Italia e Irlanda

Italia: Chiesa e “sfida educativa””Educare uomini e donne che faranno l’Italia e l’Europa di domani”. È l’impegno assunto dalla Chiesa italiana per rispondere all'”allarme serissimo” in atto sul fronte educativo, nelle parole del card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, in apertura dell’Assemblea dei vescovi (in corso in Vaticano fino al 28 maggio). “Alla luce delle esperienze non tutte positive degli ultimi anni, va costruita l’Europa dei cittadini e dei popoli, non quella delle burocrazie”, ha detto il cardinale alla vigilia del voto: “Un’Europa che può tornare ad essere un ideale luminoso solo se si farà attenta alle coscienze e alle culture, se sa essere generosa all’esterno perché fedele e creativa rispetto alle proprie radici”. “L’educazione è molto più che istruzione”, ha sottolineato il presidente della Cei riferendosi al tema centrale dell’Assemblea: di fronte al “pericolo” della “resa”, dello “sfiducia”, del “pessimismo”, occorre “reagire” e “andare contro corrente”, tenendo presente che “il problema dei giovani sono gli adulti”: di qui la necessità, più che di “gridare allo scandalo”, di “correggere” quei “modelli che uccidono l’anima” dei giovani. Da parte sua la Chiesa italiana intende “riprendere e intensificare” la sua “straordinaria stagione formativo-educativa”, collocandosi così su “una linea di servizio che probabilmente intercetterà l’attesa di molte famiglie”. Tra i temi toccati dal presule, quello dell’immigrazione: “Guai a sottovalutare i segnali di allarme che qua e là si sono registrati nel nostro Paese”, ha ammonito il presidente della Cei, secondo il quale la “risposta” al fenomeno migratorio “non può essere soltanto di ordine pubblico”, ma consiste nel garantire “i meccanismi di una convivenza che, a partire dall’identità secolare del nostro popolo, diventa capace di incontrare altre identità, di contagiarsi positivamente secondo modelli interculturali, pur senza cedere ad una logica relativistica”. Riferendosi al ddl sulla sicurezza, Bagnasco ha citato la “controversa prassi dei respingimenti”, ricordando che il “criterio fondamentale con cui valutare questi episodi” è “il valore incomprimibile della vita umana, la sua dignità, i suoi diritti inalienabili”, che comprendono “la libertà per tutti di vivere dignitosamente nel proprio Paese, ma anche la libertà di emigrare”. Di qui la necessità di seguire “la via della cooperazione internazionale”, che “deve diventare un caposaldo trasversale della politica italiana ed anche europea”. Irlanda: la “risposta” agli abusiLa Chiesa cattolica di Irlanda ha aperto una nuova fase di riflessione per trovare soluzioni perché ciò che è stato denunciato nel Rapporto della Commissione di inchiesta sugli abusi sui minori non succeda mai più. La questione sarà al centro del dibattito della prossima Assemblea generale dei vescovi di Irlanda in giugno alla quale saranno invitati anche i responsabili delle congregazioni ed istituti religiosi. Sono gli impegni presi dal Consiglio permanente dei vescovi irlandesi che si è riunito il 25 maggio a Maynooth. In una dichiarazione pubblica diffusa al termine della riunione, il Consiglio permanente così scrive: “Ci scusiamo per coloro che sono stati così crudelmente abusati durante la loro infanzia, mentre erano ospiti nelle scuole e case di accoglienza cattoliche. Questo abuso è ancora più grave in quanto è stato perpetrato da chi è chiamato a prendersi cura in nome di Gesù Cristo”. “Nessuna risposta a questo Rapporto di così vasta portata – proseguono i vescovi – può essere confinata ad una singola dichiarazione. Per affrontare adeguatamente questi fallimenti passati e salvaguardare i bambini di oggi, tutta la Chiesa ha bisogno di analizzare come e perché sia stato possibile lo svilupparsi di un simile ambiente abusivo tale da diventare endemico”. “La nostra risposta – raccomandano i vescovi nella dichiarazione – deve sostenere le vittime degli abusi e promuovere una civiltà di amore per i bambini in modo che possano ricevere la migliore assistenza e protezione possibile”. Sarà nostra premura riflettere sul Rapporto e discutere le conclusioni e le raccomandazioni più pienamente alla Assemblea generale dei Vescovi in giungo. Lavoreremo a stretto contatto con gli istituti e le congregazioni religiose per affrontare le necessità delle vittime degli abuso e per il loro processo di guarigione. Continueremo a promuovere un clima sicuro, efficace e responsabile per i bambini in collaborazione con l’Ufficio nazionale per la salvaguardia bambini e con tutte le agenzie preposte”. sempre in questi giorni, l’arcivescovo di Dublino, mons. Diarmuid Martin, ha scritto una lettera (pubblicata sull'”Irish Times”) per chiedere agli ordini religiosi irlandesi coinvolti nell’inchiesta di fare di più per le migliaia di minori vittime delle violenze. In particolare, l’arcivescovo chiede agli ordini di concludere con il governo irlandese l’accordo per la costituzione del fondo dedicato alle vittime ancora in vita.