CONSIGLIO D'EUROPA
Tre punti fermi: diritti dell’uomo, democrazia, stato di diritto
Diritti dell’uomo, democrazia, stato di diritto: sono i tre punti fermi che caratterizzano il profilo del Consiglio d’Europa, il quale opera a livello continentale con 47 Paesi aderenti, 5 osservatori (fra cui la Santa Sede) e sessant’anni di storia alle spalle, essendo stato fondato il 5 maggio 1949 con il Trattato di Londra. Le celebrazioni dell’anniversario hanno preso avvio la scorsa settimana nella sede di Strasburgo e proseguiranno nel corso del 2009, comprendendo un incontro ufficiale fissato per il 12 maggio a Madrid.La più antica organizzazione europea. All’indomani della seconda guerra mondiale, il CdE fu la prima organizzazione sovranazionale a riunire 10 Stati dell’Europa occidentale, essendo il continente diviso dalla “cortina di ferro”. L’intento, delineato già al Congresso dell’Aia del maggio 1948, era di riannodare i fili della democrazia, della convivenza e della pace dopo le tragedie dei regimi dittatoriali e del conflitto bellico. Da allora il Consiglio d’Europa ha articolato e consolidato le proprie istituzioni, ha generato la Corte europea dei diritti dell’uomo (che ha pure sede a Strasburgo e festeggia quest’anno il mezzo secolo di attività) e un’ampia giurisprudenza per la difesa dei diritti individuali e sociali. Del CdE fanno oggi parte 47 Stati, ovvero tutta l’Europa salvo la Bielorussia, che peraltro figura come paese candidato. Il CdE ha avviato collaborazioni stabili con l’Unione europea, le Nazioni Unite e l’Osce. Diritti, identità culturale, ruolo della legge. Varie le finalità codificate del CdE: tutelare i diritti dell’uomo e la democrazia pluralista; sviluppare la stabilità democratica in Europa, “sostenendo le riforme politiche, legislative e costituzionali”; “favorire e incoraggiare la consapevolezza dell’identità culturale europea e della sua diversità”; cercare soluzioni comuni a problemi sociali, quali “discriminazione delle minoranze, xenofobia, intolleranza, bioetica e clonazione, terrorismo, tratta degli esseri umani, criminalità organizzata e corruzione”. Il mandato politico attualmente in vigore per il Consiglio d’Europa è stato definito al terzo Vertice dei capi di Stato e di Governo dei paesi membri, svoltosi a Varsavia (Polonia) nel maggio 2005.Stessi compiti, contesto mutato. “Nei sessant’anni della sua esistenza, il Consiglio d’Europa ha contribuito a riconciliare il continente dopo decenni di divisioni ideologiche”. Alla vigilia dell’anniversario del Trattato di Londra, si è registrata una dichiarazione comune dei vertici CdE: ossia il segretario generale Terry Davis, il presidente dell’Assemblea parlamentare Lluìs Maria de Puig, il presidente di turno del Comitato dei ministri Miguel Angel Moratinos. I tre politici ricordano che al CdE si deve la creazione della Corte “che protegge i diritti e le libertà fondamentali” su scala europea, l’abolizione della pena di morte nonché l’elaborazione di “più di 200 trattati internazionali per difendere e propagare i suoi valori, ovvero la democrazia, i diritti dell’uomo e lo stato di diritto”. Il mandato dell’organizzazione “non è cambiato”, secondo i firmatari, mentre è profondamente mutato il contesto geopolitico: “L’evoluzione tecnologica, scientifica, economica, politica hanno aperto nuove possibilità, ma sono anche all’origine di nuove minacce”. Da qui l’impegno sul piano di una “rigorosa cooperazione giuridica e pratica” fra gli Stati e la promozione di “misure concrete per promuovere tolleranza, dialogo e comprensione tra i popoli”. Come funziona il Palais de l’EuropeGli organi di gestione dell’organizzazione, che ha sede al Palais de l’Europe di Strasburgo, sono quattro: il Comitato dei Ministri, istituzione decisionale, è composto dai ministri degli esteri degli Stati aderenti o dai loro rappresentanti permanenti a Strasburgo; l’Assemblea parlamentare, definita il "motore della cooperazione europea", rappresenta i Parlamenti nazionali; il Congresso dei poteri locali e regionali è portavoce degli enti territoriali, per favorire una "democrazia dal basso"; infine il Segretariato, guidato da un segretario generale, conta su 1.800 funzionari provenienti dai 47 paesi. Il bilancio, piuttosto modesto, del CdE si aggira attorno ai 200 milioni di euro l’anno. Le lingue ufficiali del Consiglio sono francese e inglese, mentre tedesco, italiano e russo sono utilizzate come lingue di lavoro. Il 12 maggio a Madrid si terrà una celebrazione ufficiale del sessantesimo anniversario, dove avverrà anche il passaggio del testimone tra la presidenza semestrale uscente, affidata alla Spagna, e quella entrante (Slovenia). Le informazioni sul Consiglio d’Europa sono presenti nel sito www.coe.int, dove figura anche il calendario degli eventi dell’anniversario e un sito sulla storia, i compiti storici e lo sviluppo recente dell’organizzazione.