Francia: veglia di preghiera per la vitaUna veglia di preghiera per la vita: ad “invitare” tutti i cattolici d’Ile-de-France e i loro vescovi la sera del 28 maggio nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi a pregare “per rimanere fedeli al Vangelo della vita”, sono mons. Gérard Daucourt e mons. Nicolas Brouwet, rispettivamente vescovo e vescovo ausiliare di Nanterre. In Francia sono in corso gli “Stati generali della bioetica”, una sorta di pubblica riflessione in vista della riforma delle leggi in materia che si svolgerà nei prossimi mesi. “La Chiesa cattolica – scrivono i presuli invitando i fedeli – partecipa a questo dibattito annunciando il Vangelo della vita e pronunciando un incondizionato sì alla vita umana”. “Mentre sono in corso gli Stati generali, e nel mezzo di una crisi economica e finanziaria che offre a molti serie ragioni di preoccupazione – affermano i presuli -, è necessario decidersi in modo risoluto per il rispetto della vita umana, dal suo concepimento al suo termine naturale”. Secondo i vescovi “la fiducia può sussistere” solo se ognuno, “e in particolare il più vulnerabile, il senza-voce, il più debole, sa di essere accolto per ciò che è, come un dono per tutti e senza condizioni”. “La speranza resterà salda”, sostengono i due vescovi, solo se ciascuno potrà constatare che “la nostra società rispetta e protegge in maniera assoluta il più piccolo e il più insignificante, non in base a criteri di redditività, salute o condizione sociale”, ma perché “la vita gli è stata donata e nessuno è autorizzato a contestargliela o a togliergliela”. Ammettendo che “questo rispetto incondizionato per la dignità dell’essere umano non si ottiene senza lottare” i presuli osservano che “è anzitutto una lotta interiore” contro la tentazione di “ritenere l’altro un fastidio”; per questo, concludono, “abbiamo bisogno di chiedere al Signore la grazia di saper accogliere la vita come un dono”.Inghilterra e Galles: settimana per la famigliaContribuire a promuovere la santità della vita familiare è l’obiettivo della prima Settimana nazionale per la famiglia che i vescovi cattolici di Inghilterra e Galles promuovono dal 25 al 31 maggio. Per l’occasione i presuli hanno predisposto un sussidio intitolato “La casa è un luogo sacro” che, costituito da fogli di preghiera, materiali per la riflessione di gruppo e un Dvd, è disponibile in tutte le parrocchie del territorio e “può essere impiegato in diversi ambiti – spiegano i promotori -; tra questi i gruppi di genitori dei bambini che si stanno preparando a ricevere i sacramenti o le coppie che si preparano al matrimonio”. “Per molti di noi – afferma mons. Vincent Nichols, arcivescovo eletto di Westminster, “la casa è il luogo in cui vengono gettati i fondamenti della fede, e dove cresciamo comprendendo che cosa significhi la fede nella pratica quotidiana”. Essa “deve tuttavia divenire anche il luogo nel quale imparare a pregare, parlare con Dio e guardare a noi stessi come a una famiglia che vive alla Sua presenza”. Un incoraggiamento ad utilizzare il sussidio viene dal vescovo John Hine, presidente della Commissione episcopale per il matrimonio e la vita familiare, mentre Elizabeth Davis, responsabile del progetto “Matrimonio e vita familiare” lo definisce “uno strumento utile” anche ad “incoraggiare famiglie che possono sentirsi ai margini delle nostre parrocchie”.Italia: impegno per la salvaguardia del creato”Un profondo rinnovamento del nostro modo di vivere e dell’economia” perché “l’impegno per la tutela della stabilità climatica” riguarda “l’intera famiglia umana”: è, in sintesi, quanto chiedono i vescovi italiani nel Messaggio per la IV Giornata per la salvaguardia del creato, che si celebrerà nella Penisola il prossimo 1° settembre. Nel documento diffuso nei giorni scorsi, la Commissione per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e la Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Conferenza episcopale italiana affermano: “L’impegno per la tutela della stabilità climatica è questione che coinvolge l’intera famiglia umana in una responsabilità comune, che pone anche una grave questione di giustizia: a sopportarne maggiormente le conseguenze sono spesso le popolazioni a cui è meno imputabile il mutamento climatico”. Di qui l’importanza della Conferenza internazionale sui cambiamenti climatici in programma in dicembre a Copenaghen “nella quale la comunità internazionale dovrà definire le linee di un’efficace azione di contrasto del riscaldamento del pianeta per i prossimi decenni”. Secondo la Cei occorrerà, in particolare, “una chiara disponibilità dei Paesi più industrializzati – anzitutto quelli dell’Unione europea – all’assunzione di responsabilità” perché “senza il contributo di tutti” non sarà possibile conseguire gli obiettivi prefissati. “Neppure il peso della crisi economico-finanziaria”, concludono i vescovi italiani, “può esonerare da una collaborazione lungimirante per individuare e attivare misure efficaci a garantire la stabilità climatica: è un passaggio cruciale per verificare la disponibilità della famiglia umana ad abitare la terra secondo giustizia”.