UNGHERIA
Pensieri e indicazioni dei vescovi per le elezioni europee
Una chiara presa di posizione contro la riformulazione elaborata di una legge sulle convivenze dal governo ungherese e presentata al Parlamento; una dichiarazione riguardo la ricerca sulle cellule staminali; la difesa della domenica di riposo e l’enunciazione di alcuni criteri per le elezioni parlamentari europee (4- 7 giugno). Sono le questioni trattate dalla Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale ungherese, nel corso di un incontro presieduto dal vescovo László Bíró che è avvenuto a Budapest, l’11 marzo. Legge sulla convivenza. Il Governo ha presentato al Parlamento, riformulandola, una legge sulla convivenza che sarebbe dovuta entrare vigore dal 1 gennaio di quest’anno ma che la Corte Costituzionale aveva respinto il 17 dicembre scorso. Secondo la Commissione per la Famiglia, la legge riformulata “costituisce un attacco pericoloso contro la famiglia, istituzione fondamentale della società”. Ed aggiunge: “Non solo la Chiesa, non solo la legge naturale ma persino la Costituzione ungherese dichiara che la famiglia è la comunione di vita esclusiva di un uomo e di una donna, utile per la società, avendo per scopo il bene degli stessi coniugi e la procreazione”. La Chiesa ungherese afferma poi che sia per l’interesse del figlio sia per il futuro della società sia meglio assicurare che “gli effetti giuridici siano legati all’istituzione del matrimonio e non ad altri tipi di relazioni”.Ricerca sulle cellule staminali. “Da tempo – si legge nel comunicato della Commissione per la Famiglia – appaiono notizie relative alla ricerca sulle cellule staminali e sui permessi dati o i divieti a procedere in diversi Stati, come pure sul finanziamento di queste ricerche. Recentemente abbiamo saputo che in America lo Stato ha dato il via libera a queste ricerche”. La Commissione ricorda che “la vita umana ha inizio con il concepimento, perciò il feto è un uomo di pieno valore e gli spetta il rispetto per la dignità umana. L’utilizzo del feto per fini di ricerca comporta la distruzione dello stesso perciò risulta fondamentalmente un omicidio.”. In una presa di posizione del 19 giugno 2008, la Commissione affermava che “Il feto umano deve essere considerato una persona sin dal momento del concepimento” per cui il suo utilizzo anche per fini scientifici “è inammissibile”. La domenica di riposo. La Commissione per la Famiglia vede con preoccupazione che “i progetti volti a gestire la crisi economica e finanziaria dei nostri tempi in Europa e in Ungheria, non tengono presente l’uomo”. Soprattutto si contesta che “l’ordine di lavoro sempre più diffuso sia quello con sette giorni di lavoro su sette. Un ordine – afferma la Commissione episcopale – volto ad investimenti e profitti a breve durata, ma allo stesso tempo “molto svantaggioso per le persone che sono costrette a lavorare anche di domenica”. Il comunicato aggiunge: “La domenica di riposo è un’eredità culturale dell’Europa, una tradizione che ha contribuito in maniera fondamentale alla ricchezza della vita sociale e culturale del continente”. Inoltre, il lavoro domenicale stabilisce un criterio di concorrenza sleale per le imprese medio-piccole che non possono assicurare l’apertura domenicale.Elezioni parlamentari europee. La Commissione episcopale per la Famiglia ha poi affermato di aderire ai criteri pubblicati dalla Federazione delle Associazioni Familiari Cattoliche Europee (FAFCE) con cui essa intende informare i candidati delle elezioni parlamentari europee e gli elettori sui problemi concernenti le famiglie che il Parlamento Europeo deve affrontare. Anche se le questioni riguardanti il diritto della famiglia non rientrano nella competenza dell’Unione Europea, il regolamento di molte altre questioni (demografiche, lavorative, sociali, di migrazione ecc.) toccano molto da vicino le famiglie. Secondo questi criteri, l’UE deve trattare le questioni comunitarie riguardo le politiche demografiche collocando “il ruolo e il valore della famiglia nel posto giusto”. “L’UE – fa rilevare la Commissione per la famiglia – ha dichiarato il 2010 l’Anno della lotta contro la povertà e l’emarginazione. Siccome c’è uno strettissimo rapporto tra la povertà dei bambini e l’impoverimento delle famiglie, conviene lottare contro la povertà dei bambini attraverso il degno riconoscimento morale e materiale dell’attività delle famiglie nel creare valore. All’Ue si chiede pure la difesa della domenica come giorno di riposo settimanale e l’adozione di una politica per ridurre l’IVA sui prodotti necessari per bambini (p.es. pannolini, vestiti e arredamenti per bambini, ecc.), e sulle prestazioni legate all’educazione dei bambini (cura infantile, sport, educazione artistica).