REPUBBLICA CECA
Una lettera dei vescovi per la visita del Papa
Papa Benedetto XVI compirà un viaggio pastorale in Repubblica Ceca nel prossimo settembre. I dettagli della visita non sono ancora definiti ufficialmente ma sembra che oltre alla capitale Praga, il pontefice possa visitare la metropoli morava di Brno e la località di Stara Boleslav, méta di pellegrinaggi mariani situata nei pressi di Praga, in cui è venerato San Venceslao, patrono del Paese. In vista di questo appuntamento, la Conferenza episcopale ceca ha preparato una lettera pastorale che è stata letta in tutte le chiese del Paese il 19 aprile. Nel documento, i vescovi hanno invitato i fedeli a partecipare non solo ai preparativi logistici, ma di dedicarsi soprattutto a predisporsi spiritualmente all’incontro con il Papa. Riportiamo alcuni passaggi salienti della lettera.Un grande privilegio. “Il Santo Padre farà visita al nostro Paese tra il 26 e il 28 settembre di quest’anno. è un grande privilegio per la nostra nazione e un motivo di gioia speciale per noi. Il nostro padre viene da noi. La comunità ecclesiastica della Repubblica Ceca è una famiglia spirituale e naturalmente, questa famiglia si prepara ad incontrare il Papa. In questo periodo, sentiamo spesso parlare di identità e di crisi di identità, Di come l’uomo stia perdendo se stesso. La gente e le nazioni hanno paura di perdere la propria identità; d’altro canto, scoprono la loro incapacità di rispondere chiaramente ed esattamente a domande quali “Chi sono?” o “Qual è il mio ruolo nella società?”. Non sono domande facili. Ma se non troviamo una risposta ad esse, vengono meno la nostra consapevolezza di cristiani, la nostra forza e il nostro posto nella società. Ecco perché le tre virtù teologali – fede, speranza e carità – sono state scelte come tema principale del viaggio papale. Queste tre virtù sono i capisaldi della nostra identità cristiana. Se non sappiamo con certezza chi siamo e qual è la nostra missione, potremo spiegare e difendere timidamente la cristianità come una sorta di debolezza personale, chiedendo agli altri di tollerare questa nostra mancanza. Ma un atteggiamento di questo genere è ben lungi dal compito che abbiamo: proclamare la Buona notizia ed essere testimoni della verità di Dio”. Civiltà dell’amore. “Essere testimoni di Dio nei confronti del mondo è la base della nostra vita cristiana. Questo aspetto è espresso anche nello slogan e nel logo della visita papale: “L’amore di Cristo è la nostra forza”. Noi non vogliamo imporci con la forza, non lottiamo per dominare sugli altri, rispettiamo la libertà di ciascuno; ma siamo forti e fermi, con il desiderio di vincere mediante il potere dell’amore. Gli ultimi Papi hanno chiamato la nostra cultura e la nostra tradizione una “civiltà dell’amore”. Nei nostri sforzi, siamo portatori della cultura fondata dai Santi Cirillo e Metodio, nonché della tradizione di San Venceslao. Siamo cittadini del nostro Paese, la Repubblica Ceca e allo stesso tempo, siamo cristiani”. Donare la speranza. “Cosa occorre di più nella situazione attuale? La speranza. Sentiamo l’invocazione silenziosa di un uomo che vive rettamente e si sente impotente di fronte alla forza distruttiva del male? Sentiamo i gridi di persone, cadute in balìa del piacere e della cupidigia, che fanno del loro meglio per non pensare che la loro vita non valga niente? Come possiamo dar loro una risposta? Diamo loro speranza, assicuriamo loro che non è impossibile ottenere il bene e ottenere la vera gioia qui e adesso, che non devono avere paura del futuro ma che possono affrontarlo con coraggio”. Parlare agli altri. “L’ondata attuale di disperazione è in crescita perché sta scomparendo l’amore. Spesso le persone cercano disperatamente l’amore, lo desiderano ma non riescono ad averlo. Non ci riescono perché l’hanno corrotto e sostituito con il piacere fuggevole del corpo. Invece, il vero amore è attenzione devota verso gli altri e nasce superando una mancanza di interesse. Sappiamo ciò di cui hanno bisogno le persone che ci circondano? Chiediamoglielo: non per curiosità ma per vera preoccupazione, nell’intento di aiutarle. Superiamo la nostra pigrizia, le convenienze, l’egoismo, la timidezza e la paura di essere rifiutati – parliamo agli altri. Per trovare il coraggio e la forza necessari per far ciò dobbiamo contare fermamente sulla nostra fede in Dio e proclamarla con tutta la nostra vita, attraverso ogni nostra parola e azione”.