COMECE

Ripartire da Solidarnosc

Le “Giornate sociali cattoliche per l’Europa” a Danzica (8-11 ottobre)

Dall’8 all’11 ottobre si riuniranno a Danzica, la città di Solidarnosc, 500-600 cattolici di tutta Europa per le Giornate sociali cattoliche per l’Europa promosse dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Non sono le “Settimane sociali cattoliche europee” che avranno un altro percorso, ma rappresentano ugualmente un’importante occasione di riflessione. Programmi e obiettivi dell’appuntamento saranno presentati in conferenza stampa il 20 aprile a Bruxelles, nella sede della Comece (Square de Meeûs 19 – ore 14.30) da alcuni esponenti dell’organismo episcopale: mons. Piotr Jarecki, vescovo ausiliare di Varsavia, vicepresidente Comece e presidente del Comitato organizzatore delle Giornate; padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale, e Stefan Lunte, segretario della Commissione Affari sociali Comece. Nel corso dell’incontro verrà presentato anche il logo delle Giornate alle quali, spiega la Comece, “prenderanno parte personalità di primo piano della vita pubblica in Europa, rappresentati delle istituzioni e della Chiesa”. Collaborano alla preparazione dell’evento anche Caritas Europa, Giustizia e Pace Europa, e Iniziativa dei cristiani per l’Europa (Ixe), nonché il Centro per la solidarietà europea di Danzica, il Centro per il pensiero di Giovanni Paolo II di Varsavia e l’iniziativa di solidarietà dei cattolici tedeschi Renovabis. Una solidarietà “europea”. “L’idea delle ‘Giornate sociali cattoliche per l’Europa’ ci è stata ispirata dalle Settimane sociali che da lungo tempo si svolgono a livello nazionale in diversi Paesi europei” ha spiegato al SIR mons. Piotr Jarecki. Il tema di queste “Giornate”, alla cui organizzazione sta lavorando un Comitato di 26 membri provenienti da 19 Paesi europei guidato dallo stesso Jarecki, è “Solidarietà. La sfida per l’Europa”. Obiettivo, prosegue il presule, “cercare alla luce della dottrina sociale della Chiesa, applicata ai problemi politici, economici e sociali con i quali si trova a convivere l’Europa contemporanea, le strade di una solidarietà ‘europea’ di fronte all’attuale crisi mondiale”. Solidarietà “come meta da raggiungere coinvolgendo anche i giovani, che vogliamo introdurre nel vivo del dibattito sui valori europei”. L’appuntamento, aggiunge Jarecki, “intende inoltre proporre orientamenti per l’evoluzione futura dell’Ue”. Sede prescelta Danzica perché, conclude, “città di Solidarnosc, è la culla dei tempi nuovi”. Nelle scorse settimane il Comitato ha pubblicato un Manifesto per le Giornate, disponibile in nove lingue sul sito www.comece.eu.  Riconquistare la libertà e la pace. “Ogni generazione deve riconquistare la libertà e la pace e la nostra non fa certo eccezione” afferma il Manifesto. “Oggi – si legge nel testo -, ottant’anni dopo il crack della Borsa di Wall Street del 1929, il mondo si ritrova sprofondato nel cuore di una crisi economica e finanziaria dalle conseguenze sociali e politiche molto preoccupanti, accompagnata da tentazioni nazionaliste e protezionistiche”. Per uscirne e “per assicurare una pace durevole, è necessaria una combinazione di valori personali e politici inclusi nel termine ‘solidarietà'” che, “fondata sulla dignità umana e sulla libertà, è al centro dell’insegnamento sociale della Chiesa”. Per questo, spiegano gli autori del Manifesto, “nel corso del nostro incontro di Danzica, intendiamo dibattere sulla sfida della solidarietà per l’Europa”. “La solidarietà è indivisibile” e “non può patire alcuna esclusione o eccezione – si legge ancora nel documento – . Riguarda tutti gli esseri umani, sia coloro che non sono ancora nati sia quelli che sono al termine della loro vita”, “i nostri contemporanei e le generazioni future”, “i residenti e i migranti. Riguarda tutti i Paesi, grandi e piccoli”. Oltre i confini europei. Per gli autori del Manifesto, la solidarietà richiede che “nelle nostre società siano protetti i più deboli”, e che la famiglia, fondata sull’unione di un uomo e una donna, “sia sostenuta e difesa”. Inoltre, a causa della “crescente interdipendenza degli esseri umani e del loro comune destino, così come del fatto che i nostri stili di vita minacciano come mai prima d’ora i fondamenti naturali dell’esistenza delle future generazioni, non possiamo neppure limitare la nostra solidarietà ai confini dell’Europa o al tempo presente”, ammonisce il Comitato. Per questo “a Danzica vogliamo non solo cercare le strade di una solidarietà dell’Europa di fronte all’attuale crisi mondiale, ma anche incoraggiare la partecipazione” dell’Ue “ad una civiltà dell’amore, che non lasci nessuno da parte in alcun punto del globo e che associ le generazioni future”. La data e il luogo delle Giornate, conclude il Manifesto, “rivestono un particolare significato simbolico. Non solo ricordano l’inizio della seconda guerra mondiale nel 1939 e la fine del regime comunista nell’Europa centrale e dell’Est nel 1989”, ma anche la prima visita di Giovanni Paolo II nel suo Paese natale nel 1979, “visita che ha condotto alla nascita a Danzica di Solidarnosc, il movimento sociale che ha unito milioni di lavoratori polacchi”.