UE

Domanda di trasparenza

La relazione annuale del Mediatore europeo

I cittadini chiedono trasparenza alle istituzioni Ue e per ottenerla sono determinati a far ricorso nelle opportune sedi comunitarie. Lo conferma la relazione annuale del Mediatore europeo, presentata il 27 aprile a Bruxelles. Sono state 3.406 le denunce registrate dall’Ombudsman (secondo la terminologia anglosassone) nel corso del 2008: l’anno precedente erano 3.211. Trasparenza e negligenza. Un terzo dei casi giunti all’attenzione dell’istituzione Ue, preposta a tutelare i cittadini nei confronti degli organismi comunitari, “riguarda la trasparenza o mancate informazioni a cittadini, organizzazioni o imprese”. Un quinto dei casi riguarda l’abuso di potere, un caso su dieci concerne procedure insoddisfacenti o negligenza da parte di un servizio Ue. Nikiforos Diamandouros, Mediatore eletto nel 2003, ha avviato 296 indagini (rispetto alle 309 del 2007), mentre nel corso dell’anno ha chiuso 355 indagini (contro 348 nel 2007). Come sempre, le denunce si concentrano in gran parte sull’attività della Commissione (66%), “poiché – spiega Diamandouros – la Commissione è la principale istituzione comunitaria che prende decisioni con conseguenze dirette sui cittadini” ed “è normale che tale organo sia al centro delle denunce”. Il 10% delle denunce chiama invece in causa il Parlamento, il 7% l’Ufficio europeo di selezione del personale; non mancano richieste in merito al Consiglio Ue e all’Ufficio antifrode. Aumentano le denunce da imprese e Ong. Il Mediatore Ue ha ricevuto nel 2008 in totale ben 7.700 denunce e richieste di informazioni, ma solo una parte di esse riguardava il suo ufficio: le altre sono state indirizzate ai servizi Ue di competenza, ai Mediatori nazionali o regionali, oppure respinte. “Quasi nell’80% dei casi trattati, siamo stati in grado di aiutare il denunciante”, ha spiegato Diamandouros. Il Mediatore rileva “un aumento delle denunce provenienti da imprese, associazioni, Ong”. Dalla Germania è giunto il maggior numero di reclami (16% del totale), seguita da Spagna (10%), Polonia (8) e Francia (7). Ma, in rapporto alla popolazione, i paesi con il maggior numero di interventi presso il Mediatore sono Malta, Lussemburgo, Cipro e Belgio. Molto attivi in questo senso anche i cittadini di Finlandia, Austria, Slovenia, Irlanda.I risultati dell’attività. Quali i risultati ottenuti dalle azioni del Mediatore? Diamandouros risponde che “in 129 casi chiusi nel 2008 si è ottenuto un esito positivo con la composizione della questione da parte dell’istituzione interessata o l’accettazione consensuale di una soluzione amichevole. In 110 indagini non si sono ravvisati gli estremi di cattiva amministrazione. In 41 casi, il Mediatore ha formulato ulteriori osservazioni per contribuire al miglioramento delle future prestazioni. Si è invece accertata una cattiva amministrazione per 53 indagini, di cui 8 hanno portato all’accettazione di un progetto di raccomandazione da parte dell’istituzione, mentre 44 sono state chiuse con osservazioni critiche”. Nella relazione, Diamandouros osserva: “Non tutte le risposte alle indagini sono state esemplari. La Commissione si è rifiutata di modificare la propria posizione in un caso di discriminazione sulla base dell’età, rifiuto che mi ha indotto a sottoporre al Parlamento l’unica relazione speciale da me pubblicata nel corso dell’anno”. E ancora. “Sebbene le indagini nelle quali ho dovuto muovere osservazioni critiche alle istituzioni dell’Ue siano scese a 44 (da 55 nel 2007), il loro numero è ancora troppo elevato”. Ombudsman: dalla parte dei cittadiniLa funzione del Mediatore europeo (che ha sede ufficiale a Strasburgo) è stata istituita dal Trattato di Maastricht del 1992. Opera “come intermediario tra il cittadino e gli organismi dell’Unione europea”: è autorizzato “ad accogliere e prendere in esame reclami provenienti da privati, imprese e organizzazioni Ue” e in generale da chiunque risieda o abbia sede sociale in un paese membro. È nominato dal Parlamento europeo per un mandato rinnovabile di cinque anni: Nikiforos Diamandouros, in precedenza mediatore nazionale per la Grecia, ha assunto la funzione di Ombudsman nel 2003 ed è stato rieletto nel 2005 con mandato quinquennale. Il Mediatore (sito ufficiale www.ombudsman.europa.eu) “contribuisce a individuare casi di cattiva amministrazione nell’ambito delle istituzioni e degli organismi dell’Unione”. Per “cattiva amministrazione” si intendono atti di omissione o scarsa efficienza, ovvero “un’istituzione viene meno al rispetto del diritto e dei principi della buona amministrazione o agisce in violazione dei diritti umani”. Molteplici gli esempi contemplati: discriminazioni, rifiuto di informare, ritardi ingiustificati, irregolarità amministrative.