Portogallo, Austria, Irlanda del Nord

Portogallo: le sofferenze dell’etnia ziganaIn occasione della presentazione pubblica della Relazione sulle audizioni concernenti i portoghesi zigani, nell’ambito dell’Anno Europeo per il Dialogo Interculturale, il direttore esecutivo dell’Opera nazionale della Pastorale degli zigani (Onpc), Francisco Monteiro, ha lanciato un appello, affinché “siano adottate delle misure concrete atte a risolvere i problemi urgenti dell’etnia zigana portoghese”. “Questa comunità sta soffrendo molto, e l’origine di tale disagio si fonda su fattori di esclusione, che riguardano la casa, l’educazione ed il lavoro”. Esemplificando il quadro della situazione, il responsabile dell’Onpc ha fatto notare che “i comuni stanno progressivamente abbandonando il loro sostegno alle fiere, che sono il pane quotidiano degli zigani”. Citando il caso della scuola di Barqueiros (Barcelos), ha riferito che “in modo del tutto anticostituzionale, e contro le stesse direttive del Ministero dell’Educazione, si tende a creare classi e a dare lezioni separate: ci sono zigani che sono posti in fondo all’aula e hanno ricreazione a parte rispetto ai rimanenti alunni”. Anche nel mondo del lavoro si presentano frequenti difficoltà: “Quando il datore di lavoro si rende conto dell’etnia zigana del lavoratore, spesso, opta per non assumerlo”. Di fronte alle numerose situazioni discriminatorie, Francisco Monteiro ha rilevato che i mezzi di comunicazione di massa non rivolgono la benché minima attenzione alla comunità zigana por-toghese, pur costituita da circa 50 mila individui, lanciando una precisa accusa: “Sono persone dimenticate e scomode perché non consentono di ottenere tornaconti politici”. “L’istituzione di mediatori culturali, potrebbe costituire la chiave risolutiva dei problemi educativi e formativi dell’etnia zigana – ha concluso il direttore dell’Onpc – sfortunatamente, però, la legge non trova applicazione perché il Ministro dell’Educazione non vuole risolvere il pro-blema della carriera degli zigani. Il risultato è che ci sono decine di mediatori culturali disoccupati”.Austria: giovani, “un forte rinnovamento”Speranza in un “forte rinnovamento” è stata espressa dal card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, il 16 marzo scorso nel Duomo di S. Stefano a Vienna, in occasione della messa per i giovani. La celebrazione ha segnato l’inizio dell’azione sociale per i giovani “Concordia 72”, avviata dal padre gesuita Georg Sporschill. L’iniziativa è finalizzata a dare ai giovani austriaci un atteggiamento positivo verso la vita, facendo incontrare giovani dell’Europa occidentale ed orientale, per coinvolgerli a temi quali la giustizia, la pace e la solidarietà. La Messa, così come l’incontro successivo al Palazzo arcivescovile con Schönborn, è stata animata da 120 ex bambini di strada rumeni, recuperati da Padre Sporschill. Intervistato dall’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress, il gesuita ha tracciato un bilancio positivo dell’evento: la presenza dei giovani (oltre 1.000) “ha superato di gran lunga le mie speranze e aspettative”, ha dichiarato. “È stato più che raggiunto anche l’obiettivo vero e proprio del progetto – ossia trovare almeno 72 giovani (un riferimento al passo del Vangelo di Luca 10,1, ndr) che siano disponibili a sviluppare da soli progetti sociali o che vogliano partecipare a progetti preesistenti”, ha proseguito Sporschill. Nel corso dell’incontro al Palazzo arcivescovile sono stati illustrati i progetti sociali già in corso d’opera: sono dieci e sono dislocati in Romania, India ma anche a Vienna, particolarmente negli ospizi. Irlanda del Nord: a rischio le scuole cattoliche Il futuro delle scuole cattoliche in nord Irlanda è a rischio per colpa della nuova legislazione preparata dal governo, secondo il Cardinale Sean Brady. Le dichiarazioni del Primate di tutta Irlanda fatte all’inaugurazione del St. Patrick’s college a Dungannon, nel centro del Nord Irlanda, sono un appello appassionato al governo nordirlandese perché cambi la legislazione in programma che, secondo Brady, distruggerà le scuole cattoliche nel Nord. In nord Irlanda, come nel resto del Regno Unito, scuole gestite dalla Chiesa Cattolica ma finanziate dallo Stato coesistono accanto a scuole statali. Le obiezioni del Cardinale alla legislazione sulle scuole cattoliche, che è ancora in fase di consultazione, riguardano la decisione dello Stato di sottrarre alle scuole cattoliche la decisione su quali insegnanti assumere. Il Cardinale ha anche chiesto ai cattolici di fare azioni di lobby sui politici. “Vorrei fare appello ai politici del Nord Irlanda perché continuino a rispettare il diritto, conquistato a fatica dai genitori cattolici, di avere un giusto e adeguato sostegno da parte dello Stato per le scuole cattoliche”, ha detto il Cardinale Brady.