EUROPARLAMENTO

In attesa di Obama

Auspici per i rapporti Ue-Usa e preoccupazioni per la crisi economica

L’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca “è l’occasione per rinnovare le relazioni tra Unione europea e Stati Uniti”. Ne sono convinti gli eurodeputati che lanciano un messaggio forte oltre Atlantico proprio alla vigilia del summit Ue-Usa del 5 aprile. Obama sarà in Europa dal 2 aprile per la riunione del G20 a Londra; si trasferirà quindi a Strasburgo (3-4 aprile) per un vertice Nato, di cui si commemorano i 60 anni della nascita. Partenariato strategico. La relazione approvata ad amplissima maggioranza durante la sessione plenaria del 23-26 marzo, stesa dal rappresentante spagnolo Francisco José Millàn Mon, afferma che è necessario un coordinamento “sistematico” tra Europa e Stati Uniti in tema di politica estera e sicurezza, il rafforzamento della cooperazione su diritti umani, lotta al terrorismo, disarmo nucleare e crisi regionali. Il testo riconosce peraltro che quello con gli Usa è “il partenariato più importante per l’Unione”. Preoccupato dalla crisi che ha preso origine proprio negli States, il Parlamento chiede poi una forte integrazione dei mercati e del settore finanziario, auspicando nuove regole (in tal senso si sono espressi vari deputati durante il dibattito in aula). Ma dall’Assemblea dei Ventisette giunge a Washington anche l’invito a ratificare lo statuto della Corte penale internazionale e, più ancora, ad abolire la pena di morte.Il settore dell’auto. Durante l’intera sessione è più volte tornato il problema della crisi economica, affrontato alla presenza di Consiglio, Commissione e del premier britannico Gordon Brown. In aula è infine passata una risoluzione che si concentra su uno dei settori fondamentali del sistema produttivo e commerciale continentale, ossia l’automobilistico, “che contribuisce all’occupazione, all’innovazione e alla competitività di tutto” l’apparato economico. L’industria dell’auto “dà lavoro, direttamente o indirettamente, a 12 milioni di persone”, pari al 6% degli occupati totali; inoltre rappresenta “il principale investitore privato in ricerca e sviluppo”. Il comparto è però duramente colpito dalla recessione, con “una drastica flessione della domanda di autoveicoli”. Per questo, il Parlamento chiede di “definire un quadro d’azione europeo per le misure a sostegno del settore, senza distorcere la concorrenza”. La risoluzione, che ha avuto l’appoggio di Popolari, Socialisti, Liberaldemocratici ed Europa delle nazioni, sollecita poi la semplificazione e l’aumento del sostegno finanziario al comparto, specie tramite la Banche europea degli investimenti e i programmi di rottamazione. Qualche colpo di scena. La sessione della scorsa settimana ha avuto vari altri “colpi di scena” e argomenti passati per forza di cose in primo piano. Basterebbe ricordare la presenza in aula il 25 marzo del premier ceco Mirek Topolanek, presidente di turno del Consiglio europeo, sfiduciato il giorno prima dal Parlamento di Praga. Una posizione indebolita alla guida dell’Ue, proprio nel momento in cui i 27 sono chiamati a importanti appuntamenti internazionali e a decisioni strategiche per rispondere alla recessione, ai cambiamenti climatici, al nodo energetico. Senza trascurare l’impasse sul processo di ratifica del Trattato di Lisbona. Un altro evento che ha fatto discutere nasce dalla possibilità che la prima sessione del futuro Parlamento Ue, che sarà eletto a giugno, sia presieduta dall’esponente della destra xenofoba francese Jean-Marie Le Pen. All’ennesimo intervento di quest’ultimo che negava la verità sull’Olocausto, le maggiori forze politiche presenti a Strasburgo hanno concordato l’intenzione di trovare un escamotage procedurale per escludere che Le Pen, se rieletto, possa salire per un giorno sulla poltrona di presidente in quanto deputato più anziano.Politica di coesione. Fra gli altri argomenti giunti in emiciclo, i deputati si sono occupati delle politiche di coesione, tema anche al centro di una conferenza internazionale organizzata a Praga negli stessi giorni. Secondo la relazione di Constanze Krehl (Germania), passata con la quasi totalità dei “sì”, esistono vari ostacoli al pieno espletamento di tali politiche, volte a “promuovere la coesione sociale, economica e territoriale dell’Ue e lo sviluppo delle sue 268 regioni”, attraverso “la riduzione dei deficit, delle disparità di sviluppo e il miglioramento della vita dei cittadini”. Tra questi ostacoli l’Euroassemblea indica l’eccessiva burocrazia, le frequenti modifiche dei criteri di ammissibilità e della documentazione richiesta dagli Stati membri, la mancanza di trasparenza dei processi decisionali, i ritardi nei pagamenti. Tali ostacoli risiedono dentro le maglie dell’Ue, “escludendo o demotivando i potenziali beneficiari dei fondi” comuni. Nel documento figurano quindi varie linee d’azione, provvedimenti, buone prassi, suggerimenti intesi a oltrepassare queste problematiche.