ECUMENISMO

Verso la Pasqua comune

Seminario internazionale a Leopoli (Ucriaina)

Si è svolto il 15 maggio scorso a Leopoli in Ucraina un importante seminario internazionale ed ecumenico che ha riunito nella Università cattolica di Ucraina rappresentanti delle Chiese cristiane per riflettere sulla ricerca di una data comune della Pasqua che i cristiani di Occidente e di Oriente celebrano in date diverse. Il seminario – a cui hanno partecipato rappresentanti del Consiglio ecumenico delle Chiese, del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e della Chieda ortodossa ucraina – si è concluso con un documento finale nel quale i partecipanti ripropongono alla attenzione delle Chiese il “documento di Aleppo” approvato nel 1997 nel quale teologi e studiosi delle Chiese ortodosse, cattolica e protestanti avevano formulato una proposta da presentare alle loro Chiese.Questione “lunga e difficile”, qualche dato storico. La ricerca di una comune della data per la celebrazione della Pasqua è stata lunga e difficile. Fin dall’inizio del 20° secolo, nel mondo cristiano si sono levate voci per la guarigione delle divisioni tra le Chiese ed uno dei passi importanti da intraprendere in questa direzione è proprio “la celebrazione comune di una delle più importanti feste cristiane”. La questione è stata oggetto di studio per molti anni. In un primo momento i cattolici e i protestanti avevano proposto di fissare la data di Pasqua per la seconda Domenica di aprile. Tale soluzione è stata proposta alle Chiese dell’Oriente cristiano ma una Commissione di studio appositamente creata dalle Chiese ortodosse si è riunita nel 1977 a Chambésy, ed ha rifiutato la proposta in quanto l’idea di “fissare una data della Pasqua” in calendario era “sicuramente in contrasto con la tradizione antica”. Fu in quella occasione che per la prima volta venne presentata l’idea di celebrare la Pasqua seguendo le indicazioni di calcolo contenute nel primo concilio ecumenico di Nicea.Una proposta: il “documento di Aleppo”. Venti anni dopo, nel 1997, il Consiglio Mondiale delle Chiese, in collaborazione con la Chiesa siro-ortodossa e il Consiglio delle Chiese in Medio Oriente ha organizzato una consultazione ad Aleppo, in Siria, dove i teologi di tutte le Chiese presenti (cattolici, protestanti e ortodossi), hanno accettato le decisioni della Conferenza ortodossa indetta 20 prima, definendola “la più accettabile e autenticamente tradizionale”. La proposta è oggi contenuta in un testo che va sotto il nome di “documento di Aleppo”. Le Chiese propongono di calcolare la data della Pasqua seguendo le norme del primo Concilio ecumenico di Nicea: e cioè di celebrare la Resurrezione di Cristo la prima domenica seguente la luna piena dopo l’equinozio di primavera; di calcolare le date astronomiche avvalendosi dei metodi scientifici più precisi possibili; e di servirsi come base per il calcolo del meridiano di Gerusalemme.Il vero “nodo” del problema. All’incontro di Leopoli, si è ripercorsa tutta la difficile strada fatta in questi anni dalle Chiese e nel comunicato finale diffuso al termine del colloquio si afferma che il documento di Aleppo può rappresentare “un passo concreto e reale verso la comune celebrazione della Pasqua e allo stesso tempo dimostrare al mondo il desiderio dei cristiani di dare testimonianza alle parole del Vangelo, ‘che tutti siano uno'”. I partecipanti affermano però di essere “consapevoli che il problema principale non sta nei calcoli”. Il problema va piuttosto ricercato nella “complessità delle relazioni e nella mancanza di fiducia tra le diverse denominazioni cristiane a causa delle lunghe divisioni. È questa una delle principali ragioni della difficoltà ad accettare le diverse proposte di soluzione. È pertanto necessario un gran lavoro di comprensione reciproca e di riconciliazione”. Nel documento i partecipanti ricordano inoltre che nel 2010 e nel 2011, le date delle due Pasque coincideranno nelle tradizioni orientali e occidentali. Da qui l’invito alle chiese “a fare tutto il loro possibile perché una simile coincidenza non sia più un’eccezione ma una regola”. Un clima di fiducia. In un messaggio ai partecipanti del colloquio, il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani definisce il documento di Aleppo come “una delle proposte più interessanti finora formulate” ed aggiunge: “Se è difficile trovare una soluzione che sia accettabile a tutti, quello che possiamo fare nel frattempo è preparare il terreno perché ciò possa essere una giorno realtà”. Dello stesso parere, padre Milan Zust, rappresentante del dicastero vaticano al convegno. “La cosa più importante – ha detto – non è arrivare alla data comune di Pasqua, o addirittura ad una data in cui le Chiese saranno in piena comunione, anche se questo è il desiderio di tutti noi. Ciò che conta di più è quella di lavorare in questa direzione, e fare ciò che ciascuno può fare secondo le sue possibilità e competenze per favorire la reciproca fiducia tra di noi”.