PARLAMENTO UE

Si riprende dopo il voto

Molti argomenti nell’ultima sessione prima delle elezioni di giugno

L’ultima sessione della legislatura 2004-2009 ha impegnato l’Europarlamento dal 4 al 7 maggio su una molteplicità di argomenti, spaziando dalle politiche anti-crisi ai congedi di maternità, dalle procedure d’asilo al trasporto aereo, dai diritti umani nel mondo alle implicazioni del Trattato di Lisbona. Senza trascurare lo stop alla vendita di prodotti derivati dalle foche, che ha mobilitato dentro e attorno la sede di Strasburgo gli ambientalisti di vari Paesi.Difendere diritti e libertà ovunque. Gli eurodeputati hanno affrontato la Relazione sulla situazione dei diritti umani nel mondo nel 2008, collegando il tema alla politica dell’Unione in tale materia. Nel testo, preparato dal deputato spagnolo Raimon Obiols i Germà, si riconosce anzitutto che “le attività delle istituzioni comunitarie nel campo dei diritti umani hanno registrato sviluppi positivi” negli ultimi tempi, benché “servano ancora passi in avanti verso una politica coerente e omogenea di affermazione e promozione” dei diritti stessi nel mondo. Fra i temi toccati, il ricorso perdurante alla pena di morte e alla tortura in molte nazioni, le violenze verso i bambini, la repressione dei difensori dei diritti umani. Varie le sottolineature riguardanti la protezione delle minoranze etniche, religiose e politiche nei cinque continenti. Cina, Iran, Russia sono segnalati tra i paesi in cui il rispetto di diritti e libertà è più volte negato. Ampio il capitolo che condanna “fermamente le gravi violazioni dei diritti dei bambini”, l’arruolamento e il loro impiego nei conflitti armati in Ciad, Iraq, Sri Lanka, Birmania, Filippine, Somalia, Congo e Burundi.“Riconoscere la dignità della persona umana”. La relazione ribadisce l’invito “a sviluppare una strategia quadro per i rom a livello europeo, in considerazione della particolare situazione sociale di questa comunità” nei 27, nei paesi candidati e nei paesi partecipanti alla politica di stabilizzazione (Balcani). Il testo presenta vari aspetti condivisibili, come quelli che affermano che la tutela dei diritti e l’impegno per la giustizia, la libertà e la democrazia dipendono “dal riconoscimento della dignità della persona umana”. In più parti si torna a segnalare, non senza qualche incongruenza, il rispetto della libertà di credo e delle minoranze religiose. Avevano invece suscitato reazioni negative fra i parlamentari alcuni emendamenti, come quello – poi bocciato in aula – che condannava “fermamente” le “recenti dichiarazioni con cui papa Benedetto XVI ha bandito l’uso del preservativo”; secondo l’emendamento, tali dichiarazioni avrebbero ostacolato la lotta contro l’Hiv-Aids.Sostegno al Trattato di Lisbona. Vari testi giunti in emiciclo affrontavano le ricadute del Trattato di Lisbona, una volta che sarà entrato in vigore, sull’intero quadro giuridico dell’Unione. “Il trattato – ha spiegato il deputato belga Jean-Luc Dehaene, autore di una delle relazioni – aumenta l’equilibrio istituzionale dell’Unione nella misura in cui rafforza le funzioni chiave di ognuna delle istituzioni politiche”. Secondo la relazione Dehaene, approvata ad ampia maggioranza, gli elementi essenziali del “metodo comunitario” e il processo decisionale congiunto di Parlamento europeo e Consiglio, verrebbero “tutelati e potenziati”. In sostanza l’Assemblea ha accolto positivamente il rafforzamento dei suoi poteri, soprattutto legislativi, che deriverebbe dal Trattato di Lisbona. Durante la discussione a Strasburgo, quasi tutte le forze politiche hanno ribadito l’auspicio affinché la nomina del presidente della prossima Commissione e delle altre alte cariche Ue avvenga dopo le elezioni di giugno, tenendo conto del responso delle urne. Con una relazione del tedesco Jo Leinen, l’Assemblea sostiene poi il trattato in quanto “rafforzerà considerevolmente la legittimità democratica dell’Unione, estendendo i poteri di codecisione del Parlamento”. Elezione e impegni della Commissione. Con un testo firmato da un altro esponente tedesco, Elmar Brok, si apprezza il fatto che con Lisbona si rafforzerà la collaborazione tra Eurocamera e Parlamenti nazionali, “incoraggiandoli a partecipare al processo di definizione delle politiche europee”. José Manuel Barroso, presidente della Commissione Ue, tornando sul Trattato, ha affermato: “Il Consiglio europeo deve agire per fare entrare in vigore al più presto” l’articolato definito a Lisbona “perché l’Europa ha bisogno delle riforme indicate nel testo”. Joseph Daul, deputato francese, capogruppo dei Popolari, ha ribadito “l’urgenza del Trattato di Lisbona” e della nomina del futuro presidente della Commissione, mentre Hannes Swoboda, socialista austriaco, anch’egli a favore del Trattato, ha affermato che “la Commissione deve dare in questo momento maggiore attenzione alla dimensione sociale della crisi”, affrontando “il problema della crescente disoccupazione giovanile”.