SPAGNA

Il primo dovere

Disegno di legge sull’aborto: la risposta della Chiesa

“Se non si rispetta scrupolosamente il diritto di ogni essere umano alla vita rimarremo senza il fondamento etico imprescindibile per potere edificare un ordine sociale e giuridico umano, giusto e solidale”. Nella sua omelia per la solennità di Sant’Isidoro Labrador, patrono di Madrid, che si festeggia il 15 maggio, il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio Maria Rouco Varela, ha chiesto “che non sia negato a nessun nascituro il diritto a nascere”, ricordando che “lasciare nascere ai figli è il primo e fondamentale dovere dell’amore al prossimo, dell’amore al più indifeso”. Il giorno prima, il governo di José Luis Zapatero aveva dato via libera al disegno di legge di riforma dell’aborto contro il quale si sono schierati duramente i vescovi spagnoli e le associazioni pro vita. Nel prendere pubblicamente la parola in cattedrale, il cardinale ha chiesto un sussulto di “coscienza” anche a tutte le persone coinvolte “familiari, amici, istituzioni private e pubbliche” affinchè “aiutino generosamente ed efficacemente le madri che concepiscono i figli, non affinché li eliminino, ma perchè possano darli alla luce”. Come conseguenza del rispetto alla vita, ha aggiunto il porporato, si offrirà aiuto “fraternamente ad ogni uomo bisognoso di sostentamento, di casa, di cure sanitarie, di educazione, di cultura e di lavoro: in ogni città, in ogni paese… a Madrid, in Spagna, in Europa ed in qualunque posto del mondo. Sì, amare il prossimo esige far partecipare tutti del bene comune della società e della comunità politica dentro e fuori della propria terra”.Il disegno di legge. Il 14 maggio, il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato la proposta di legge su “Interruzione volontaria della gravidanza e salute sessuale e riproduttiva” che trasforma in un diritto della donna l’aborto libero fino alla 14ª settimana e fino alla 22ª in caso di rischio della vita o salute della donna o gravi anomalie nel feto. In entrambi i casi, occorre un giudizio emesso da due medici specialisti. A partire da quel termine, solo un comitato clinico pluridisciplinare potrà autorizzare un’interruzione a richiesta della donna incinta quando si scoprano anomalie fetali incompatibili con la vita o una malattia eccessivamente grave ed incurabile. Il testo stabilisce che nessuna donna potrà essere punita con la prigione per interrompere la sua gravidanza. La nuova norma sostituirà, quando sarà legge, l’attuale legislazione, vigente dal 1985, che depenalizzava l’aborto nelle ipotesi di violenza, gravi malformazioni del feto e danno per la salute fisica e psichica della madre. La legge, inoltre, stabilisce a 16 anni la maggiore età per decidere sull’interruzione volontaria della gravidanza. Secondo la ministra spagnola per l’Uguaglianza, Bibiana Aído, il progetto del governo è frutto del “maggiore consenso possibile” poiché c’è stato “un grande dibattito nel Parlamento durante il quale sono stati ascoltati i deputati, gli esperti, le organizzazioni sociali, giovani, donne, professionisti”. I risultati di un sondaggio. Numerose associazioni che difendono la vita, dichiarano invece di essere state appena ascoltate e di non aver tenuto conto del “Manifesto di Madrid” dove più di mille scienziati riconoscono che la vita comincia dal concepimento. Non solo: secondo un sondaggio realizzato da Sigma 2 e presentato dalla piattaforma “Diritto a vivere”, la legge è respinta da una netta maggioranza di cittadini. In particolare, il 43,1% delle donne respingono i termini della legge, di fronte al 34,3% è favorevole. Nell’insieme della popolazione, il 40,5% la respinge di fronte al 36,7% che l’approva. Lo studio di Sigma 2 dimostra che non esiste una domanda sociale per questa riforma, respinta dalla maggioranza dei cittadini; indica anche che l’iniziativa suscita un forte rifiuto tra le donne, in contrasto con l’appoggio che risveglia tra gli uomini, smontando, così, la propaganda governativa che si tratti di una legge a beneficio delle donne. Contro la Costituzione. Secondo i Professionisti per l’etica (Ppe), con questa proposta di legge si otterrà una maggiore promozione dell’aborto e dell’uso dei preservativi tra gli adolescenti, a dispetto delle preoccupazioni dei genitori. “Evidentemente, il Governo propone ai bambini e ai giovani spagnoli l’accettazione dell’aborto come un’opzione affettivo-sessuale in più, perfino contro il parere dei propri genitori”, ha osservato il segretario generale di Ppe, Fabián Fernández de Alarcón, per il quale “il Governo socialista sta andando contro la Costituzione spagnola che garantisce il diritto dei genitori a educare i suoi figli in accordo alle loro convinzioni religiose e morali”. Perciò, “come Ppe – ha aggiunto – porteremo avanti le azioni necessarie per difendere i diritti fondamentali dei genitori in una materia tanto delicata come l’educazione affettiva e sessuale”.