopale svizzera, si è rivolto ai numerosi fedeli che lunedì 1° giugno, hanno partecipato al santuario mariano di Einsieldeln al “Pellegrinaggio nazionale per l’unità della Chiesa cattolica in Svizzera e con papa Benedetto XVI”. Il pellegrinaggio – si legge in un comunicato della Conferenza episcopale svizzera – era stato indetto dai vescovi nel periodo in cui da Roma, la Santa Sede fece sapere della decisione di rimuovere la scomunica dei vescovi della fraternità San Pio X. Decisione, ricordano oggi i vescovi svizzeri, che suscitò “intense discussioni sul significato dell’unità della Chiesa, sull’interpretazione del Concilio Vaticano II e sull’atteggiamento della Chiesa di fronte ad una forte polarizzazione”. Per rinsaldare l’unità della Chiesa in Svizzera, i vescovi hanno indetto questo pellegrinaggio nazionale ad Einsiedeln che ha poi aperto l’assemblea ordinaria della Conferenza episcopale. Nel prendere la parola, mons. Koch ha invitato i pellegrini a non cadere nella tentazione di “chiudere le porte, per separarci dagli altri”. Ed ha aggiunto che “una forma particolare” di chiusura all’altro è anche in un “diffuso formalismo”. “Questa tendenza – ha spiegato il vescovo Koch – fa sì che io non sia interessato a cosa una persona pensa o dice. Su questa persona il giudizio è già stato pronunciato, non appena la si può assegnare ad una determinata categoria formale: conservatore o progressista, fondamentalista o liberale, reazionario o riformatore”. L’attribuzione formale di una persona ad una corrente di pensiero rende “il confronto con il pensiero dell’altro non solo inutile ma anche impossibile”. Il vescovo ha parlato del rischio di generare “uno stato di assedio” anche all’interno della chiesa, tra “parti che non parlano più tra loro e non pregano neanche più insieme”. “Si decide per esempio – prosegue mons. Koch – che non è possibile parlare con gruppi ritenuti progressisti o che amano questo tipo di etichetta. E dall’altra parte, basta il solo fatto che posizioni dottrinali provengano dal magistero della Chiesa perché esse vengano rifiutate e respinte, anche senza che siano state lette e senza che ci sia stato un confronto”. “Questo stato di assedio – ha detto Koch – può essere superato solo se le porte chiuse dall’interno possano essere aperte anche dal dentro”.Repubblica Ceca: “notte bianca” in chiesaHa ottenuto uno straordinario successo di pubblico la “notte bianca” nelle Chiese vissuta il 29 maggio in 25 chiese e centri pastorali della diocesi di Brno. l’iniziativa ha visto la partecipazione di 92.000 persone. La “notte” è cominciata con il suono delle campane alle 17 e 45. La cerimonia ecumenica di apertura si è svolta nella Chiesa di San Giovanni a Brno, alla presenza di centinaia di visitatori desiderosi di trascorrere la notte tra musica e meditazione nelle chiese. Al programma principale che si è svolto sulla piazza centrale “Namesti Svobody” della città, hanno partecipato circa 20.000 persone, alle quali sono state offerte 3.750 tazze di caffè e tè e 750 litri di acqua. Vojtìch Cikrle, Vescovo di Brno, ha accolto i visitatori nella sagrestia della cattedrale Santi Pietro e Paolo, firmando centinaia di suoi libri. Le persone erano interessate a visitare le torri e le cripte di molte chiese, ad assistere ai concerti, e seguire programma artistici e conferenze. Alla manifestazione hanno partecipato anche persone venute a Brno da varie località di tutta la Repubblica Ceca, Olomouc, Plzen, Ceske Budejovice, e anche dall’estero, alcuni dall’Austria e dalla Slovacchia. L’evento è stato finanziato dalla Unione Europea e dalla regione della Moravia del sud. Spagna: la missione dei cristiani laici”Si è svolta domenica 31 maggio, in coincidenza con la solennità della Pentecoste, per iniziativa della Commissione episcopale spagnola per l’Apostolato secolare (Ceas), la “Giornata dell’azione cattolica e dell’apostolato secolare”. ” Tra tante cattive notizie di guerra, emarginazione, difficoltà per tante persone – si legge in un messaggio che i vescovi hanno diffuso per l’occasione- come apostoli e come Chiesa abbiamo ricevuto l’incomparabile missione di annunciare all’uomo di tutti i tempi la Buona Novella, ovvero che Dio ci ama e che Cristo è morto per noi!”. “Con il soffio dello Spirito Santo, nel giorno di Pentecoste – è scritto nel messaggio – la Chiesa riceve l’incarico di offrire a tutti gli uomini l’annuncio gioioso dell’amore, della misericordia e della salvezza di Dio”. I presuli spagnoli ribadiscono che la missione primaria dei cristiani laici è “aiutare ogni essere umano a scoprire la propria dignità inviolabile e ad esigere il rispetto dei diritti umani”, dal “sacro diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale” al “diritto al lavoro e ad un tenore di vita dignitoso”. Poi un invito: “L’attività missionaria deve iniziare dallo stile di vita personale e comunitario, il cui centro e fondamento è la meditazione della Parola di Dio, la frequente partecipazione ai Sacramenti e la contemplazione del volto di Cristo morto e resuscitato”.