CHIESA E CRISI ECONOMICA

Austria, Portogallo, Germania

Austria: “smodatezza dominante”Una “crisi da dentro”: così il vescovo della Carinzia mons. Alois Schwarz, ha definito il 3 maggio a Klagenfurt l’attuale crisi economico-finanziaria. “Non è l’economia ad essere malata, bensì le persone che fanno questa economia”, ha affermato nel corso di una tavola rotonda sulle soluzioni della crisi economica, organizzata nei giorni scorsi da Azione cattolica e dalla Caritas della diocesi di Gurk. Schwarz ha inoltre criticato l’attuale “smodatezza dominante”, che ha definito una “malattia dell’anima”. Per il presidente della Caritas austriaca, Franz Küberl, la crisi finanziaria è soprattutto una “crisi di fiducia”, dovuta al fatto che tale fiducia non è stata rispettata e che ora occorre ripristinare. Quanto accaduto, ha proseguito Küberl, è “uno spaventoso attacco alla democrazia”. Secondo il presidente della Caritas “occorre parlare in modo aperto, chiaro e preciso della responsabilità, nonché delle cause e dei responsabili”. “Solo il lavoro reale crea più benessere e ricchezza per tutti”, ha osservato Küberl, ricordando che oltre al problema della crisi sono da affrontare “anche altre grandi sfide come la pressione migratoria o la questione dell’accesso libero ed equo all’acqua, alla salute e all’istruzione per tutti. È da auspicare che queste crisi siano anche spunto di nuove riflessioni sulla solidarietà, sulla condivisione e sui valori comuni”, ha concluso. Anche il vescovo di St. Pölten, mons. Klaus Küng, ha sottolineato la “prevalenza dell’egoismo” quale causa della crisi economico-finanziaria globale. “Ho l’impressione che molte persone pensino che dopo questa crisi le cose possano continuare come prima. Ma oggi viviamo momenti fortemente distruttivi nella libera economia di mercato”, ha messo in guardia il vescovo, auspicando che “ora ognuno si assuma la responsabilità anche nei confronti degli altri”. Tra i partecipanti, Andreas Gjecaj, segretario federale dei Christliche Gewerkschafter (federazione dei sindacati cristiani), che ha invitato ad adottare una mentalità nuova, basata sulla solidarietà.Portogallo: reinventare la solidarietàAttenta all’attuale congiuntura nazionale e mondiale, la Conferenza episcopale portoghese (Cep) ha deciso di promuovere un simposio per interpellare la società, convocando tutti i cittadini ad una riflessione allargata e profonda sul futuro della solidarietà e sul modello di sviluppo delle società odierne. Inserito nell’ambito delle celebrazioni del cinquantenario del Santuario del Cristo-Re (Almada), e intitolato “Reinventare la Solidarietà (in tempo di crisi)”, il convegno avrà luogo il 15 maggio prossimo, nel Centro Congressi di Lisbona. Nella presentazione del programma, consultabile nella pagina ufficiale internet www.reinventarasolidariedae.org, si afferma che “più che trovare soluzioni generali all’attuale crisi, si pretende dibattere premesse, idee ed iniziative che possano contribuire ad un modello di sviluppo più umano e solidale”. “Appare urgente trovare un’altro tipo di economia, compatibile e solidale con l’esistenza umana, in senso veramente sistemico, vale a dire, solidale con le persone, con la natura, con la cultura, con il sapere scientifico” – si legge nel documento: “una solidarietà non più intesa come un vago sentimento di compassione o di commozione superficiale nei confronti delle difficoltà di tante persone, ma al contrario, come decisa e perseverante determinazione ad impegnarsi per il bene comune”. “Parte della soluzione della crisi in atto passa attraverso la necessità di ravvivare un sentimento comunitario, capace di mobilitare in tutti nuove forme di partecipazione nei luoghi e nelle occasioni di convivenza civile. Non ci potrà essere una cittadinanza nazionale, europea o mondiale, fino a che ognuno di noi non sarà coinvolto in modo solidale anche nel proprio condominio, via, quartiere, nella sua parrocchia e nella sua scuola” sottolinea il programma.Germania: consulenze on line per chi é indebitatoDal 4 maggio la Caritas tedesca offre consulenza online alle persone indebitate. Lo ha annunciato da Berlino la stessa Caritas che intende così rispondere alle crescenti richieste ed eliminare i lunghi tempi di attesa. Ora è possibile acquisire informazioni presso il portale www.beratung-caritas.de e ottenere consulenza anonimamente tramite e-mail. Il servizio, fornito gratuitamente, garantisce tempi di risposta rapidi ed è pensato appositamente per i giovani, al fine di prevenire l’indebitamento eccessivo ed integrare i servizi di consulenza locali. Nel sito è presente una lista di domande frequenti in cui sono indicati gli uffici Caritas di zona – circa 270 in tutto il territorio tedesco -, così come informazioni relative ad altri problemi (come le informazioni relativamente alle dipendenze). Secondo i dati a disposizione della Caritas, il numero delle persone che si trovano in situazioni di emergenza materiale, mentale e sociale a causa dell’indebitamento eccessivo è cresciuto in modo significativo nel corso degli ultimi anni. Attualmente, in Germania una famiglia su dodici si trova in questa situazione. Circa tre milioni di famiglie non sono più in grado di far fronte ai propri debiti con il reddito a loro disposizione e sono considerate insolventi. La Caritas prevede che l’incremento della disoccupazione provocata dalla crisi finanziaria possa aggravare il fenomeno.