RASSEGNA DELLE IDEE
Il Parlamento europeo in una nota su Presseurop.eu
“Dal 1979 c’è un Parlamento europeo eletto a suffragio universale diretto da tutti i cittadini dell’Unione”, “un esercizio di democrazia senza eguali, se si esclude l’India”. Portava la firma di Stefan Kornelius, notista della tedesca “Süddeutsche Zeitung”, l’articolo di apertura del sito www.presseurop.eu, inaugurato il 26 maggio dalla commissaria Margot Wallstrom. Una testata on line, “libera e indipendente”, che intende raccogliere e presentare testi, immagini, infografiche di oltre 200 testate europee dedicati all’Europa e all’integrazione comunitaria.Dalle elezioni Ue alla moneta unica. Nell’articolo di Kornelius si legge: “Il Parlamento europeo è l’unica rappresentanza sovranazionale democraticamente eletta al mondo a essere dotata di poteri reali”. Gli eletti “di questa settima legislatura avranno con molta probabilità il privilegio di essere i primi eurodeputati a esercitare una reale capacità di controllo e di decisione su tutta l’Unione. Ma a chi interessa tutto ciò? A pochi, a quanto pare”. “Eppure i sostenitori dell’Europa non mancano: 52 istituti figurano sulla lista delle associazioni per la promozione” dell’Ue nei 27 Stati membri. Fra le proposte dei primi giorni di funzionamento del sito un buon numero di articoli si concentra, per forza di cose, sulla campagna per le imminenti elezioni dell’Euroassemblea. Altri articoli affrontano il rapporto Israele-Ue, la tutela ambientale, l’interesse della Polonia per l’introduzione della moneta unica. Numerosi i titoli che si concentrano sui temi politici interni agli Stati e gli approfondimenti (economia, cultura, viaggi…), nonché i link, fra cui quello alla tv europea Euronews, dove si trovano i servizi televisivi con il testo a fronte. Alimentare il dibattito tra i cittadini. L’iniziativa, che ha il sostegno della Commissione Ue, nasce dalla testata francese “Courrier International” e da altri giornali francesi, italiani, portoghesi e polacchi, che si occupano di informazione internazionale. “Presseurop.eu vorrebbe diventare un attore protagonista nell’ambito dell’informazione politica e generale europea”, con caratteristiche di “indipendenza e pluralismo”, ha dichiarato la vicepresidente dell’Esecutivo Ue, Margot Wallstrom, per spiegare l’origine, i contenuti e gli obiettivi di questo strumento di comunicazione che fa parte della strategia Ue per far giungere ai cittadini risultati e dibattiti riguardanti l’integrazione. In www.presseurop.eu vengono pubblicati quotidianamente una selezioni di articoli a stampa e on line dei 27 Stati aderenti su tematiche comunitarie e internazionali, una newsletter giornaliera, rassegne stampa, fotografie, infografiche. Contenuti gratuiti in 10 lingue. “Il contenuto – precisa la Commissione – sarà completamente gratuito e disponibile in dieci lingue: ceco, francese, inglese, italiano, olandese, polacco, portoghese, romeno, spagnolo e tedesco”. L’intenzione è di giungere alla copertura delle 23 lingue dell’Ue. “L’obiettivo finale – puntualizza Wallstrom – è di far crescere l’opinione pubblica” “sulla base di articoli e commenti con approccio ragionato” e fondato su notizie e posizioni differenti. “Con EuRaNet (lanciata nel 2008) e EuTvNet (prevista per il 2010), Presseurop traduce – secondo la commissaria svedese – la nostra volontà di favorire, alimentare e accompagnare l’affermarsi di uno spazio europeo di comunicazione, di riflessione e di dibattito”. Naturalmente la piena libertà di azione di Presseurop potrebbe scontare qualche caduta di tono oppure innescare legittime polemiche politiche. Qualche dubbio, ad esempio, ha sollevato l’articolo “Bad education”, di Fintan O’Toole, tratto da “The Irish Time”, sul problema della pedofilia in Irlanda.Un giornale per tutti gli europei. “Oggi che 500 milioni di europei vivono in un’Unione sempre più stretta, nonostante le loro incertezze, la lingua non è più un fattore di divisione. Ma è difficile conoscersi bene quando ci si deve districare tra 23 lingue ufficiali, senza dimenticare le lingue regionali che si battono per ottenere il riconoscimento di Bruxelles”. Il primo editoriale apparso su presseurop.eu afferma ancora: “Per informarsi o divertirsi, questi 500 milioni di europei possono guardare la televisione via satellite, ascoltare la radio su internet, leggere i giornali stampati o le edizioni on line. La distanza non è più un ostacolo. In tutto il continente, però, la maggior parte di loro si rivolgerà ai media nella propria lingua”. Infatti, come affermava di recente Marc Leijendekker, sul quotidiano olandese “Nrc Handelsblad”, “non esiste nessun giornale europeo che sia letto dagli italiani e dai cechi, nessun sito internet sul quale spagnoli o svedesi possano informarsi, nessun programma televisivo trasmesso in tutte le case europee alle 8 di sera”. Ebbene, chiude l’editoriale, “il sogno di questo giornalista, e speriamo anche di molti cittadini dell’Europa, è la nostra ambizione”.